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giovedì, 1 Dicembre 2022

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Azione Studentesca torna a Badia

COMUNICATO – Anche quest’anno Azione Studentesca, gruppo studentesco che si richiama, senza alcuna remora, a posizioni, ideologi, ex-combattenti, simbologie fascisti e nazisti, farà il suo raduno nazionale a Badia Prataglia, il 22, 23 e 24 luglio.
Chiaramente, come nel 2019 (anno della prima “edizione”) e, poi, nel 2021, il raduno si svolgerà tranquillamente, nel silenzio più assoluto del territorio, fatta eccezione per l’ANPI e la CGIL, ma, soprattutto, nel silenzio assordante delle Istituzioni.
I luoghi in cui pernotteranno e faranno le loro conferenze (il campeggio e il campo sportivo del Capanno) – con la presenza di parlamentari, consiglieri regionali e figure politiche di spicco appartenenti per lo più a Fratelli d’Italia – i loro incontri di lotta, i concerti a sfondo identitario e nazionalista sono, peraltro, secondo quanto ci risulta, di proprietà pubblica (del Corpo Forestale dello Stato, in concessione a privati).
Oltre al benestare del Comune di Poppi, essendo le aree all’interno del Parco dovrebbe essere necessario il benestare anche  di questo Ente.
Negli incontri e confronti che avemmo al riguardo negli anni scorsi, la risposta è sempre stata la stessa: non abbiamo strumenti per fare niente, l’autorizzazione va concessa, sono semplici associazioni studentesche, peraltro legate a forze politiche parlamentari.
La medesima reazione, a grandi linee (con un più o meno alto livello di distacco), è quella dei rappresentanti politici del territorio (quei pochi con cui ancora si riesce ad instaurare un dialogo), appartenenti alle altre forze parlamentari (PD in testa), e delle altre pochissime associazioni che si propongono finalità politiche.
Certo, c’è un piano giuridico ed uno politico, entrambi, però, mai seriamente affrontati da nessuno.
Al di là della XII disposizione transitoria della Costituzione che, sostanzialmente, impedisce la ricostituzione del partito fascista, la Legge Mancino punisce azioni e slogan che incitano all’odio, alla violenza, alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi, nazionali.
Fatevi un giro sulla pagina facebook di Azione Studentesca, per curiosità.
Esaltare personaggi come Rutilio Sermonti, militare in Grecia nelle fila delle SS, e riportarne citazioni, non è incitamento all’odio, alla violenza? Utilizzare slogan come “Blut und Boden”, Sangue e suolo, pilastro della costruzione del Terzo Reich, invece? Fare riferimento continuo alla forza, alla prevaricazione, all’inquadramento militare, all’identità culturale italiana con richiami alla patria e all’onore e, allo stesso tempo, veicolare messaggi contro i diritti LGBTQ+, i valori antirazzisti, i principi di solidarietà sociale e di accoglienza, cosa è questo?
Senza considerare che Azione Studentesca, a Firenze, frequenta e fa parte di Casaggì, centro sociale in cui svettano gigantografie e slogan legati al fascismo e al nazismo: tra tutti, “Vivere l’idea, essere l’idea”, frase usata nel giuramento delle SS.
Ove non si avesse il coraggio di valutare (con molta attenzione e i necessari approfondimenti) l’attivazione di strumenti giuridici, allora, certamente non dovrebbe mancare l’utilizzo dello strumento politico, attraverso dichiarazioni, prese di posizione, di sconcerto e distanza, vuoi pure (in ipotesi) attraverso il promovimento di iniziative volte alla tutela dei diritti che da questo gruppo vengono negati.
E, invece, come nel 2019 e nel 2021, al di là delle nostre (isolate e piuttosto contrastate) iniziative, il problema viene del tutto sottovalutato e lasciato passare in sordina, mettendo in pericolo, sempre di più, tuttə noi, i nostri diritti, le nostre libertà.
Il problema riguarda, in particolare, proprio il legame tra Azione Studentesca e le forze parlamentari, che attraverso gruppi di questo tipo (con profili di illegalità e che richiamano centinaia di ragazzi da tutta Italia: fate un giro al Capanno in quei giorni per credere) coltivavano la base del consenso di domani.
Tra poco ci saranno le elezioni nazionali e il legame costruito, con il beneplacito dei più, tra forze parlamentari (Fratelli d’Italia) e gruppi studenteschi di questa specie fa molta paura e rattrista, molto, anche pensando alla storia del nostro territorio e alle persone, che per la nostra libertà, qui hanno dato la vita.
Noi, come gruppo militante, antifascista, essendoci trovati a dedicare tutte le energie ad iniziative già in programma (costruttive e di partecipazione, soprattutto giovanile), abbiamo provato a stimolare e raccogliere le sollecitazioni e l’aiuto dei territori circostanti, senza riuscirci.
Le condizioni che ci troviamo a vivere, per anni e anni di politica capitalistica, di accumulazione (nelle mani di pochi), non redistributiva, individualistica, consumistica e predatoria, basata sullo sfruttamento e totalmente insensibile alle miserie umane e ambientali (ma per nulla, invece, al desiderio di distrazione, grandemente assecondato) lascia sempre meno spazio (e tempo) alla costruzione della democrazia e della collettività.
In questo senso, non possiamo che addebitare le massime responsabilità proprio ai rappresentanti politici e alle Istituzioni, anche, e soprattutto, locali, che con grave errore, chiedono sempre più spesso alla cittadinanza, divisa e sfinita, di colmarne i vuoti.
Noi, come l’anno scorso, per pochə che siamo, continuiamo a dire che: noi, qualunque sia il futuro, quali che siano le condizioni, sempre qui ci troverete.

Casentino Antifascista

(Foto: Badia Prataglia, Capanno, 2019)

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