Per qualcuno, i sindaci e il PD, potrà essere ormai una dato acquisito. Ma per i cittadini e i comitati, che da tempo sono mobilitati a difesa del Punto Nascita dell’ospedale di Bibbiena e del diritto alla salute, niente deve essere ancora dato per deciso e quindi continuano le iniziative che mirano a cambiare la sciagurata decisione inserita nei Patti Territoriali, che i sindaci casentinesi (escluso Paolo Agostini) hanno firmato per non contraddire le direttive che venivano dai vertici regionali. Una decisione imposta e accettata senza battere ciglio che, oltre alla perdita del Punto Nascita, potrebbe comportare altre gravi conseguenze per il Casentino, come la perdita dell’area distretto che i primi cittadini di casa nostra sembra che abbiano scoperto solo qualche giorno fa, mentre i loro colleghi della Valtiberina si erano già pronunciati contro l’ipotesi di un accorpamento con Arezzo preferendo proprio una possibile unione con il Casentino.

Tornando alle iniziative promosse in difesa del Punto Nascita da segnalare quella di Valerio Bobini, presidente del CREST, che ha voluto lanciare sul conosciuto sito change.org una petizione indirizzata al Presidente della Regione e ai 7 sindaci casentinesi che hanno sottoscritto i Patti Territoriali. L’obiettivo è di avere tantissime firme a sostegno di questa richiesta per rendere chiara, ancora una volta, quale sia la volontà non solo del Casentino, ma più in generale dalla Toscana in cui tanti territori vedono messo in discussione il diritto alla salute e i servizi ospedalieri essenziali.

Per firmare occorre collegarsi al seguente indirizzo

 

Il testo della petizione lanciata su Chiange.org

Diretta a Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

SALVIAMO IL PUNTO NASCITA DELL’ OSPEDALE DEL CASENTINO

La seguente Petizione si pone come obiettivo la Tutela del Punto Nascita Dell’ Ospedale del Casentino.

Sconcerta infatti come la recente decisione assunta nel quadro della rinegoziazione dei Patti Territoriali, accordo scaturito dalla Conferenza zonale socio sanitaria di Bibbiena del 17/02/2016, abbia visto la pressoché totalità di adesioni nei Sindaci Casentinesi (eccezion fatta per il Sindaco di Castel San Niccolò, non firmatario), nell’assoluta assenza di condivisione sia nei Consigli Comunali, sia con la cittadinanza, quest’ultima continuamente rassicurata del fatto che la chiusura del Punto Nascita non sarebbe mai stata negoziata.

Il Punto Nascita del Presidio Ospedaliero del Casentino, ritenuto fiore all’occhiello, nonché punto di eccellenza della Sanità Toscana fino a due anni prima, verrà chiuso dal primo di giugno 2016, con un nuovo patto territoriale siglato dalla Conferenza dei Sindaci Zonale del Casentino in data 29 febbraio 2016.

Stupisce il fatto che si sia operato in modo da ingenerare sfiducia verso la struttura, indicando alle future gestanti, da parte del personale sanitario, di rivolgersi per il Parto al Punto Nascita dell’Ospedale di Arezzo, ritenuto più sicuro. Fatto che ha generato sconcerto, disappunto e malumore nelle partorienti che fino a quel momento, avevano sempre visto il Punto Nascita come un reparto sicuro, affidabile e familiare.

Chiediamo pertanto, il suo mantenimento così come previsto dal Decreto Legge del Ministro Lorenzin dell’ 11/11/2015, che prevede il mantenimento dei Punti Nascita anche al di sotto dei 500 parti annui, mediante la turnazione delle Professionalità da e verso i centri maggiori, protocollo sperimentato e applicato con successo nei paesi d’Europa.

Il Punto Nascita dell’Ospedale del Casentino, è ubicato in un area disagiata Montana con pessima viabilità, con distanze che da alcuni Centri Abitati per il raggiungimento dell’Ospedale Provinciale di Arezzo superano i 60 km e tempi di percorrenza abbondantemente superiori ad un’ora.

Ci sembra ovvio e scontato, che nessun servizio e nemmeno un servizio Trasporto Materno Assistito possa dare più garanzie di un Punto Nascita vicino e funzionale, ad esempio in condizioni di parto di emergenza con complicazione da distacco di placenta.

Crest (Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana)