di Monica Prati – Nate con le prime comunità cristiane, le Confraternite si sono sempre dedicate all’aiuto dei più bisognosi. Oggi sono diffuse in tutta Europa e rappresentano un vero e proprio tessuto connettivo della società in cui i cittadini possono trovare sostegno considerazione e sicurezza.
La Confraternita di Misericordia di Bibbiena è una delle più antiche e si occupava del soccorso agli ammalati e la sepoltura dei morti in povertà. In tempo di epidemie, i confratelli erano subito pronti a soccorrere con le barelle i malati per portarli in ospedale o nei lazzaretti. Come allora i volontari si attivano per portare aiuto a chi lo richiede. Ne parliamo con Gabriele Conticini, Governatore della Misericordia di Bibbiena.
Un tempo soccorrevate i malati e oggi in tempo di pandemia?
«Purtroppo la pandemia ha creato difficoltà anche all’interno della Confraternita perché c’è un po’ di paura tra i volontari, in quanto si entra sempre in strutture a “rischio” e siamo un po’ meno perché tra i membri ci sono dei nonni che ora sono impegnati a fare i baby sitter dei nipoti che non vanno a scuola a causa delle chiusure. Inoltre dobbiamo garantire la salute dei volontari così come quella degli utenti, non è facile a volte dotare i volontari di tutti gli strumenti che servono per svolgere il nostro compito e finché siamo supportati dalla Usl non ci sono problemi, ma quando forniamo altri servizi siamo noi che procuriamo gli strumenti necessari da dare ai volontari, che sono circa una cinquantina.
È anche vero che nonostante l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, siamo arrivati a mettere in campo tanti servizi in più. Premesso che la Misericordia è vista dai più come quella che svolge il servizio 118, in realtà c’è molto altro. Ad esempio, in questo periodo stiamo svolgendo un servizio di accompagnamento delle persone che devono effettuare visite presso le strutture sanitarie convenzionate.
Questa situazione di crisi ha messo in evidenza le attività fondamentali della Misericordia: l’assistenza alle persone fragili che aiutiamo mediante consegna della spesa e dei farmaci a domicilio, l’aiuto al prossimo che poi è lo scopo principale che si prefigge la Confraternita da otto secoli. Lo spirito che anima tutti i volontari è quello della solidarietà.
Ora che la Toscana è entrata in “zona rossa” diventa sempre più difficile, perché aumenteranno le richieste e, sarà difficile spostarsi da un comune all’altro. Sicuramente ci saranno delle deroghe ai divieti, nel caso contrario, noi attiveremo una rete di collaborazione tra le varie associazioni sparse nei vari comuni in modo da gestire al meglio la situazione.
Per quanto riguarda il comune di Bibbiena essendo completo di tutto ciò che può servire a chi ci risiede non ci saranno grossi problemi per la popolazione; i problemi potranno sorgere semmai nei comuni più piccoli come ad esempio Ortignano Raggiolo o Montemignaio, che sono lontani dai servizi essenziali. Diversi anni fa avevamo una sede distaccata ad Ortignano Raggiolo, che ora non c’è più, ma stiamo pensando di lasciare una macchina sul posto con volontari in modo da poter soddisfare i bisogni degli abitanti. Certo non è facile gestire una quindicina di servizi ogni giorno da svolgere dal lunedi al venerdi e il sabato mattina.
Poi ci sono ogni mese una quarantina di turni per il soccorso; noi cerchiamo di soddisfare tutti. I volontari portano avanti questi servizi con dedizione e sacrificando il loro tempo libero, quindi rinunciando ad altre cose e io ringrazio vivamente tutti. Volevo aggiungere che, chi fosse interessato, può venire alla nostra sede, non è difficile fare il volontario, serve voglia e qualche ora al giorno».
Le richieste dei cittadini sono aumentate o diminuite?
«Sono cambiate, non a livello di numeri, ma sono diversi i servizi richiesti che sono principalmente quelli alla persona, se prima ci veniva chiesto di portare una persona a fare una visita, ora ci viene chiesto un servizio a domicilio. È aumentata la richiesta di consegne dei beni di prima necessità direttamente a casa delle persone anziane che hanno paura di uscire o non sono in grado di uscire per motivi di salute. Questo servizio prima della pandemia era nel “registro” della Confraternita di Misericordia, mentre ora è il più attivo. Per quanto riguarda le modalità di svolgimento del servizio, in primis siamo convenzionati con il Comune di Bibbiena che ha creato un numero telefonico specifico per queste richieste; l’ufficio sociale del comune ci fornisce le indicazioni precise di chi dobbiamo aiutare.
Dalla parte del cittadino è semplice, basta comporre il numero di telefono esprimendo la necessità di cui si ha bisogno, ad esempio ritiro di medicinali in farmacia che vengono confezionati dal farmacista e consegnati a noi, oppure ci viene consegnata la ricetta. Ancora, fare la spesa al supermercato elencando i prodotti che servono, poi i nostri volontari entrano in azione e consegnano il tutto a chi ha richiesto il servizio. Volendo le richieste possono arrivare tramite la piattaforma online per chi è più esperto di tecnologia, o tramite WhatsApp.
Un altro servizio di cui ci occupiamo riguarda il trasporto scolastico, attraverso il servizio sociale ci viene chiesto di portare e riprendere da scuola bambini che non possono prendere lo scuolabus, per i motivi più vari che non possiamo dire per motivi di privacy. Anche questo è un impegno giornaliero importante, che facciamo con piacere e proprio in ciò sta lo spirito di servizio della Confraternita. Purtroppo quello che è cambiato in questo periodo è il modo di rapportarsi al prossimo, tenendo una distanza interpersonale, indossando le mascherine.
Tutto ciò è lontano dall’anima della Confraternita che cerca sempre un contatto, un ascolto dei bisogni altrui e un dialogo col prossimo. La pandemia ci ha imposto di stare lontani gli uni dagli altri e dunque dobbiamo adeguarci, ma è per salvaguardare la salute e non per altro.
Molti di coloro che chiamano sono anziani che non possono spostarsi, ma che desiderano anche solo poter parlare da lontano con qualcuno. Spesso riceviamo telefonate abbastanza lunghe, se prima le persone si limitavano a comunicare l’orario e la destinazione, ora si parla di più anche di altre cose e questo ci fa capire che le persone sole sono più di quelle che si pensa.
Volevo concludere facendo un appello a tutti indifferentemente perché accorrano nella nostra e in altre sedi: “Ora più che mai abbiamo bisogno di voi, aiutateci ad aiutarvi!”».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 325 | Dicembre 2020)