Le conseguenze del decreto del governo Renzi, che ha salvato 4 istituti di credito praticamente falliti, tra cui la Banca Etruria, si stanno manifestando con tutte le loro criticità. Il meccanismo interno al decreto che ha consentito di mantenere l’operatività degli Istituti coinvolti, ed almeno per il momento il personale impiegato senza intervento dello Stato, ha di fatto scaricato i costi sugli azionisti e sui risparmiatori che avevano acquistato le famigerate obbligazioni subordinate.
Si sono liquefatti nel giro di poche ore una parte ingente del risparmio locale, pari a circa il 5% del Pil provinciale. Le conseguenze di quanto successo hanno un riflesso prevalente a livello locale anche perché dei 274 milioni di Euro di obbligazioni subordinate, 145 milioni di Euro sono stati collocati da Banca Etruria presso i risparmiatori non istituzionali, ovvero famiglie e piccoli risparmiatori. Con una ovvia ricaduta a livello locale considerato il radicamento storico della banca su Arezzo e sulle vallate della provincia.
Chi conosce la provincia, ad esempio il Casentino, sa bene che in ogni principale paese, ed in ogni Comune ci sono una o più agenzie o sportelli della Banca. In alcune realtà, operanti, spesso in regime storico di quasi “monopolio” considerato le caratteristiche della vallata.
Stanno emergendo con forza le ricadute negative sul territorio, ed i cittadini stanno acquisendo coraggio nella loro testimonianza. Sui network stanno iniziando a girare le cifre della questione con centinaia di famiglie o anziani che abitano i centri periferici che hanno perso, in alcuni casi, interamente i risparmi di una vita.
La nostra azione vuole essere prima di tutto indirizzata verso il risparmiatore, verso il territorio, ed è con questo intento che parteciperemo alla iniziativa promossa da Arezzo Domani, giovedì 10 dicembre a partire dalle ore 17.00 sulla materia questione. Obbiettivo, considerata la partecipazione di tecnici e professionisti è quello di trovare delle risposte alle problematiche sollevate dal cittadino, e far si che la politica se ne possa far carico.
Su questo tema che investe in modo forte il territorio, sia rispetto all’ingente risparmio volatilizzato – che sono risorse che avrebbero alimentato il circuito economico-finanziario locale -, ma anche con riferimento ai rapporti futuri con la stessa banca, che auspichiamo una forte presa di posizione della politica locale, delle istituzioni locali, liste e movimenti civici in modo da trovare quelle sinergie e strategie per dare le risposte che il cittadino attende. Vedremo alla prova dei fatti, nel concreto i comportamenti di ognuno!
Il Casentino ha questa nuova imprevedibile criticità da affrontare, come lo farà?

FDI-AN
Circolo Casentino