“Le indagini hanno consentito di scoprire le violenze che avvenivano all’interno della struttura: schiaffi, insulti e maltrattamenti di ogni genere. Indispensabile è stato l’apporto investigativo fornito dalle telecamere che i Carabinieri hanno installato all’interno della casa di cura, attraverso le quali hanno registrato giorno e notte la crudeltà mostrata dagli operatori nei confronti dei ricoverati.” Questo il comunicato dei Carabinieri della Compagnia di Bibbiena sull’operazione di ieri.

Come vi avevamo anticipato ieri sera, sono stati scoperti dai militari maltrattamenti e soprusi alla Casa di Riposo di Castel San Niccolò. I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura interdittiva del divieto dell’esercizio della professione sanitaria, emessa dal GIP del Tribunale di Arezzo, nei confronti di 7 dipendenti (sei donne e un uomo tutti italiani, età tra i 60 e i 40 anni) della casa di riposo che avrebbero sottoposto gli anziani ospiti a percosse, umiliazioni, ingiurie e minacce. Ignari di tutto i parenti delle vittime.

Le terribili immagini dei maltrattamenti

Unione dei Comuni, sconcerto per i fatti accaduti alla RSA di Strada in Casentino “Siamo pronti a costituirci parte civile in qualunque eventuale procedimento, perché in questa orribile vicenda noi siamo parte lesa”. Così il Presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Valentina Calbi si esprime dopo l’uscita sulla stampa riguardante i fatti avvenuti alla Residenza Sanitaria di Strada in Casentino, struttura per anziani i cui servizi sono gestiti da una cooperativa del luogo con cui l’Unione ha un contratto di affidamento e sui quali stanno indagando le forze dell’ordine. “Per noi la notizia che sono stati perpetrati maltrattamenti ai danni degli ospiti è stata un fulmine a ciel sereno, è come se ora tutti desiderassimo svegliarci da un bruttissimo incubo”, prosegue Calbi. “Il servizio è affidato ad una cooperativa e non avevamo mai avuto non dico segnalazioni, ma neppure il sentore che qualcosa del genere stesse accadendo; il contatto con le famiglie e con gli operatori è molto frequente ma non ha mai evidenziato quello che dalle indagini invece emerge. Ci sarà tempo e modo per pensare alle conseguenze e porvi rimedio, per il momento è indispensabile solo fare piena luce sui fatti, perché chi si è macchiato di cose così vili deve essere punito”. Come aggiunge Eleonora Ducci, Sindaco di Talla e assessore alle Politiche Sociali dell’Unione, “Daremo la massima collaborazione possibile affinché le indagini possano svolgersi con celerità e nel migliore dei modi, la verità deve venire fuori senza mezze misure e devono essere presi i provvedimenti del caso. Già ieri mattina i nostri funzionari e responsabili del servizio si sono recati dalle forze dell’ordine pronti a collaborare ogni volta che ce ne sarà la necessità. La costituzione parte civile è un dovere di questa Unione perché è doveroso essere in prima fila a fianco degli anziani e dei loro familiari”. Antonio Fani, Vicesindaco del Comune di Castel San Niccolò, proprietario dell’immobile, conferma: “Non volevo crederci quando mi hanno avvertito. Come Comune abbiamo gestito la struttura direttamente fino a fine 2016, e ho memoria casomai di aver ricevuto delle lettere di ringraziamento, non delle lamentele; pochi mesi fa col Sindaco di Poppi siamo andati a festeggiare una centenaria, si respirava un clima di grande serenità; anche a noi preme che si giunga prima possibile alla verità, perché è davvero difficile immaginare che nei nostri paesi si possa creare una situazione simile, che ha drammatiche ripercussioni sulle vittime, sulle loro famiglie, sugli altri ospiti, gli operatori e le Istituzioni, insomma su una comunità intera”.