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venerdì, 1 Luglio 2022

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A Bibbiena la mostra sulla bevanda più famosa al mondo

di Valentina Ariani – Alzi la mano chi di voi non ha mai bevuto una bottiglietta di Coca-Cola! Impossibile, vero? Allora non potete assolutamente perdere l’evento che si terrà a Bibbiena Stazione il 12,13 e 14 Giugno presso la nuova “Galleria” dell’ex Tannino. In quei giorni verrà infatti organizzata dal Memorabilia Club ( grazie anche alla preziosa collaborazione della Pro Loco di Bibbiena) una mostra per omaggiare la famosa bevanda che è diventata, col passare del tempo,un oggetto di culto e collezionismo, insieme alle migliaia di prodotti e gadget che portano il suo stesso marchio di fabbrica. Nell’arco della stessa giornata, oltre alla mostra, sarà possibile visitare anche il mercatino, dove verranno esposti e scambiati pezzi rari, spesso sconosciuti alla maggior parte del pubblico e difficili da trovare sia perché prodotti in serie limitate che per un singolo evento; tutto questo non solo con lo scopo di far incontrare i collezionisti, i quali potranno così presentare se stessi ed i propri pezzi o “doppioni”, ma anche per suscitare nel pubblico un certo interesse e curiosità, e attrarre così nuovi appassionati che possano dedicarsi ad un nuovo hobby. Da recenti statistiche si stima infatti che negli ultimi cinquanta anni i collezionisti del marchio sono aumentati in tutto il mondo: dagli Stati Uniti alla Cina, dal Sud America alla Russia, dal Sud Africa all’Australia, non c’è chi non ambisca a possedere almeno un oggetto che presenti il celebre logo. E i dati riguardano anche l’Europa: gli appassionati sono particolarmente numerosi in Belgio ed in Germania, ma anche in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Ungheria ed Italia.

Ma quando nasce la Coca-Cola e qual è il vero segreto del suo successo? Essa venne inventata l’8 maggio 1886 ad Atlanta dal farmacista statunitense John Smith Pemberton che battezzò la bevanda col nome di “Pemberton’s French Wine Coca”. Nata inizialmente come rimedio per il mal di testa e la stanchezza, la Coca-Cola era una variazione della ricetta del cosiddetto “Vino di Coca”, ossia la miscela di vino e foglie di coca del farmacista còrso Angelo Mariani, il quale aveva già ottenuto un larghissimo successo in Europa. Successivamente, l’alcool presente nella bevanda venne sostituito con un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale non dannosa per la salute; infine, quando anche la coca fu bandita (dal momento che dalla stessa si ricava la cocaina) l’alcaloide che si estrae dalle foglie della pianta venne scartato, mentre si continuò ad utilizzare la cola in noci e, con essa, lo stesso nome della bevanda (Coca-Cola), derivato,appunto, dalla combinazione dei suoi ingredienti principali.

In seguito, a causa dei forti debiti, Pemberton fu costretto a vendere la formula ed i diritti della Coca-Cola ad Asa Candler, un facoltoso uomo d’affari che aveva intuito il potenziale della bevanda e compreso, allo stesso tempo, l’importanza della pubblicità al fine di poterla diffondere e sbaragliare la concorrenza. Nonostante il logo della celebre bibita sia stato creato quasi per caso (il suo ideatore, Frank Mason Robinson, ritoccò solamente la scritta utilizzando il carattere “Spencerian Script”, allora molto comune negli Stati Uniti), nel 1919 la bevanda fu quotata in borsa e già l’anno successivo cominciò ad essere diffusa a livello mondiale: ne venne fuori un business per migliaia di dollari che fu gestito dalla The Coca-Cola Company di New York, la quale aveva l’esclusiva anche su ulteriori bibite, come Fanta e Sprite. Il design del prototipo della bibita venne ideato nel 1915 da Earl.R. Dean della Root Glass Company di Terre Haute in Indana: il suo prodotto (ispirato forse alla forma di baccello di cacao e perciò inadatto alle macchine imbottigliatrici) venne scartato, ma dette vita alla forma definitiva della bottiglia che entrò in produzione l’anno dopo. Nel 1927 la Coca-Cola fu importata in Italia, mentre nel 1960 ne comparve la sua prima versione in lattina e, alcuni anni dopo, nel 1980, essa fu diffusa anche nella bottiglia PET.

Al giorno d’oggi, come già precedentemente accennato, la base della bevanda è un aroma denominato “7X”, il quale viene appunto estratto dalle foglie della piante di coca, la “Eritroxylum Novogranatese”, che viene coltivata legalmente in Perù, per essere poi esportata in New Jersey, dove la Stepan Chemical Company (sotto l’egida dell’ente antinarcotici statunitense DEA) provvede ad estrarne l’estratto aromatico decocainizzato. Fin qui tutto bene, se non fosse che la formula dell’aroma è segreta. Nessuno infatti è riuscito a scoprirlo e la stessa casa produttrice fa di tutto per preservarlo da ogni possibile imitazione; è pur vero che su ogni etichetta della bevanda vengono indicati sia la composizione che gli ingredienti adoperati, ma senza che se ne sappiano né le proporzioni esatte né la ricetta. E’ forse anche questo uno dei motivi per cui la ditta produttrice viene spesso criticata: le si accusa, infatti, di sfruttare i paesi sottosviluppati o, ancora peggio, di non prestare attenzione riguardo alla non igienicità della bevanda; sta di fatto, però, che essa viene prodotta in tutte le nazioni del mondo (attraverso industrie locali strettamente controllate dalla sede americana, la quale provvede a fornire la base della Coca-Cola e a seguirne la realizzazione) ed è disponibile nella maggior parte dei luoghi di ristorazione. Si stima, inoltre, che il suo marchio sia quello più conosciuto al mondo. A proposito di questo, c’è da dire che la bibita vanta diversi luoghi interamente legati al marchio, come il museo di Atlanta o i World of Coca-Cola, i grandi negozi di merchandising con sede a New York e Las Vegas:oltre a ciò, essa è anche il più grande sponsor mondiale di eventi legati allo sport.

Il successo di questa bevanda è inoltre legato alle frequenti variazioni promozionali nella decorazione delle lattine: basti pensare, infatti, che la stessa figura di Babbo Natale, l’anziano signore vestito di rosso e con una folta barba bianca, fu una innovazione pubblicitaria natalizia della Coca-Cola la quale volle, negli anni ’30, dare un nuovo volto alla leggenda di Santa Claus, vestendolo coi colori propri della bibita. Come è chiaro, tra le attività collaterali alla produzione e commercializzazione della bevanda, naturalmente occupa grande spazio la produzione di oggetti pubblicitari. Ed è qui che entra in gioco la nostra vallata: già nel Giugno 1997, infatti, Bibbiena aveva ospitato il mercatino organizzato dal Memorabilia Club, attraendo moltissimi fra curiosi e visitatori : oggi, dopo 18 anni, siamo pronti a replicare, sperando che questo evento diventi un prestigioso appuntamento sia per il Casentino che per l’intera comunità. E allora, cosa aspettate? Comprate una Coca-Cola e correte a stappare la felicità!

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