Ed alla fine anche Bernardini ha dovuto rassegnarsi. Il progetto di Recupero sul Consorzio Agrario non poteva essere approvato. La legge è chiara. In campagna elettorale non possono essere approvate delibere che non siano urgenti ed indifferibili. Che il Piano di recupero non avesse queste caratteristiche era evidente a tutti, tranne che al buon Lorenzoni, che aveva tentato incredibili giustificazioni, che fanno a cozzi col buon senso oltre che con la legge.

Il solo fatto di convocare un Consiglio Comunale e mettere all’ordine del giorno una delibera di tal genere è stato un gesto di arroganza, di sfida alle istituzioni, alle leggi, ai cittadini che si sono mobilitati contro.

Ma sia chiaro. Non siano ingenui. Sappiamo benissimo che la marcia indietro di Bernardini è un puro calcolo elettorale. Ha capito che insistere avrebbe fatto perdere voti ed avrebbe davvero messo in crisi la possibilità di approvare il progetto. Furbescamente, senza nessuna autocritica, con una semplice motivazione burocratica, il sindaco ritirando il progetto spera di togliere dalla campagna elettore un argomento scottante. Così sarà tutto silenziato e, dopo le elezioni, sperando in una sua nuova vittoria, potrà riportare in Consiglio lo stesso progetto.

La manovra elettorale è evidente. Ma noi non molleremo e speriamo che i cittadini non mollino. Capiscano che il ritiro della delibera è certo la conseguenza della mobilitazione popolare e delle forze di opposizione, ma è un ulteriore tentativo di imbroglio. Non dobbiamo mollare la presa. Dobbiamo sfidare il Sindaco, la sua giunta, i suoi candidati ad esprimesi pubblicamente prima del voto su che cosa intendono fare di quel progetto e su come intendono intervenire su quella zona, il cui recupero per noi è importante. Ma un recupero che riqualifichi, non che deteriori ulteriormente una situazione già critica.

SEL Casentino