Sarà un argomento che seguiremo con attenzione (per il prossimo numero di CASENTINO2000 stiamo preparando un articolo dettagliato), ma dobbiamo anche oggi tornare sul mitico treno Stia-Firenze. L’occasione la da l’ennesimo articolo celebrativo di un quotidiano che parla addirittura di “entusiasmo”. Forse chi scrive non è mai stato in Casentino o forse ha sentito qualche impiegato della LFI, o ha preso per oro colato un’altra velina di Mister 18.000 preferenze. O pensa sia vera l’affermazione, un tantino azzardata, che questa iniziativa “servirà a togliere dall’isolamento il Casentino”. Sic!

In Casentino, tira tutt’altra aria. Diciamo che la maggioranza dei casentinesi, che sono persone più vispe della media provinciale, si sente soprattutto presa per il culo.

Ricordiamo a tutti: stiamo parlando di UNA corsa che parte da Pratovecchio Stia la mattina presto, ci mette 2 ore  e mezzo per arrivare a Firenze (scendendo ad Arezzo prima ci si metteva meno!), fa tantissime fermate, solo dal lunedì al venerdì, non sono previste corse di ritorno. Tutta questa mega operazione (ci sono voluti 15 anni, si legge nell’ameno articolo! Però, più della variante di Santa Mama!) si risolve SOLO nel non dovere scendere ad Arezzo e restare a sedere per 15 minuti aspettando di ripartire!!!

Nient’altro.

Siamo sotto Natale, i pandori e i ricciarelli cominciano già a suscitare strani effetti gastrici, le palle di Natale e i presepi suggeriscono a tutti una maggiore bontà, ma non siamo scemi e scemi non sono i casentinesi, quindi non prendeteci per il culo, grazie, giornali inclusi.

A proposito, abbiamo anche sentito in questi giorni, diffusa nell’etere, una allegra pubblicità che magnifica le sorti dello Stia-Firenze come se fosse l’alta velocità da Tokyo a Kyoto con lo shinkansen. Scommettiamo che è pagata con i nostri soldi?…

Il Badalischio

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