di Mauro Meschini – Chi può superarlo facilmente generalmente non si chiede quanto, un qualsiasi ostacolo, possa rappresentare una barriera per altri. Può essere il bordo del marciapiede, lo scalino di ingresso di un edificio, la porta troppo stretta di una stanza, tutto quello che per molti non rappresenta niente, per altri può essere un problema, e non da poco.
Per Scipio Covan (nelle foto) quello che non era un ostacolo adesso lo è diventato, dalla sua esperienza è nata l’idea di dare avvio a un progetto finalizzato a censire l’accessibilità delle strutture casentinesi per realizzare una vera e propria guida che permtta di valorizzae il territorio.
«Ho saputo delle possibilità offerte dal progetto “Vita Indipendente” della Regione Toscana. Ho raccolto informazioni e chiesto un aiuto anche alle assistenti sociali del Comune e della ASL, poi ho cercato di pensare a cosa fare, a come e con chi utilizzare questa opportunità. Non avevo necessità di particolari aiuti per le mie esigenze personali, che trovo già nella mia famiglia e grazie a mia moglie.
In più, sinceramente, l’opportunità di poter avere la presenza di qualcuno in aiuto non avevo interesse a concretizzarla in serate al cinema o occasioni simili perché penso che la propria vita sociale si possa curare in altro modo. Così ho provato a pensare a qualcosa che potesse interessare sia me che gli altri e che fosse impossibile fare da solo.
Da qui è nata questa idea del censimento, soprattutto perché ho provato in prima persona cosa significasse affrontare tante difficoltà nei propri spostamenti. A questo proposito mi preme sottolineare quanto sia importante che, quando si parla di accessibilità, si intenda la possibilità per la persona di superare autonomamente un qualsiasi ostacolo. Questo è un concetto che non sempre viene compreso, il fatto che l’autonomia si concretizzi e sia possibile solo con l’intervento di altri rischia di sottolineare la situazione di difficoltà della persona».

In cosa consiste e consisterà questo progetto? «Per prima cosa ho verificato se fossero già presenti informazioni di questo tipo su siti o altri canali informativi. L’idea è poi quella di fare un giro tra le diverse strutture ricettive, turistiche e pubbliche del Casentino per cercare di stimolare e individuare cambiamenti e integrazioni che permettano di renderle maggiormente fruibili a tutti. Il progetto avrà una durata di circa 3 anni, un arco di tempo sufficiente per conoscere la situazione in tutti i comuni del territorio, certo si tratta di uno spazio molto grande e in cui le realtà da coinvolgere sono veramente tante. Potremmo partire dai centri più grandi e poi mi auguro che l’interesse per questa iniziativa porti anche autonomamente le singole strutture a presentare i loro interventi e le soluzioni che hanno realizzato a favore dell’accessibilità. Intanto siamo partiti dal Comune di Pratovecchio Stia e questo è importante».
Quale riscontro avete avuto fino ad ora? «Abbiamo trovato attenzione e interesse, oltre la disponibilità dei gestori anche a realizzare modifiche e interventi. In alcuni casi abbiamo trovate soluzioni innovative e percorsi davvero accessibili. Trovare il modo per migliorare la situazione non è sempre complicato, può essere sufficiente spostare un piccolo mobile o installare una rampa. A questo proposito io ho imparato a viaggiare con due piccole rampe facilmente trasportabili che mi permettono di superare autonomamente uno scalino, sono di diverse misure, facili da collocare e rappresentano davvero una soluzione semplice. In molti casi è sufficiente essere disponibili a pensare a miglioramenti e questi si possono trovare, certo sarebbe tutto più semplice se chi progetta edifici fin dall’inizio evitasse di inserire barriere e ostacoli…».
Quali sono le problematiche maggiori che si presentano legate all’accessibilità? «La situazione dei servizi igienici è quella più delicata, questo perché difficilmente esistono servizi igienici pubblici che siano veramente accessibili. Per esempio è difficile che sia possibile accedere con una carrozzina elettrica, che è più larga e ingombrante di quelle tradizionali. A questo riguardo una buona soluzione sono le porte scorrevoli. Ma il problema dei servizi pubblici è legato anche al problema della gestione e della loro apertura, che dovrebbe essere garantita per tutte le 24 ore, ci può essere il problema di atti vandalici, ma per questo un deterrente potrebbe essere l’installazione di telecamere».
Il progetto poi permetterà di completare anche un’altra iniziativa, questa volta inserita in un contesto naturale… «Si, questo perché, partendo dalla mia esperienza di guida ambientale, avevo precedentemente concordato con il Parco nazionale di avviare una verifica dell’accessibilità di alcune aree naturali grazie all’utilizzo di un mezzo elettrico capace di percorrere sentieri che abbiano una certa larghezza. L’idea in questo caso è di individuare percorsi che abbiano una certa lunghezza e che permettano di attraversare contesti di particolare interesse ambientale. Questo progetto è finalizzato a permettere la frequenza nel Parco anche a chi ha una qualsiasi difficoltà, per esempio gli anziani. Stiamo adesso cercando di individuare i sentieri da percorrere e soprattutto i punti di partenza e di arrivo in cui devono essere presenti servizi e strutture adeguate. In un secondo momento si potrebbero mettere a disposizione alcuni di questi mezzi elettrici per permettere alle persone di percorrerli in autonomia, questi mezzi potrebbero per esempio supportare una gita scolastica che vede la presenza di un bambino con disabilità».
La raccolta di tutte queste informazione potrebbe davvero fornire importanti indicazioni ed essere un fiore all’occhiello per il territorio? «Io vorrei che fosse proprio così. Riuscire a raccontare e mettere nero su bianco le notizie che possano permettere a chi ha specifiche difficoltà di programmare la sua visita o permanenza in Casentino in modo da poter in autonomia conoscere e soggiornare in questo territorio. Sarà una guida o qualsiasi altra cosa, ma sarà certamente uno strumento per promuovere la vallata, le sue attività, i suoi spazi culturali, le strutture turistiche e ricettive».
E noi pensiamo che avremo tutti raggiunto un importante traguardo come territorio se, tra qualche anno, sarà possibile vedere realizzata la guida «Casentino accessibile», si tratterà di un momento importante, la dimostrazione concreta di come sia possibile promuovere il Casentino facendo davvero attenzione alle esigenze di tutti.


