È stata per un lunghissimo periodo di tempo la via di comunicazione percorsa da chi si spostava in Casentino, il punto dove, dai quattro punti cardinali, si concentrava il passaggio. Con il moltiplicarsi dei mezzi a motore dal dopoguerra i problemi erano poi progressivamente aumentati per la mole di traffico che è andata a crescere vertiginosamente. Per questo, ormai quasi un decennio fa, si è pensato di realizzare una viabilità alternativa esterna a Bibbiena che avrebbe dovuto alleggerire il traffico sulla storica via Umbro Casentinese che attraversa Bibbiena Stazione, un intervento che ha richiesto importanti investimenti e realizzazioni non trascurabili con anche qualche strascico polemico.
Già qualche anno fa ci eravamo occupati della situazione della viabilità a Bibbiena Stazione concentrando l’attenzione in particolare sulle difficoltà per i pedoni di attraversare in sicurezza la sede stradale considerato la velocità e il numero di mezzi che anche allora frequentavano questa arteria stradale. In quell’occasione avevamo ipotizzato che la larghezza della carreggiata e il rettilineo che la caratterizza potessero essere alcuni dei motivi che spingevano gli automobilisti a percorrere quel tratto, in pieno centro abitato, a velocità non trascurabili, spesso superiori a quelle consentite. In quel momento non erano stati ancora stati eseguiti particolari interventi di sistemazione della strada, ma erano comunque in programma lavori che prevedevano il rifacimento dei marciapiedi e delle zone di parcheggio con l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione. Proprio in previsione di questi lavori avevamo provato a ipotizzare ulteriori interventi che avrebbero potuto portare ad un miglioramento della sicurezza in particolare la collocazione di segnalatori luminosi arancioni in corrispondenza dei passaggi pedonali o, anche se tutta da verificare, la realizzazione in questi punti di dossi rialzati abbastanza ampi. Inoltre, considerata l’ampiezza non indifferente della strada, avrebbe potuto essere utile anche la creazione di restringimenti della stessa proprio in corrispondenza dell’attraversamento dei pedoni, accompagnando questo e gli altri interventi con una ancora più evidente e visibile segnaletica orizzontale e verticale.
Il tempo trascorso da quando abbiamo realizzato quell’articolo ha visto qualche cambiamento a Bibbiena Stazione, non ultimo l’apertura del nuovo supermercato in corrispondenza di Piazza Palagi. Ma per quanto riguarda il traffico quale situazione abbiamo?
Abbiamo provato a raccogliere qualche punto di vista qua e là, da chi, in vesti e per motivi diversi, si trova in qualche modo ad essere interessato da quello che accade lungo la Umbro Casentinese.
Diciamo subito che i punti di vista, le considerazioni, le proposte di possibili modifiche e sperimentazioni sono molte, anche se, alla fine, prevale forse in tutti l’idea che questa strada, come forse molte altre in Casentino, ha ormai una così marcata caratteristica e conformazione che nessuna modifica potrà mai portare novità tali da rappresentare davvero la soluzione ottimale. È nata così, si è sviluppata così, ha visto crescere intorno a sé edifici e costruzioni e nessuno potrà davvero cambiarla.
Preso atto di questa visione, che porta a vedere sotto una luce tutt’altro che splendente anche l’impatto della variante inaugurata nel 2009, proviamo comunque a proporre i diversi “sentire” che vengono espressi.
Sotto osservazione sembra sia in particolare il passaggio dei mezzi pesanti che, come spesso accade quando avviene all’interno dei centri abitati, crea, in alcuni casi, qualche disagio e preoccupazione per chi si trova a vivere o a trascorrere molte ore lungo la strada.
Anche nell’articolo di qualche anno fa l’impatto di questo tipo di mezzi era stato evidenziato, e anche allora si prendeva atto che, soprattutto per chi arrivava o era diretto verso la zona industriale Ferrantina o Soci, poteva essere sempre preferibile continuare a transitare all’interno dell’abitato. Anche allora la possibilità di chiudere drasticamente l’accesso a questo tipo di transito, che era stata comunque in qualche caso ventilata, non era poi stata mai presa in considerazione, in particolare per le attività produttive, commerciali e artigianali presenti o anche per gli impianti di rifornimento che si trovano in quella zona.
È davvero così elevata la velocità di questi mezzi, o è solo la loro imponenza e il rumore che possono provocare al loro passaggio che spinge a pensare questo?
È davvero così rilevante il numero dei mezzi pesanti che percorre la via Umbro Casentinese, o si tratta invece di passaggi fisiologici che, anche per i motivi prima ricordati, non passano inosservati?
Forse in queste semplici domande, in cui abbiamo provato a riassumere le diverse e opposte opinioni è possibile trovare quel delicato equilibrio tra necessità, sensibilità e considerazioni diverse che la realtà che si vive a Bibbiena Stazione produce.
Ulteriore materiale raccolto ci porta poi a spostare l’attenzione all’esterno, sulla variante, e sul percorso che si è scelto di realizzare immaginando di essere sopra un ingombrante TIR, di essere nei pressi del Corsalone e di dover raggiungere Soci.
Eccoci ad affrontare la lunga e ampia prima rotatoria che ci costringe a mantenere la curva verso sinistra per poi riportarci sulla destra per inserirci sulla variante vera e propria. Dopo aver percorso tutto il tratto ecco la rotatoria di Ortignano Raggiolo in cui ci inseriamo, curviamo un po’ a sinistra, poi a destra per salire e superare la ferrovia. Dopo poco eccoci alle 4 Vie, qui stiamo un po’ stretti e la curva destra, sinistra, destra è più impegnativa. Costeggiamo quindi il parcheggio del Centro Commerciale e arriviamo all’incrocio in cui, con più di uno sguardo verso Soci e più di uno verso Bibbiena, dobbiamo provare a inserirci, non dimenticando di essere alla guida di un mezzo pesante di una non trascurabile lunghezza. A quel punto continuiamo finalmente verso Soci, felici che tutto sia andato per il meglio.
Non proviamo a proporvi il viaggio di ritorno, sarebbe inutile, forse già così si capisce come mai qualcuno può preferire il percorso all’interno di Bibbiena Stazione.
Cosa fare?
Se lo sapessimo avremmo scelto di fare un altro lavoro. Però quel senso di rassegnazione che ci è sembrato percepire in qualche caso, incontrando e ascoltando alcune persone, ci è rimasto impresso nella mente, e non ci sembra un’immagine gradevole.
Potrebbe essere la conferma che ormai abbiamo raggiunto in questa vallata dei punti di non ritorno e che quello che c’è non può più essere modificato e migliorato.
Sapremo stupire e guardare oltre?

(tratto da CASENTINO2000 | n. 292 | Marzo 2018)