A volte non ricordiamo come è iniziato l’impero renziano, con quel garbato: “Si accomodi fuori” rivolto ad Enrico Letta sintetizzato dalla celebre frase: “Enrico, stai sereno…”. Quelle parole non devono essere considerate solo un “cult” che ha scalato le classifiche, ma l’essenza vera di una politica e di un modo di concepire la gestione del potere. È la raccomandazione del bullo che mentre ti tranquillizza ti riempie di capaccioni tanto da farti capire che è meglio se cambi aria, è il modo di fare di chi è così sicuro che non avrai niente in contrario che non ha neppure bisogno di fare la voce grossa, ma con un sorriso a presa di culo ti mette alla porta.
Queste considerazioni ci sono venute in mente ascoltando lo sfogo di alcuni cittadini coinvolti nella catastrofe Banca Etruria. Anche loro hanno raccontato che la banca, che avrebbe dovuto fare i loro interessi, ha utilizzato lo stesso metodo: grandi sorrisi, pacche sulle spalle, rassicurazioni, il tutto mentre metteva le mani sui risparmi di una vita che andavano a aumentare il capitale dell’istituto.
Alla fine sappiamo come è andata: a pagare non è chi a mandato gambe all’aria tutto e chi ha fatto proposte oscene agli investitori, ma chi, in buona fede, ha creduto a ciò che gli veniva proposto.
Tornando alle similitudini è più o meno quello che in troppi hanno fatto alle elezioni europee rinnovando la fiducia al PD dopo la miseria degli 80 Euro, o che sono già in estasi per i 500 Euro per l’uscita del sabato sera che Renzi ha “promesso” ai giovani diciottenni.
Per statistica dagli sbagli si dovrebbero trarre delle lezioni importanti che dovrebbero portare a non rifare gli stessi errori. Qui bisogna imparare in fretta perché il rischio di rimanere in mutande con questi personaggi è molto alto.