Lettera di Giorgio Renzi e Luca Tafi – Più volte ci è capitato di parlare della crisi del centro storico di Bibbiena, della sua lenta ma progressiva agonia. Vorremmo tornare sull’argomento, non per fare facile ma inutile polemica. E’ necessaria una premessa. Il problema del declino dei centri storici dei paesi piccoli e medi non è un problema solo di Bibbiena o del Casentino. E’, potremmo dire, un problema nazionale, frutto dei cambiamenti sociali, culturali ed economici , della trasformazione dei centri di produzione, delle reti distributive nell’ambito del commercio, con il continuo aumento di supermercati, di centri commerciali invadenti. Tutto questo ha modificato le abitudini di vita, la mentalità della gente. Anche perché, mentre tutto questo avveniva, è spesso mancata una altrettanta attenzione alle conseguenze che si sarebbero determinate nei centri storici. E’ soprattutto è mancata una politica urbanistica che aiutasse il mantenimento di certi ruoli e di certe funzioni. Così i nostri gioielli culturali, i nostri monumenti, che tutto il mondo apprezza e invidia, sono stati abbandonati dai loro stessi abitanti.

Fatta questa doverosa premessa, torniamo a parlare di Bibbiena. Non possiamo tacere che, accanto ai problemi generali sopra indicati, è stata constatata una noncuranza della amministrazione comunale in tutti i dieci anni a guida Bernardini, e, a vedere le prime mosse, non si intravvedono atteggiamenti diversi da parte della giunta Vagnoli. Quello che sorprende è quella atmosfera di rassegnato abbandono che si respira percorrendo le strade del nostro centro storico. Accanto alle saracinesche chiuse, ai cartelli “affittasi” e “vendesi”, una scarsa pulizia ed una mancanza di decoro che un po’ ci offende. I lavori fermi, misteriosamente, ormai da un anno nel palazzo comunale non aiutano, certo, né i pochi commercianti rimasti, né il decoro esterno. E non si capisce nemmeno perché sono fermi e se e quando riprenderanno..
Lasciamo stare, in questo momento i progetti di recupero e valorizzazione che altre volte abbiamo affrontato (San Lorenzo, il cinema Sole ecc.) vorremmo ora limitarci a qualche suggerimento minimale. In piazzolina, che è lo snodo del centro storico, c’è l’ex sede di Banca Etruria, che sembra, anzi è, un palazzo abbandonato. Si dirà: non è proprietà del Comune. E’ vero, ma il sindaco potrebbe imporre alla nuova proprietà almeno un decoroso addobbo di quelle vetrate? E’ decorosa una copertura con carta da pacchi che nemmeno nelle peggiori periferie sarebbe accettabile? Ormai quelle vetrate sono diventare una specie di squallida bacheca per affissioni più o meno abusive. Quella piazza è lo snodo del centro di Bibbiena e un po’ di decoro non guasterebbe ed il comune dovrebbe pretenderlo dalla banca proprietaria (magari confrontandosi anche su un futuro riuso di quei locali).
Ma assieme agli aspetti di decoro esterno, rimangono fondamentali le funzioni, le attività, i servizi. Quando fu chiusa la sede di Banca Etruria, si chiese che almeno rimanesse il servizio bancomat. Formalmente è rimasto, ma chiunque prova ad utilizzarlo sa che spesso è fuori servizio o funziona in modo talmente lento che costringe gli utenti ad andare altrove. Corre voce, inoltre, che il negozio di alimentari della stessa piazzolina stia chiudendo per pensionamento del titolare. Ci auguriamo che qualcun altro abbia voglia di rilevarlo, perché un centro storico senza un negozio di alimentari sarebbe davvero inconcepibile. Noi auguriamo lunga vita al sig. Maggi, che da decenni gestisce la sua botteghina nel borgo di mezzo, ma non possiamo lasciare alla sua sopravvivenza le sorti del centro storico. Sicuramente l’amministrazione comunale è a conoscenza di questo problema e si starà attivando. Lo speriamo, anche se questi primi mesi della nuova amministrazione ci lasciano perplessi e un po scoraggiati.