di Federico Bronzin – Nei mesi del lockdown è stato meraviglioso osservare ogni istante del tuo crescere: dagli occhi che iniziano a distinguere forme e colori, fino ai “radar curiosi” che ti trovi adesso; i mille movimenti del tuo corpo, con braccia e gambe che si muovono veloci per toccare ogni angolo dello spazio che ti circonda. Ogni giorno è novità, sorpresa, un tassello in più che ti porterà, tra alcuni mesi, ad alzarti sui piedini, a parlare, a camminare e poi a correre, onorando il dono più bello che ci è stato fatto.
Poi diventerai grande e inizierà forse la fase più delicata della tua esistenza, perché sarà scontato ogni movimento, ogni respiro, pensieri e ansie creeranno un gran traffico dentro te, che perderai il contatto primordiale con la tua natura. Starà a te, Amore mio, riuscire a mantenere un po’ di quella spontaneità che ora rappresenta l’essenza di te.
L’essenza di noi, che nasciamo, cresciamo, cambiamo e infine moriamo. Questo ultimo passaggio non piace a nessuno, lo so, però c’è e prima o dopo tutti ci dobbiamo passare. Attraverso quell’imbuto che, alla fine dei conti, ci rende tutti uguali.
Ho riflettuto molto in questi mesi su tale concetto e sulla NON educazione che ci viene data a riguardo. Il Covid-19 ha reso evidente quanto, la naturale paura che abbiamo di morire, non sia poi così naturale, in quanto condizionata dalle informazioni che ci vengono date. Perché nessuno ha paura di morire a causa del proprio stile di Vita? Quando la Scienza dirà che questa terribile pandemia è finita, e noi saremo convinti che niente e nessuno potrà più farci del male, continueremo a vivere come abbiamo sempre vissuto, e molti di noi continueranno ad ammalarsi di “altro”. Ogni anno, solo in Italia, muoiono in media 240.000 persone per malattie cardiovascolari, poco meno di settecento al giorno, tutti i santi giorni. E una buona parte di queste morti sarebbe evitabile, venissimo ri-educati a uno stile di Vita corretto. Bei numeri, non pensate? Una strage silenziosa che crea a mio parere un inquietante paradosso nella mente umana: la Natura che – forse – uccide l’uomo è tragedia, ingiustizia; l’uomo che, col suo modo di vivere, uccide l’uomo, è normalità.
Dovremmo chiedere alla Scienza di aiutarci. Essa conosce molto bene il potenziale del corpo che, se “alleniamo” a stare bene, può essere un alleato formidabile della medicina. Quindi, anziché voler fare tutto da sola (come da anni sta facendo), lasci fare al corpo la sua parte. Un popolo che “ignora” le proprie potenzialità è un popolo in balia del narcisismo di chi sta sopra. La Scienza troverà il vaccino e permetterà di vincere questa partita, ma se non ammette che siamo già malati in partenza se non veniamo educati a stare bene, la prossima sfida avrà sempre la solita trama.
Molteplici studi scientifici ritengono che un’attività fisica moderata possa migliorare la condizione dei malati cardiovascolari i quali, guarda caso, numeri alla mano, sono i più esposti ai gravi effetti del Covid-19.
In attesa dell’autunno e di una eventuale seconda ondata, la Scienza rispolveri le basi del suo sapere e, attraverso i media e l’informazione, proponga su scala globale – anziché il terrore e l’immobilismo – un programma di consapevolezza e di educazione al corpo. Così anche i corpi più deboli reagiranno meglio al virus e alle cure, si avranno meno ospedalizzazioni e meno decessi, e si troverà quell’equilibrio tra Scienza e Corpo che, dal giuramento di Ippocrate, è via via venuto a mancare, a causa di quel narcisismo scientifico che fa vedere il corpo come una macchina da aggiustare e non come un dono da preservare.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 320 | Luglio 2020)