Con il mese di novembre il centro storico di Bibbiena toccherà il suo momento più nero degli ultimi cinquant’anni.
La banca, ultima rimasta delle tre che contornavano Piazzolina negli anni 80, la filiale storica di banca Etruria, chiuderà i battenti e, a seguire, gli uffici comunali, costretti al trasloco per i lavori di consolidamento del palazzo comunale, lasceranno anch’essi il centro. Come se non bastasse i suddetti lavori metteranno a rischio anche la permanenza dell’ultimo ufficio rimasto, quello postale che potrebbe anch’esso essere trasferito.La concomitanza di questi eventi è oggi difficile da sostenere per la micro economia locale. Tutto questo succede nella totale indifferenza delle istituzioni, della politica a tutti i livelli, delle corporazioni sindacali ed anche dei cittadini abituati ormai a subire vessazioni e ingiustizie in nome di un non chiaro disegno di razionalizzazioni e risparmi.

Noi Casentinesi ormai sopportiamo tutto: abbiamo rinunciato alle vie di comunicazione, siamo stati i primi a mollare il servizio idrico, avevamo tre ospedali e li abbiamo via via chiusi; adesso perdiamo anche l’unico rimasto. Abbiamo avuto una politica che ha abbandonato i centri storici in favore di un’urbanizzazione selvaggia, distrutto i piccoli commercianti in favore delle grandi distribuzioni che rilasciano nel territorio solo qualche modesto posto di lavoro e trasferiscono gli utili da altre parti.

È questo il Casentino che volevamo?
Il turismo, unica possibile fonte di salvezza, si può fare trascurando una politica di rilancio verso i Centri Storici? Pensiamo che il turista verrà in Casentino per ammirare prefabbricati e supermercati?
Speriamo che queste riflessioni siano uno stimolo non per la politica, che evidentemente non è interessata, ma per tutti i Casentinesi che amano la propria terra e che hanno figli a cui dovranno spiegare perché non ci siamo dati da fare per rimediare a tutto questo.

Associazione Autonoma Pro Centro Storico Bibbiena