Oh bella! Nella Asl Sud Est a quanto pare Facebook è divenuto il vettore di trasmissione delle circolari aziendali. O no? A domandarselo un po’ interdetti sono il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti e il Coordinatore regionale toscano di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai dopo aver visualizzato il videomessaggio che il direttore sanitario della Asl Sud Est Simona Dei ha affidato alla pagina social della sua azienda sanitaria; in cui, riassumono gli esponenti di Forza Italia, «si annunciano conseguenze per chi, lavorando nella Asl Sud Est medesima, si rivolga a giornali, tv e social media per lamentare carenze, disfunzioni e problematiche del sistema sanitario». «Le perplessità – spiegano i due vertici azzurri – sono sia di metodo che di merito. Di metodo perché il direttore sanitario con quel videomessaggio sui social contraddice le sue stesse direttive e le regole di cui parla. Di merito perché se qualcuno ha agito contro il disciplinare aziendale lo si riprenda, ma senza inculcare il terrore di provvedimenti in maniera indistinta. Nemmeno questo crea nel paziente-utente quella fiducia nel sistema sanitario di cui tanto la dottoressa Dei si fa forte».

E la Regione, che ne pensa? Per saperlo Marchetti ha esercitato il suo ruolo istituzionale presentando un’interrogazione a risposta scritta. Per la giunta regionale, quesiti a catinelle con Forza Italia che chiede di sapere «se la direttrice stia denunciando dei fatti chiari e certi o accertabili», «se il lessico utilizzato dalla direttrice, la quale in apertura del video dichiara che “il compito non rientra nel ruolo del direttore sanitario”, non risulti inappropriato quando utilizza le parole “punizioni” o “conseguenze” o paventi di indagare le email dei dipendenti», «se il tono utilizzato dalla direttrice non risulti non solo offensivo per i medici del sistema, dato che si rivolge a loro in maniera generalizzata, ma anche minatorio, sentite appunto le espressioni che vengono utilizzate», «se la direttrice sia stata incaricata dalla direzione stessa, o dall’assessorato, di effettuare questo video» e «se la direttrice stia facendo riferimento a delle situazioni particolari avvertite o subite dal personale del sistema sanitario e se sì quali, e se eventualmente la direzione, o la Giunta, abbiano delle soluzioni da presentare».

«Non siamo mica su qualche rotocalco televisivo», incalzano Mugnai e Marchetti. «Il videomessaggio – si legge anche nell’interrogazione del capogruppo regionale – è visibile anche ad utenti esterni, non solo a medici e altri operatori socio sanitari, e quindi potrebbe far preoccupare o addirittura spaventare qualche paziente in cura proprio in quella Asl, per gli errori e i fallimenti che vengono più volte richiamati». Per questo, conclude Forza Italia, si è «ritenuto opportuno intervenire affinché il sistema sanitario pubblico svolga al meglio il proprio compito nell’interesse dei cittadini, ovvero trovi le soluzioni necessarie non per punire o minacciare gli operatori, ma per discutere proposte che lo rafforzino e li supportino a lavorare in sicurezza e secondo legge».

INT_video facebook asl sud est

 

LA REPLICA DELL’ASL L’attenzione nell’uso dei social per i dipendenti pubblici: il video del Direttore Sanitario L’Asl Toscana sud est, come qualsiasi Azienda Pubblica, ha tra i propri pilastri la trasparenza e il rispetto delle regole. L’Azienda USL Toscana sud est ha scelto di comunicare con i propri dipendenti attraverso tutti gli strumenti a sua disposizione, compresa la pagina Facebook che è un’interfaccia fondamentale tra l’Azienda, i suoi dipendenti ed i cittadini. Il video, così come la circolare interna, ha voluto richiamare l’attenzione ad un uso appropriato dei social, delle immagini e delle informazioni nei luoghi di lavoro. Il dipendente pubblico è tenuto al rispetto, oltre che dei valori richiamati dalla Costituzione, delle norme relative alla Privacy e al Codice di comportamento che non possono essere eluse. Questa attenzione è importante, tanto più in un momento sociale così delicato, per difendere l’orgoglio della professione e per rassicurare i cittadini del rigore con il quale giornalmente viene portato avanti il lavoro nelle strutture sanitarie.