Si terrà a Bibbiena il 20 ottobre, nelle sale del Consiglio comunale, un convegno organizzato dall’Associazione Casentino Disabili sull’attuazione della cosiddetta Legge “dopo di noi” in seguito all’emanazione dei decreti attuativi ministeriale e regionale. L’associazione Casentino Disabili, le cui finalità di avvicinare la gente comune ai problemi della disabilità abbiamo già ascoltato dal suo Presidente Giovanni Renda nell’intervista pubblicata nel numero di febbraio, si propone di dare un contributo di chiarimento sulla portata della nuova normativa.

Il titolo del convegno “La nuova alleanza” vuole sottolineare una svolta nel rapporto tra le Istituzioni e la disabilità, nel senso di una maggiore attenzione dello Stato ai problemi dei disabili gravi, con l’assegnazione di nuove risorse economiche, sia pure per ora molto limitate, e con un maggiore coinvolgimento delle famiglie e del terzo settore. Parteciperanno al convegno relatori professionisti per le tematiche normative, Dirigenti della Regione Toscana e della USL Toscana Sud-Est per il contesto applicativo e rappresentanti del terzo settore per le specifiche problematiche del Casentino. L’evento è accreditato di crediti formativi ( 8 ) per educatori professionali e operatori sociosanitari.

L’Associazione Casentino Disabili, di recentissima formazione, ma già forte di 130 soci, che ha organizzato il convegno, ha chiamato ad animarlo professionisti per gli aspetti tecnici e protagonisti regionali e locali per la relativa applicazione nel territorio. Nell’intenzione degli organizzatori si vuole chiarire sia al pubblico che agli addetti ai lavori la portata della nuova normativa, sia per le nuove risorse economiche messe a disposizione ( per il vero almeno inizialmente molto limitate) sia e soprattutto per i principi informatori della norma che mediante importanti agevolazioni fiscali e coinvolgimento di risorse private e del terzo settore realizza una svolta significativa verso la soluzione dell’annoso problema del  “dopo di noi”. In primo piano le finalità dell’istituito “Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, che intende attivare e potenziare programmi di deistituzionalizzazione e di domiciliarietà in realtà abitative che riproducano le condizioni della casa familiare in composizioni minime ( massimo 5 unità ) che presentino un contesto di vera famiglia, realizzando programmi individuali temporanei di preparazione al distacco dalla famiglia originaria e di accrescimento delle competenze per il maggior livello di autonomia possibile. Sotto altro profilo, ma non secondario, si intende rimarcare, ai fini del raggiungimento dell’obbiettivo principale, il coinvolgimento, su un piano di assoluta convergenza e sussidiarietà, della regione, degli enti locali, degli enti del terzo settore e non ultimi dei privati, singoli o in gruppi finalizzati, nell’attuazione degli interventi fattuali che si renderanno necessari. Ci si attende, in conclusione, che da un’attenta esplorazione della nuova normativa, integrata dai più recenti provvedimenti assunti dal Governo nel gennaio di quest’anno in materia di livelli essenziali di assistenza socio sanitaria, emerga un quadro preciso delle risposte che il sistema possa oggi offrire ai bisogni della disabilità grave, contribuendo per tale via da un lato a sdrammatizzare l’ansia delle famiglie e, dall’altro a offrire al grande pubblico una più aggiornata chiave di lettura dei problemi che concernono  il disabile e delle possibilità di condividerne solidaristicamente i percorsi di vita.

Alleanza