Credete alle coincidenze? (non quelle dei treni…) Io penso che, abbastanza spesso, le cose non accadano per caso. Anzi che alcune sono naturalmente conseguenza di altre.

Per questo vedere questa mattina sui giornali l’ennesima velina spot del sindaco Caleri mi è sembrata la giusta appendice al contenuto dell’incontro che ieri sera si è tenuto a Pratovecchio Stia, in cui i commercianti molto preoccupati hanno chiesto chiarimenti e risposte circa l’eventualità che, a due passi dal centro storico di Pratovecchio, possa essere realizzato l’ennesimo supermercato del Casentino, ipotesi che se si concretizzasse rappresenterebbe la mazzata finale per un’economia che già riesce appena a sopravvivere.

Bene, di fronte a tutto questo ti saresti aspettato da un primo cittadino un minimo di brio, di iniziativa, di impegno per rispondere ad una questione certo non trascurabile… invece tutto si è risolto in una scialba esposizione della situazione: ” nessuna richiesta di questo tipo è arrivata in Comune… quell’area comunque dal 2003 è destinata anche ad attività commerciali… sono cose decise dai miei predecessori…”.

Tutt’altro tenore il comunicato sui giornali di oggi con il rilancio della ciclopista, che risolverà tutti i problemi, e della nuova scuola materna da realizzare, in legno e a due passi dall’Arno, tanto per far stare i bambini in un ambiente più “confortevole”.

In definitiva, se pensi all’incontro di ieri sera e, con la tazzina del caffè in mano, guardi il giornale di oggi vedi che mai come adesso le reali esigenze di una comunità sono sembrate così lontane dalle fanfare dell’amministratore di turno!

Ma nessuno ha fatto presente al sindaco che dal 2014  Pratovecchio Stia ha perso qualche centinaio di abitanti? Che tra tre anni, quando l’ipotetica nuova scuola sarà ancora in costruzione, nel Comune ci sarà solo una classe della materna e che tra sei ci sarà solo una prima nella scuola primaria?

Spazio nelle scuole a quel punto ce ne sarà anche troppo e allora c’è bisogno della scuola materna o sono altre le priorità?

La scuola materna comunque occorre perché si è scoperto che l’attuale è costruita su un terreno privato?

Si poteva comunque risolvere la situazione con la proprietà in modo costruttivo e rapido, visto che contatti in passato c’erano già stati, ma se questo non è ormai davvero possibile ci sono sempre le ex scuole elementari di Stia appena ristrutturate….

Ma lì si trovano le “Officine Capodarno”? Dirà qualcuno… Si, ma qui stiamo cercando di parlare di cose concrete!

In più, c’è bisogno di una ciclopista che, invece di stare lungo l’Arno, andrà ad invadere la principale strada di comunicazione tra Pratovecchio e Stia, oppure sarebbe il caso di pensare a come riportare lavoro e persone in un Alto Casentino che, a breve, rischia di essere cancellato?

Più di un anno fa è scoppiato il caso della casa di riposo di Pratovecchio. Risolviamo questo benedetto problema se è davvero così urgente per come era stato “pomposamente” presentato. Sapendo però che anche questo intervento, così importante in una realtà che vede aumentare la popolazione anziana, dovrebbe essere trattato in un’ottica di progettazione complessiva del nuovo Comune per dare alla comunità nata dalla fusione nuove prospettive, nuovi spazi, nuove opportunità.

Non saranno gli interventi spot e le inaugurazioni di marciapiedi con gli spigoli o di altalene, che rischiano a breve di non essere più utilizzate da nessuno, le priorità che cambieranno la situazione.

La verità, se posso avanzare un’ipotesi, è che a lungo andare i nodi vengono al pettine, molte delle risorse conseguenti alla fusione sono già state impegnate senza avere la necessaria lungimiranza e adesso affrontare le situazioni senza “contante” diventa un problema.

In questi casi allora bisognerebbe sollecitare la partecipazione dei privati, coinvolgere le categorie e i cittadini per rimettere in circolo, oltre alle necessarie idee, anche investimenti. Ma in questi anni si è scelto una strada completamente diversa: non ascoltare nessuno, parlare solo con chi ci sta più simpatico, privilegiare l’immagine e l’evento che può dare 10 secondi di celebrità.

Il classico e berlusconiano “ghe pensi mi”, perfettamente adattabile anche alla giunta “democratico-renziana” di Pratovecchio Stia.

Alla fine chi ci rimette sono i cittadini: pensionati, commercianti, genitori, giovani… quelli che in tanti si stanno probabilmente chiedendo, se e come, è ancora opportuno pensare davvero ad un domani ancora da queste parti.

Qualcuno all’incontro di ieri ha domandato cosa avrebbero potuto fare i commercianti, e più in generale i cittadini, per cercare di trovare soluzioni… Forse, mettere in conto che è arrivato il momento di “metterci la faccia” e pensare che alle elezioni del 2019 molto dovrà necessariamente cambiare, può già essere un modo per iniziare a “fare qualcosa”.

Il Badalischio