13.7 C
Casentino
venerdì, 17 Aprile 2026

I più letti

“Alleanza per la vita”. Lettera di un padre

di Federico Bronzin – Nei mesi del lockdown è stato meraviglioso osservare ogni istante del tuo crescere: dagli occhi che iniziano a distinguere forme e colori, fino ai “radar curiosi” che ti trovi adesso; i mille movimenti del tuo corpo, con braccia e gambe che si muovono veloci per toccare ogni angolo dello spazio che ti circonda. Ogni giorno è novità, sorpresa, un tassello in più che ti porterà, tra alcuni mesi, ad alzarti sui piedini, a parlare, a camminare e poi a correre, onorando il dono più bello che ci è stato fatto.
Poi diventerai grande e inizierà forse la fase più delicata della tua esistenza, perché sarà scontato ogni movimento, ogni respiro, pensieri e ansie creeranno un gran traffico dentro te, che perderai il contatto primordiale con la tua natura. Starà a te, Amore mio, riuscire a mantenere un po’ di quella spontaneità che ora rappresenta l’essenza di te.
L’essenza di noi, che nasciamo, cresciamo, cambiamo e infine moriamo. Questo ultimo passaggio non piace a nessuno, lo so, però c’è e prima o dopo tutti ci dobbiamo passare. Attraverso quell’imbuto che, alla fine dei conti, ci rende tutti uguali.
Ho riflettuto molto in questi mesi su tale concetto e sulla NON educazione che ci viene data a riguardo. Il Covid-19 ha reso evidente quanto, la naturale paura che abbiamo di morire, non sia poi così naturale, in quanto condizionata dalle informazioni che ci vengono date. Perché nessuno ha paura di morire a causa del proprio stile di Vita? Quando la Scienza dirà che questa terribile pandemia è finita, e noi saremo convinti che niente e nessuno potrà più farci del male, continueremo a vivere come abbiamo sempre vissuto, e molti di noi continueranno ad ammalarsi di “altro”. Ogni anno, solo in Italia, muoiono in media 240.000 persone per malattie cardiovascolari, poco meno di settecento al giorno, tutti i santi giorni. E una buona parte di queste morti sarebbe evitabile, venissimo ri-educati a uno stile di Vita corretto. Bei numeri, non pensate? Una strage silenziosa che crea a mio parere un inquietante paradosso nella mente umana: la Natura che – forse – uccide l’uomo è tragedia, ingiustizia; l’uomo che, col suo modo di vivere, uccide l’uomo, è normalità.
Dovremmo chiedere alla Scienza di aiutarci. Essa conosce molto bene il potenziale del corpo che, se “alleniamo” a stare bene, può essere un alleato formidabile della medicina. Quindi, anziché voler fare tutto da sola (come da anni sta facendo), lasci fare al corpo la sua parte. Un popolo che “ignora” le proprie potenzialità è un popolo in balia del narcisismo di chi sta sopra. La Scienza troverà il vaccino e permetterà di vincere questa partita, ma se non ammette che siamo già malati in partenza se non veniamo educati a stare bene, la prossima sfida avrà sempre la solita trama.
Molteplici studi scientifici ritengono che un’attività fisica moderata possa migliorare la condizione dei malati cardiovascolari i quali, guarda caso, numeri alla mano, sono i più esposti ai gravi effetti del Covid-19.
In attesa dell’autunno e di una eventuale seconda ondata, la Scienza rispolveri le basi del suo sapere e, attraverso i media e l’informazione, proponga su scala globale – anziché il terrore e l’immobilismo – un programma di consapevolezza e di educazione al corpo. Così anche i corpi più deboli reagiranno meglio al virus e alle cure, si avranno meno ospedalizzazioni e meno decessi, e si troverà quell’equilibrio tra Scienza e Corpo che, dal giuramento di Ippocrate, è via via venuto a mancare, a causa di quel narcisismo scientifico che fa vedere il corpo come una macchina da aggiustare e non come un dono da preservare.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 320 | Luglio 2020)

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.