Come tutta l’Italia anche la nostra valle dovrà sottostare all’ultimo Dpcm firmato da Conte che prevede la chiusura di bar e ristoranti alle 18, chiusura di palestre, piscine, teatri e cinema (sic!), e tutte le altre misure. Ma, a differenza di tante parti d’Italia e della stessa Toscana, in Casentino la curva dell’epidemia ha colpito in modo meno devastante (non lo diciamo noi, lo dicono i numeri); almeno fino ad oggi, a fronte di tanti tamponi fatti ogni giorno, nell’ultima settimana ci sono stati, in Casentino, solo 19 casi, quasi tutti asintomatici (zona di riferimento dell’Ospedale di Bibbiena, da Stia a Talla). Ma non si parlava di lockdown mirati, di zone rosse circoscritte, di non chiudere tutto in modo generalizzato?

Purtroppo amareggia il fatto che da marzo ad oggi è stato fatto poco per affrontare questa situazione; i trasporti sono uguali a quelli di allora, le terapie intensive dovevano raddoppiare, ma sono aumentate solo di circa il 30%, mancano posti letto, oltre al personale medico e sanitario, fare i tamponi è ancora un grosso problema, l’app Immuni non è scaricabile su tutti i cellulari, per la scuola siamo stati a discutere mesi sui banchi con o senza rotelle… A cosa è servita quindi l’azione politica e dei politici in generale? Se l’unica cosa fatta è stata quella di dare i numeri del contagio e imporre sempre nuove chiusure, purtroppo, siamo di fronte a ben poca cosa. Bastava un funzionario qualsiasi.

Ora non resta quindi che attendere fiduciosi il 24 novembre, sperando che queste nuove misure servano a qualcosa e non siano solo l’ennesima penalizzazione di tante categorie produttive. Speriamo bene, ma siamo tornati all’inizio e questi mesi, ormai, sono andati persi.

PS1 Piena solidarietà e vicinanza a tutti gli operatori del turismo, di ristoranti, bar, palestre, piscine, teatri, cinema, ecc. Tenete duro, siamo con voi.

PS2 Visto che la situazione in Casentino è ancora sotto controllo, invitiamo tutti a seguire l’appello rivolto alla popolazione dai Sindaci. Seguire sempre la regola delle tre M: mascherina di protezione personale, metro di distanza, mani igienizzate.