da Fdi Casentino, Circolo Bibbiena – Mentre i candidati locali alle regionali del centro sinistra, continuano a raccontarci sia della eccellente sanità toscana, e sia dell’importante ruolo della sanità pubblica, l’ennesimo scandalo che emerge in questi giorni ci richiama ad una diversa realtà. Non possiamo sottacere – introduce Dini resp. Vallata Fdi – che  dopo i quasi 50 milioni di Euro stanziati per  acquistare mascherine poi prodotte nei laboratori cinesi irregolari e non a norma; i 7 milioni di Euro per acquistare ventilatori mai  consegnati, in questi giorni un nuovo scandalo investe la Regione Toscana: quello dei tamponi con reagenti non a norma.

Oramai è cosa certa che  il periodo di convivenza con il virus Covid 19 sarà ancora lungo, e quindi diventa determinante la possibilità di monitorare la popolazione per tenere sempre sotto controllo le dinamiche epidemiche. Nonostante che i  Rossi e dei Giani, ed il Pd  sventolano la bandiera della sanità pubblica, la Regione Toscana invece di investire in mezzi e risorse per potenziare l’attività collaudata dei laboratori di analisi pubblici, sceglie la strada del privato. Ovvero non trovano di meglio che mettere 10 milioni di Euro dei cittadini a disposizione di un laboratorio privato per eseguire gli indispensabili  tamponi.

Il laboratorio privato, ringrazia, ed inizia la propria attività facendo ben 63 mila tamponi ma usando – e qui francamente è da restare allibiti –  un reagente non a norma. L’uso di un reagente non a norma può incidere sulla veridicità del risultato,  e quindi far si che ci siano positivi non riconosciuti che continuano liberamente a circolare, oppure al tempo stesso persone negative costrette alle quarantene con tutte le conseguenze senza motivo.

La Regione Toscana – scrive l’on Donzelli Fdi – ancora una volta grida alla truffa, mentre in realtà ancora una volta i truffati sono i cittadini che ora sono pronti a rivalersi. Su questo argomento è stata presentata una interrogazione al governo. E non si tratta di sfortuna – conclude On. Donzelli –  e neppure di un caso: è stata la guida politica della sinistra in Regione Toscana a nominare a controllore dei tamponi Massimo Quercioli. Oggi indagato, al tempo stesso era anche direttore del laboratorio Synilab che ha avuto in affidamento l’appalto. Cosa poi puntualmente verificata dall’inchiesta partita dagli organi competenti, uno scandalo nello scandalo!

Quindi – conclude Dini – appare evidente come in questa storia emergono con forza alcuni tratti della sanità toscana gestita dal PD di Rossi e Giani. In particolare come si confermi il connubio dei doppi ruoli controllore/controllato in affidamenti milionari. E cosa ancor più evidente,  come pur dichiarandosi sostenitori della sanità pubblica,  nel concreto  si concedono appalti milionari a strutture private, invece di potenziare con uomini e risorse le collaudate strutture pubbliche. Quello che francamente resta difficile da comprendere , considerata  la gravità dell’accaduto,  e che neppure una pandemia che ha prodotto morte e disastri socio economici,  possa incutere attenzione nelle scelte ed essere da deterrente per i soliti giochini a cui purtroppo ci hanno abituato.