di Mauro Meschini – “Il sistema basato sull’occupazione delle poltrone non può essere accettato, per questo mi candido e presentiamo una lista per avere rappresentanti nel futuro Consiglio provinciale“, in queste parole si possono forse racchiudere le ragioni della candidatura di Daniele Bernardini alla presidenza della Provincia e della formazione della lista “Insieme per Arezzo” che lo sostiene.
Queste elezioni – ha ancora sottolineato Bernardini – nascono da un pasticcio, da una legge che ha abolito solo la rappresentanza democratica e il voto dei cittadini e che è solo un atto di propaganda. Non è piacevole per chi è stato eletto dai cittadini nei comuni dover accettare di farsi eleggere solo da 502 sindaci e consiglieri comunali, ma questa è la situazione che dobbiamo affrontare“.
In effetti, come è stato ribadito durante la conferenza stampa che si è tenuta nella sala Fanfani della Provincia di Arezzo, i contorni di questa riforma non sono ancora chiari e, soprattutto, non sono chiari ai cittadini che sono spesso convinti che le province siano state veramente abolite, mentre, anche in questi giorni che ci separano dal voto di domenica 12 ottobre, qualcuno dovrà spiegare loro che la situazione è ben diversa e che a queste elezioni, riservate solo ai sindaci, ai consiglieri comunali e ai consiglieri provinciali uscenti, loro non potranno partecipare.
Il complicato sistema di voto individuato e la limitatissima platea dei votanti, che vede una netta prevalenza del PD, avrebbe potuto portare alla formazione di un consiglio a voce unica mentre nel panorama provinciale ci sono anche esperienze diverse, una è quella guidata da Bernardini: “La vittoria della mia lista civica a Bibbiena nelle due ultime elezioni amministrative ha permesso un ricambio di idee e persone che ha sostituito un sistema autoreferenziale. Vogliamo portare lo spirito nuovo rappresentato dalle liste civiche anche in Provincia“.
Sono due i candidati alla presidenza della provincia di Arezzo, il presidente uscente Roberto Vasai sostenuto da due liste, una del PD e una che raccoglie altre sensibilità ed esperienze; e Daniele Bernardini con la sua lista “Insieme per Arezzo“.
Noi siamo l’unica lista che può garantire di portare in consiglio punti di vista e posizioni diverse e che può svolgere una funzione di controllo” hanno dichiarato un po’ tutti i candidati al consiglio provinciale presenti, che rappresentano i vari territori e che si sono uniti nel sostegno alla candidatura di Daniele Bernardini.
Come accennato in precedenza queste elezioni provinciali prevedono un sistema di voto assai complicato che attribuisce ai sindaci e consiglieri chiamati al voto, un peso diverso in base al numero di abitanti del comune di appartenenza. Nel contesto aretino è quindi il Comune di Arezzo che da solo ha un peso che vale circa la metà dell’intera Provincia. Naturalmente in una situazione del genere il Casentino si trova a giocare la partita partendo da una posizione molto svantaggiata avendo ben 6 comuni collocati nella fascia più bassa, cioè quella di minore peso nel voto, e con solo Bibbiena che è presente nel gruppo che segue da vicino il Comune di Arezzo. “Anche in questo caso il Comune Unico del Casentino avrebbe permesso alla nostra vallata di contare di più nel panorama politico provinciale, portandoci ad avere un peso pari a quello di Arezzo“, ha affermato Bernardini convinto che “la moltiplicazione di strutture sovraordinate ha creato problemi tra istituzioni e cittadini. Sarebbe stato necessario prendere strade diverse e decidere davvero, come tante volte proclamato, l’abolizione delle province. Addirittura si potrebbe prevedere un’organizzazione fondata solo sulla presenza di Stato e comuni, superando anche il livello regionale e accorpando i comuni in modo che abbiano le dimensione e il peso per gestire in proprio tutti servizi ai cittadini“.