Provate a immaginare di ritrovare, frugando tra le scatole di qualche cantina o di una soffitta, dei vostri disegni di quando eravate bambini. Immaginate, attraverso quando descritto dai disegni, di ritornare con la memoria indietro di decine di anni e di iniziare a rivedere, ricordare quanto accaduto nel vostro passato. Immaginate, allora, di iniziare a fare domande, di chiedere a chi è più anziano di voi, ai vostri genitori se per fortuna ancora in vita, di sapere di più su quei giorni, su quei momenti che la mano di un bambino aveva rappresentato su dei fogli o su dei quaderni che per tanto tempo erano stati dimenticati.

Ecco, un percorso più o meno simile a quello che abbiamo cercato di descrivere, lo ha seguito Riccardo Merlo, un anziano adulto oggi, un bambino di poco più di tre anni nel 1944, l’anno di guerra più nero e tragico per il Casentino e tante zone della Toscana e dell’Italia centro-settentrionale. Fu infatti quello l’anno in cui il fronte si attestò in queste zone con i tedeschi, posizionati sulla “Linea Gotica”, impegnati a respingere l’avanzata dell’esercito alleato che stava risalendo la Penisola. In quel drammatico anno le popolazioni civili furono duramente colpite, sia dalle rappresaglie e stragi compiute dai nazi-fascisti, sia dai bombardamenti degli anglo-americani che volevano assolutamente sfondare le difese nemiche.

Anche Riccardo Merlo e la sua famiglia si ritrovarono in mezzo a questa tempesta e, storia nella storia, fu proprio in quel periodo che affrontarono un viaggio, pieno di incognite e pericoli, che li portò dal Casentino a Firenze. Durante quelle difficili settimane Riccardo Merlo, il bambino di allora, tradusse in disegni quello che vedeva e sentiva, sono i disegni che dopo tanti anni sono ritornati alla luce, uscendo dalle scatole in cui erano stati riposti. Così è iniziato quel percorso di ricostruzione dei fatti, di ricerca del passato che ha portato Riccardo Merlo, che negli anni ha sviluppato le sue capacità nel disegno e nella grafica, ha unire a quei disegni, realizzati da bambino, bellissime e curate tavole con cui ha rappresentato non solo i momenti più importanti del viaggio compiuto con la sua famiglia per sfuggire alla guerra che stava devastando queste terre, ma anche gli episodi più tragici e drammatici che caratterizzarono il passaggio del fronte in questo territorio.

È nato così “Estate 1944, un bambino e la guerra”, un libro, una storia, in cui il testo semplice e scorrevole accompagna i tanti disegni di ieri e di oggi che riportano il lettore indietro nel tempo e, con la forza del tratto e del colore, rendono ancora più attuale e reale il racconto. Così sfogliando le grandi pagine del “quaderno”, in tutto e per tutto simile a quelli che si usano a scuola, si possono quasi vedere e sentire gli aerei che bombardano il Lanificio di Stia, i mezzi militari tedeschi che portano i 17 partigiani alla fucilazione, le tante persone che Riccardo Merlo incontrò nel suo viaggio, l’odore dei funghi che in quell’estate tanto piovosa crescevano ovunque.

L’autore è stato già invitato a raccontare ai bambini e ragazzi di oggi la sua storia, che, attraverso la presentazione dei suoi disegni, ha catturato l’attenzione e l’interesse di chi lo stava ascoltando. Per questa ragione, e per desiderio esplicito di Riccardo Merlo, anche il libro realizzato dalla Fruska, grazie alla collaborazione del Gruppo CEG e al fondamentale contributo del Comune di Pratovecchio Stia e del Sindacato Pensionati Italiani della CGIL, oltre ad essere disponibile nelle librerie sarà presentato e regalato domani venerdì 9 marzo a tutti i 350 studenti delle scuole primaria e secondaria di primo grado di Pratovecchio e Stia.

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