di Gabriele Versari – Quello della viabilità continua a essere un tema scottante per i cittadini casentinesi, soprattutto per coloro che vivono in situazioni di disagio a causa della collocazione remota del luogo in cui vivono rispetto ai centri nevralgici come Poppi e Bibbiena.
Nell’ultimo periodo però, grazie al lavoro messo in atto dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino in qualità di capofila, con la partecipazione ausiliaria di due comuni della Valtiberina, Caprese Michelangelo e Sestino, è in atto un progetto di rinnovamento volto a promuovere la prossimità e la flessibilità dei trasporti per le nostre frazioni. Con l’obiettivo di approfondire la questione nel merito, il presidente dell’Unione Emanuele Ceccherini ci ha illustrato il progetto e la sua funzionalità.
Quali sono le caratteristiche del bando pubblicato dall’Unione dei Comuni oggetto del progetto? «L’appalto è stato denominato TPL, cioè Trasporto Pubblico Locale. Riguarda appunto il trasporto per coloro che necessitano di raggiungere o partire dalle frazioni. La linea si affianca a quella principale gestita da Autolinee Toscane, che si occupa di tutti i tratti della provincia di Arezzo extraurbani. Facendo un esempio, la linea che collega Bibbiena e Ortignano Raggiolo porta dalla stazione di Bibbiena alla fermata “Ortignano Comune” e viceversa. Da “Ortignano Comune” parte la linea TPL, la linea cosiddetta “debole”. Questa linea debole fa coincidenza con quella forte (da Bibbiena a Ortignano Comune, gestita da Autolinee Toscane) e la collega con tutte le frazioni (Ortignano Alto, Raggiolo, Badia Tega). La linea debole è caratterizzata da un “trasporto a porte aperte”, cioè un trasporto misto scolastico-non scolastico, che si adatta alle esigenze specifiche di ogni Comune della nostra vallata. Di fatto, il servizio è fruibile sì dagli studenti, ma anche da tutti coloro che necessitano di un trasporto verso la propria frazione e viceversa, se il bisogno emerge coincidentemente all’orario delle corse scolastiche. Per ogni singolo comune sono state fatte delle operazioni di modifica dell’orario e dei percorsi delle linee deboli ad hoc per venire incontro ai bisogni dei cittadini. Il bando è stato vinto dalla Tiemme (Toscana Mobilità), che si occupa di fornire i mezzi e gli autisti per la copertura delle linee TPL. Se la linea forte gestita da Autolinee Toscane si aggancia alle stazioni del treno del Casentino per raggiungere le varie sedi comunali, quella debole parte da queste ultime per arrivare nelle varie frazioni.»
Prima che Tiemme si aggiudicasse l’appalto per coprire le linee TPL, come venivano gestite le stesse e perché si è deciso di optare per un rinnovamento del servizio? «Fino a pochi mesi fa queste linee deboli erano gestite da istituzioni provinciali e regionali. Grazie alla gara d’appalto di cui stiamo parlando, si è voluto rendere il servizio più efficiente e specifico per ogni esigenza dei cittadini della nostra vallata. Chiaramente occorre riuscire a occupare le ore di lavoro degli autisti anche oltre il reale bisogno di trasporto pubblico per le frazioni. Alcuni viaggi saranno a vuoto, ma tale organizzazione è necessaria in quanto gli autisti devono raggiungere un minimo numero di ore di lavoro per coprire determinate tratte, altrimenti a nessuno interesserebbe aggiudicarsi un appalto che non prevede una certa remunerazione per i dipendenti dell’azienda vincitrice. In relazione a tale aspetto sono state attivate, oltre alle linee scolastiche da settembre a giugno, anche delle linee estive funzionali ai turisti, di modo da coprire le ore di lavoro minime degli autisti in tutti i mesi dell’anno.
Nello specifico, i percorsi turistici attivati sono tre: Santuario della Verna (da Bibbiena a Rassina, poi Chitignano, Chiusi della Verna fino a Caprese Michelangelo). Pratomagno (partendo da Ortignano Comune si arriva a San Martino, poi Quota fino a destinazione) e Passo della Calla (partendo da Stia paese). In sostanza, la novità di questa iniziativa è quella di poter gestire in prima linea dei servizi di trasporto che in precedenza venivano calati dall’alto, senza un ascolto attivo delle esigenze della popolazione locale, elemento che adesso può essere invece tenuto in considerazione grazie alla maggiore sussidiarietà che il nuovo servizio TPL garantisce.
In precedenza, infatti, i comuni non spendevano alcuna risorsa per questo tipo di trasporto pubblico, adesso invece una quota delle risorse comunali viene collocata proprio con questo fine, mentre il resto è sostenuto con finanziamenti regionali. L’Unione dei Comuni si è infatti impegnata a raccogliere le varie istanze dei sindaci casentinesi per stilare una serie di linee di trasporto che fossero funzionali alla popolazione e aggiornabili in base alle esigenze del momento. Il servizio è ormai attivo da più di un mese ed è in fase di taratura.»

L’ESPERIMENTO DI COREZZO Nel contesto della frazione di Corezzo, nel comune di Chiusi della Verna, un progetto coi medesimi obiettivi ma esclusivamente dedicato agli abitanti del paese viene portato avanti dalla “Cooperativa della Valle Santa” da circa un paio di mesi. In questo caso, l’obiettivo è agevolare gli spostamenti dovuti a esigenze primarie e tempo libero per giovani e anziani. Il progetto intende soddisfare la domanda di diversi cittadini a disagio a causa della peculiare localizzazione del paese, che si colloca ad una distanza non indifferente dai centri principali limitrofi. Dell’iniziativa ha parlato Daiana Dalla Porta, presidente della Cooperativa, approfondendo anche altre novità proposte dalla Cooperativa negli ultimi tempi.
Quali sono le ultime novità rispetto al comparto dei mezzi a disposizione della Cooperativa per il trasporto dei cittadini e dei prodotti gastronomici di cui curate la preparazione? «Grazie alle risorse acquisite in conseguenza della vittoria del “Bando Borghi” del PNRR, è stato acquistato un pulmino completamente elettrico, usato eminentemente per gli spostamenti brevi e per il trasporto dei pasti della mensa scolastica e un pulmino ibrido, dotato di cella frigorifero interna e utilizzato per la distribuzione dei nostri prodotti, primo tra tutti il tortello alla lastra. Da un paio di mesi il mezzo ibrido viene impiegato in funzione del nuovo progetto noi proposto “C’è Posto per Te”: se il tragitto corrisponde a quello che facciamo di solito per la distribuzione della merce, allora diventa in automatico funzionale a chiunque necessiti di spostarsi da Corezzo verso quelle mete. Inoltre, oltre all’esportazione del tortello ci occupiamo anche delle importazioni delle materie prime quali frutta e verdura e prodotti da forno, sia per Corezzo che per Rimbocchi. Ultimo ma non ultimo, possediamo un food truck, disponibile ormai da tre anni e utilizzato per gli eventi promozionali oppure, nel periodo estivo, per sopperire la bottega del paese durante le ferie, diventando un chioschetto dove si vendono i prodotti importati.»
In merito al progetto “C’è Posto per Te”, qual è stato il motore dell’iniziativa e quali obiettivi vorreste raggiungere? «L’idea è nata dai membri della Cooperativa: siamo persone che vivono sulla propria pelle la comunità, i cittadini compaesani, le mancanze e i disagi che possono sussistere. Uno di questi è assolutamente il trasporto pubblico, che per la nostra frazione è enormemente carente. Abbiamo solo quattro corse legate al trasporto pubblico a disposizione; solo due di queste raggiungono il centro di Bibbiena, mentre le altre due arrivano solo a Badia Prataglia. D’estate il servizio viene addirittura sospeso a causa della chiusura delle scuole. Ciò comporta ulteriori difficoltà sia per i nostri anziani che per i giovani, che si vedono visti tagliati fuori rispetto ai coetanei di altri paesi del Casentino.
Se, ad esempio, ai ragazzi venisse voglia di passare un pomeriggio in piscina, occorrerebbe portarli fino a Badia Prataglia con l’automobile e da lì contare su un numero di autobus ridotto poiché anche lì c’è una riduzione delle corse nella stagione estiva. Io che sono mamma di tre figlie percepisco in prima persona questo tipo di disagio. Lato anziani invece, a Corezzo già due cittadini, a causa dell’età avanzata, non hanno più la patente, e ciò causa del disagio, ad esempio, se questi necessitino di ritirare la pensione presso l’ufficio postale di Badia. Di qui l’esigenza di mettere a disposizione un servizio che alleggerisca tali difficoltà. Di recente, grazie al progetto un anziano è stato trasportato a ritirare la pensione, è stata una grande soddisfazione!
Per adesso, col nostro furgone riusciamo a trasportare al massimo due persone. In futuro magari, se l’amministrazione comunale ci supporterà, potremo aumentare questo numero, poiché è più che mai necessario: la situazione è certamente più complessa, soprattutto per chi, come me, ha figlie o figli che frequentano le scuole superiori ad Arezzo, come faranno le mie figlie dal prossimo mese. Il viaggio rischia di essere davvero lungo e pesante, è chiaro che occorrano ulteriori supporti per agevolare il trasporto dei nostri ragazzi.
E anche la strada stessa che conduce da Bibbiena a Rimbocchi e poi Corezzo ha bisogno di un rifacimento poiché è molto stretta e priva di segnale telefonico; ciò rende impossibile effettuare chiamate in situazioni di emergenza, ad esempio se si fora uno pneumatico. Non intendiamo essere eccessivamente polemici, ma queste accortezze sono ciò che delimita il simbolico confine tra un paese tutto sommato abitabile rispetto ad un luogo troppo isolato per poter essere vissuto in serenità.»


