da Maria Teresa Vigiani – Il Referendum è uno strumento di partecipazione democratica e trasparente che vede il cittadino protagonista in prima persona della vita politico amministrativa del proprio Comune, lo coinvolge pienamente e responsabilmente.

L’11 e il 12 di Novembre, come noto, avrà luogo il referendum nel quale i cittadini dei Comuni di Bibbiena e di Ortignano Raggiolo potranno esprimersi se vogliono o non vogliono la fusione dei due Comuni, ci permetterà di dire se vogliamo andare avanti così o percorrere altre scelte.

Provate a immaginare come sarebbe stato ben fatto se le due Amministrazioni coinvolte avessero favorito al massimo la partecipazione dei cittadini a una scelta così importante facendosi promotori di un leale scontro-confronto tra il “Comitato del Si” e del ” Comitato del No” magari promuovendo, esse stesse, l’intervento di persone autorevoli in entrambe le posizioni per consentire una più ampia informazione ai cittadini.

Porre i propri cittadini in una condizione di socievole antagonismo è essenziale perché le parti si manifestino nelle loro differenze e creino un clima dialettico.

Lo stile segue il contenuto: senza specificità dei contenuti tutto si traduce in ricerca di parole efficaci, che sono spesso e volentieri offensive.

Gli amministratori, in particolare il Sindaco, una volta eletti rappresentano tutta la Comunità e dovrebbero agire per unire, non per dividere. Sembra ormai tramontato il tempo in cui i cittadini eletti si sentivano rappresentanti di tutti.

Purtroppo non è andata così.

Così com’è stata impostata questa campagna referendaria sa più di campagna elettorale.

E’ lontano il tempo in cui De Gasperi diceva che il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alle prossime generazioni.

Adesso l’importante è andare a votare, l’astensione non favorisce il processo democratico.