L’amministrazione, con l’aiuto di numerose associazioni, prosegue nell’obiettivo di fare di Bibbiena un territorio cardiologicamente sicuro. Iniziato qualche anno fa il progetto “Cuore di Bibbiena”, continua la sua corsa, ed è proprio il caso di dirlo visto che il tutto è stato promosso e continua ad essere seguito dall’Assessorato allo sport, oggi rappresentato dal Vice Sindaco Francesca Nassini. Il percorso – condiviso dall’Amministrazione, dalle Misericordie di Bibbiena e Soci, la Centrale Operativa 118 di Arezzo in collaborazione con la Fondazione “Andrea Cesalpino” ed il progetto “Arezzo cuore” – ha già portato molte realtà del territorio ad avere un defibrillatore, oggetto salvavita che ha la prerogativa di riconoscere ed interrompere un’aritmia ventricolare maligna, cioè potenzialmente mortale. Molti sono stati i corsi di formazione e tantissimi ormai le persone formate al loro utilizzo. Le prossime installazioni saranno fatte a Partina, al centro Commerciale e a Bibbiena Stazione.
La situazione raggiunta grazie al contributo di associazioni e privati e’ ad oggi degna di nota. A Bibbiena il DAE si trova presso le scuole Elementari e Medie, il campo sportivo,Comune e zona tennis piscina. A Soci presso le scuole Elementari e medie, alla Borri, lo stadio, farmacia e Piazza Garibaldi. A Serravalle nel bar del paese.
Di defibrillatore, della sua importanza e del processo che sta portando Bibbiena a completare il progetto “Il Cuore di Bibbiena”, se ne parlerà anche il 22 di Marzo al Gran Galà dello Sport, promosso ed organizzato dall’Assessorato allo sport presso il Teatro Sole, una serata per valorizzare le eccellenze sportive del territorio.
Bibbiena è stata il primo comune casentinese ad aver lanciare un progetto integrato sulla diffusione dei defibrillatori intelligenti nei luoghi più sensibili come scuole e ambiti sportivi. Quanto sia essenziale tutto questo ce lo dicono i numeri. Nella sola Provincia di Arezzo ogni anno 350 persone sono colpite da arresto cardiaco improvviso, solo il 5% di queste persone riesce a salvarsi. In realtà se ne potrebbe salvare circa il 50% attraverso la prevenzione e una rete territoriale attrezzata e organizzata. L’organizzazione del soccorso sanitario territoriale, per quanto capillarmente distribuita sul territorio, non è in grado di affrontare in maniera esaustiva questa problematica. L’importanza del progetto, dunque, sta proprio in questo aspetto: ossia la possibilità non solo di dotare tanti ambienti del defibrillatore, ma anche di abilitarne all’uso il personale operante nelle strutture stesse dopo un corso di formazione per il corretto utilizzo di detta strumentazione in casi di emergenza-urgenza, (circa 10-15 unita’ ogni installazione).
La corsa del “Cuore di Bibbiena” continua ed ha bisogno di tutti.