di Lara Vannini – Il Feng shui interviene “sull’anima” dell’abitazione, sugli effetti che ha l’ambiente su di essa e suggerisce soluzioni pratiche per il raggiungimento dell’armonia individuale. La casa può essere un luogo, non solo dove abitare ma da cui ricevere impulsi positivi e raggiungere il tanto sospirato equilibrio interiore. Legno naturale, orto sul balcone, recupero di ambienti ed abitudini in chiave moderna.
In campagna come in città non esistono dubbi, al centro delle necessità individuali sta il recupero della qualità della vita, non tanto e non solo in termini economici ma anche abitativi per ritrovare quel benessere psico-fisico che la quotidianità e lo stress di tutti i giorni mette drasticamente ko. La casa può essere un valido punto di contatto tra “noi” e l’ambiente circostante, un luogo, non solo dove abitare ma da cui ricevere impulsi positivi e raggiungere il tanto sospirato equilibrio interiore. Solo parole? L’abbiamo domandato ad Agnese Morbidelli, architetto di Montevarchi che frequenta spesso il Casentino, ma anche moglie e madre che ogni giorno attinge costantemente dalle “proprie risorse interiori” per completare le giornate in serenità.
Cosa significa realizzare un “rifugio armonico”?
«In ambito edile, la disciplina che si occupa di abitazioni eco-compatibili è la Bioarchitettura. Tale disciplina o meglio insieme di discipline, non cerca soltanto di utilizzare materiali che non inquinino o danneggino l’ambiente, ma anche di realizzare un edificio che abbia infinite interazioni con l’esterno e con chi lo abiterà. Interazioni fisiche ma anche intellettuali e spirituali. In questo senso, la bioarchitettura si muove a stretto contatto con discipline di altri settori per conoscere le condizioni climatiche e ambientali del luogo, i materiali e le esigenze specifiche degli utenti finali. Esiste inoltre un’antica arte cinese che si lega molto bene con i capisaldi della bioarchitettura: il Feng-Shui».
Ci parli del Feng-Shui…
«Letteralmente “Feng-Shui” significa vento e acqua e fa riferimento ai due elementi che dovrebbero, attraverso il loro interagire, plasmare il territorio. Secondo questa antica disciplina cinese, nel progettare un appartamento e quindi nel disporre i vari ambienti, ci sarebbero degli accorgimenti da prendere per far si che una casa possa entrare in “equilibrio dinamico” con chi la vive. Dinamico perché l’abitazione viene concepita come un organismo vivente, che interagisce attivamente con l’ambiente circostante. Quindi oltre a prediligere per la costruzione e l’arredamento elementi naturali come il legno, la pietra, o la calce è necessario disporre le stanze in un ordine esatto così come gli elementi di arredo collegati idealmente ai cinque elementi naturali. Nel Feng-Shui esiste una sorta di bussola chiamata “Ba-Gua”, che permette il perfetto orientamento degli elementi di ogni stanza. Per fare un esempio secondo tale bussola, l’area rappresentata dall’elemento acqua sarebbe dedicata alla carriera e dovrebbe coincidere con la zona studio della stanza o della camera da letto».
Cosa non dovrebbe mai mancare in una casa biocompatibile?
«In un interessante volume sulla bioarchitettura troviamo scritto: “il problema della casa è la casa nel senso che gli essere umani non sono fatti per vivere negli interni”. Questa è a mio parere una riflessione emblematica. Ovunque noi sceglieremo di vivere non dovrà mai mancare la luce, soprattutto fonti di illuminazione naturale che facciano entrare l’individuo in relazione con l’esterno. Compatibilmente con le preesistenze, sarà necessario collocare a nord gli ambienti di servizio mentre quelli più utilizzati durante la giornata a sud. Legno, verde naturale richiami anche simbolici ai 5 elementi naturali, permetteranno soprattutto a chi abita in un palazzo o condominio di ritrovare l’armonia con la natura. Non è dunque un caso che si stiano ripresentando elementi d’arredo come rivestimenti in pietra, colori chiari o neutri con mirate punte di colore, fuochi anche simbolici come i nuovi camini a bioetanolo, aree di relax in punti strategici dell’abitazione».
Mentre la Bioarchitettura si occupa dei materiali da costruzione ovvero del corpo fisico dell’edificio e cerca di prevenire conseguenze negative sull’organismo umano, il Feng shui interviene “sull’anima” dell’abitazione, sugli effetti che ha l’ambiente su di essa e suggerisce soluzioni pratiche per il raggiungimento dell’armonia individuale. Acqua, legno e verde naturale sembrano ancora una volta le più antiche ma quanto mai attuali frontiere del benessere.