E’ questa la cifra indicata per la Asl di area vasta sud est (Casentino incluso) sui tagli per 45 milioni di euro sulle spese per il personale nella sanità regionale. Questa la nota in merito di Alice D’Ercole (segretaria generale Fp Cgil Toscana): “Sarebbe una misura di una gravità assoluta, sarebbe inaccettabile. Pochi giorni fa infatti abbiamo firmato un accordo col Presidente Rossi nel quale la Regione si impegna a non tagliare sul personale in modo lineare, e ad attivare la concertazione sull’organizzazione del lavoro. Solo poco tempo dopo ci troviamo davanti a notizie in cui si parla di indicazioni già date alle aziende di tagli lineari. Non è giusto e non è serio. Chi ha a cuore la sanità toscana, forze politiche in testa, dovrebbe con noi fare la battaglia per la cancellazione dei tetti di spesa determinati dalle Leggi di Bilancio dello Stato perché, se quei tagli restano, ci sarà inevitabilmente una drastica riduzione dei servizi e un peggioramento della qualità dell’assistenza. Inoltre, il parametro di cui si discute riguarda tutti i dipendenti, anche le spese per le consulenze e le direzioni. Dov’è finito questo aumento di spesa sul personale? Certamente non sul personale del comparto, sulle migliaia di persone che ogni giorno garantiscono i servizi ai cittadini della Toscana e che sono ridotti all’osso. In questi anni, probabilmente, da parte dell’Assessorato alla Sanità guidato da Stefania Saccardi, sono state fatte scelte sbagliate nell’organizzazione dei servizi, se l’esito della riforma che doveva far risparmiare le teste a governo del sistema ha fatto invece esplodere la spesa. Il problema resta l’organizzazione del lavoro, il modo nel quale è stata gestita la riforma, la scarsa capacità di governo del sistema ad ogni livello. Non si possono far ricadere sui lavoratori e sui cittadini operazioni di questo tipo, perché tagliare sul personale significa tenere reparti chiusi. Non accetteremo quindi tagli indiscriminati. La direzione per noi è un’altra. Chiederemo incontri urgenti sul tema in ogni Azienda Sanitaria e, se non avremo le risposte che pretendiamo, saremo pronti a proclamare lo Stato di agitazione regionale del personale del Sistema sanitario toscano. La Regione ci convochi subito e cominci a rispettare gli impegni sottoscritti per la stabilizzazione dei precari”.