Sono in corso in tutto il mondo le celebrazioni per i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, uno tra gli eventi più importanti nella storia dell’umanità. “Non abbiamo deciso di andare sulla Luna perché è facile, ma perché è difficile”: le parole di John F. Kennedy riassumono perfettamente il senso del Progetto Apollo, che appena otto anni dopo,  il 20 luglio del 1969 poté dire “missione compiuta”, dopo il “piccolo passo” di Neil Armstrong. Il 21 luglio 1969, alle 4,56 ora italiana, un essere umano pose il proprio piede sulla superficie della Luna. I due astronauti trascorsero due ore e mezza a fotografare la superficie lunare.
L’evento, inimmaginabile pochi decenni prima, fu seguito con ammirazione dai piccoli schermi di casa in ogni parte della terra.
J. F. Kennedy ritenne che l’impatto psicologico di quell’evento avrebbe dato agli Stati Uniti un vantaggio quasi insormontabile sugli avversari, che nel 1961 avevano stupito il mondo portando il primo essere umano nello spazio: il cosmonauta Jurij Gagarin.
L’equipaggio dell’Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile per commemorare lo sbarco: “Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità”. Allo storico passo ha contribuito il lavoro di 400mila persone, tra tecnici e scienziati dell’ente spaziale statunitense, la NASA. Per affrontare la missione gli Usa investirono 240 milioni di dollari di allora, il costo di circa due mesi di guerra in Vietnam. Dopo gli sbarchi del programma Apollo nessun essere umano ha più camminato sulla Luna.
Il Planetario del parco nazionale delle Foreste casentinesi, a Stia, aderisce alla serata nazionale promossa dalla Unione Astrofili Italiani (UAI), dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) denominato  “Notte Bianca dell’Apollo 11”.
La serata di sabato, a partire dalle 21, è interamente dedicata all’evento con filmati d’epoca, spezzoni di film, articoli, cimeli e musiche che hanno fatto da cornice a quei giorni.
Un traguardo politico e tecnologico senza precedenti ma, in ultima analisi, che è rimasto, per ora, fine a sé stesso. La missione fu l’ultima tappa della corsa allo spazio iniziata negli anni ’50.Nel giro di pochi anni il mito Kennedy divenne solo un ricordo: gli anni’60 erano finiti, i Beatles si erano sciolti e alla Casa Bianca c’era Nixon. I contribuenti americani si erano stancati di finanziare quella che era diventata in modo quasi imbarazzante una routine.
In contemporanea alla conferenza sono previste attività divulgative a carattere astronomico sotto la cupola del planetario e spazio espositivo per i ragazzi di varia età, in modo da permettere ai genitori di assistere all’incontro in piena tranquillità.
Si consiglia di prenotare entro le 18 del giorno dell’evento.
Il costo per la partecipazione è di cinque euro, gratuito per i bambini sotto i 7 anni e diversamente abili. Per informazioni e prenotazioni si può contattare la cooperativa Oros (0575.557247, 335.6244537, info@orostoscana.it) oppure l’ufficio promozione del Parco nazionale (0575.503029, promozione@parcoforestecasentinesi.it).