di Francesco Martini – Storia strana quella delle primarie per il candidato del PD alle elezioni amministrative della prossima primavera a Capolona.
L’unica certezza è che dopo quasi trent’anni non ci sarà un assessore a raccogliere il testimone del sindaco uscente Brogi il quale non è più ricandidabile. Lo aveva fatto Brogi con Dicembrini, questi con Ciolfi e prima ancora lo stesso Ciolfi con Picinotti.
Segno dei tempi che cambiano come affermano gli interessati.
Possibile.
Molto più probabile, però, come dicono in paese i soliti ben informati, che anche a Piazza Sant’Agostino (attuale sede PD) abbiano finalmente preso coscienza dello scontento che regna a Capolona per l’operato dell’attuale Giunta e che si siano quindi convinti a cercare altrove il futuro candidato, proprio per alleggerirlo da ciò che viene lasciato in dote dall’attuale Amministrazione.
Nel frattempo però, localmente, la fila dei cosiddetti “papabili” si è allungata coinvolgendo, anche clamorosamente, politici di primissimo piano a livello provinciale.
Il primo a rompere gli indugi sembra sia stato Alberto Ciolfi ex comunista, ex sindaco di Capolona, ex presidente di Coingas, ex presidente di Estra; un cavallo di ritorno (e vedremo che non sarà l’unico) dotato di indubbio spessore politico, sicuramente bravo a coagulare su di sé a sinistra gli scontenti e gli epurati di dieci anni di cura dell’attuale maggioranza ma, probabilmente, privo di quell’appeal “renziano” in grado di smuovere le folle.
Sembra poi che ci sia Mirella Ricci, altro cavallo di ritorno, già candidata a sindaco di Capolona negli anni ’90 e poi vicesindaco proprio di Brogi nel suo primo mandato dal 2003 al 2008. Medico di base a Capolona e Subbiano è attualmente vicepresidente dell’Amministrazione provinciale; la sua candidatura pare collegarsi alla programmata abolizione della Provincia. Essa è il cavallo su cui il PD aretino punta maggiormente anche a costo di far infuriare (secondo quanto riferito dai soliti ben informati) il PD di Capolona a cui la Ricci starebbe per essere letteralmente imposta, irritando quegli assessori che avevano già fatto più di un pensierino sulla candidatura.
Da ultimo, visto che a Capolona il PD ha deciso di non farsi mancare proprio niente, sembra che si sia inserito Giuseppe Marconi ex vicesindaco del comune Arezzo ed assessore plenipotenziario della giunta Fanfani, fatto fuori dal “nipotissimo” e dal PD aretino a fine 2010, dopo le polemiche legate alla vendita di un immobile alla Aato 4. Questi, cavallo “di rincorsa” più che “di ritorno”, è probabilmente bisognoso di togliersi più di un sassolino dalla scarpa, soprattutto nei confronti di chi lo ha scaricato in uno dei periodi più difficili della sua carriera politica.
La confusione regna sovrana a Capolona, alimentata da una cronica irresolutezza dei vertici aretini del PD ancora sotto shock per il “bagno di sangue” che produssero le primarie di Subbiano e timorosi che quella situazione si riproduca a Capolona ma, dall’altro lato, ingolositi dalla possibilità di nominare un candidato dall’alto, o meglio dalla piazza, appunto: Piazza Sant’Agostino.