Dopo mesi di silenzi disarmanti da parte della Procura di Arezzo, inchieste giornalistiche su conflitti di interessi tra procura ed indagati e imbarazzanti articoli comparsi sulla stampa nazionale che legano la mala gestio di Banca Etruria a nomi di spicco della politica e dell’imprenditoria italiana, il Comitato Azzerati dal Salva-Banche ha indetto un sit-in di protesta che si terrà davanti alla sede della Procura aretina, venerdì 5 maggio a partire dalle ore 10:30.

Il Comitato è decisamente preoccupato per le modalità e soprattutto per le tempistiche con cui le diverse procure, ma in particolar modo quella di Arezzo, stanno conducendo le indagini. Su molti filoni la prescrizione è dietro l’angolo e molti dei risparmiatori che hanno fatto querela per truffa, non sono ancora stati ascoltati dalla guardia di finanza.

Ad oggi, le notizie non sono per niente rassicuranti e lasciano presagire che i responsabili che hanno portato la banca sul baratro e che, verosimilmente, imponevano la vendita delle obbligazioni subordinate, indistintamente a casalinghe e pensionati, non saranno assicurati alla legge e che i risparmiatori saranno gli unici ad avere pagato il salatissimo conto del salvataggio di Banca Etruria & Co.

Gli esiti giudiziari resi pubblici, fino ad oggi, allertano il Comitato Azzerati dal Salva-Banche che ricorda sono: a Civitavecchia, l’archiviazione delle indagini per l’istigazione al suicidio di Luigino D’Angelo e, ad Arezzo, sul filone della bancarotta, quelle relative al prestito di €13 milioni per la costruzione del porto molisano di Marina Sveva, mentre, sulla base della stessa identica denuncia, in Molise sono state indagate 9 persone per gravi violazioni di natura penale, e le assoluzioni, a L’Aquila, di due direttori accusati di truffa e, ad Arezzo, quella di Fornasari, Canestri e Bronchi dall’accusa di ostacolo alla vigilanza.

Comitato Risparmiatori Azzerati dal Salva-Banche – Silvia Battistelli, Alvise Aguti e Vincenzo Lacroce