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martedì, 12 Maggio 2026

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Centro Diurno “L’Isola che non c’è”: «Come mai l’Amministrazione non è riuscita a risolvere le criticità rilevate a gennaio in tutti questi mesi?»

In merito alle ultime dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Frenos siamo ancora una volta stupiti dalla mancanza di vere risposte e spiegazioni dovute non solo agli utenti del Centro, ma a tutta la nostra comunità. L’Assessore infatti afferma che “Una volta individuato il locale, tramite un bando, sono iniziati i lavori volti a rendere agibile il luogo, attraverso una fitta collaborazione tra gli uffici comunali, Cooperativa e l’ASL. Sfortunatamente, a causa di alcuni disguidi, i tempi si sono allungati e non c’è stata la possibilità di aprire ufficialmente il centro in modo rapido come speravamo. Stiamo lavorando intensamente per cercare di ovviare questi problemi e risolvere le faccende burocratiche il prima possibile”.

Non stiamo parlando di disguidi, ma di problematiche emerse con chiarezza fin dalla pubblicazione del bando in questione: a partire dal fatto della partecipazione al bando di un’unica ditta, che metteva a disposizione un immobile di cui già in campagna elettorale avevamo segnalato le criticità, tra cui la posizione, evidenti e sotto gli occhi di tutti. L’edificio inoltre da un controllo successivo effettuato dalla ASL in data 17 gennaio 2025 si è rivelato inadeguato anche da un punto di vista tecnico, con la necessità di rivedere i sistemi di apertura delle uscite di emergenza in funzione della tipologia di utenti e della posizione dell’immobile, oltre che l’insufficienza dei servizi igienici presenti e la mancanza di riscaldamento in alcuni locali.

Come mai l’Amministrazione non è riuscita a risolvere le criticità rilevate a gennaio in tutti questi mesi? Non si tratta di “faccende burocratiche”, come le definisce l’Assessore, ma di inefficienze che hanno un impatto enorme sulla qualità della vita delle famiglie che fanno riferimento al Centro.

L’assessore Frenos inoltre liquida come “sensazioni personali” le perplessità da noi espresse riguardante la posizione dell’immobile: ma seriamente un edificio privo di aree verdi e affacciato su una strada trafficata può essere considerato una sede adeguata per un Centro diurno per persone con disabilità? Il fatto che sia presente un terrazzo e un’uscita sul retro, come afferma infatti l’Assessore, dal nostro punto di vista costituisce soltanto, una volta in più, la riprova che a quest’Amministrazione sfugga completamente il concetto di inclusione e di realizzazione delle attività terapeutico – occupazionali necessarie alle persone con disabilità. Vogliamo veramente assistere ad una ghettizzazione come questa?

Per quanto riguarda invece l’argomento del risparmio dei costi sostenuti dal Comune, ci sembra che la risposta dell’Assessore sia alquanto fumosa: da una prima lettura sembrerebbe che il Comune stia continuando a pagare l’affitto dei vecchi locali alla Cooperative che gestisce il servizio, in quanto compresi nel contratto di servizio: effettivamente quindi non ci sarebbero risparmi, ma addirittura spese per dei locali non utilizzati. Beh che dire, non ci sembra sicuramente il modo corretto di gestire le risorse.

Sicuramente possiamo unirci all’Assessore Frenos nel fare i doverosi ringraziamenti alla Cooperativa, che nonostante l’inefficienza e la trascuratezza dell’Amministrazione ha comunque tentato di dare una continuità assistenziale ai ragazzi che frequentavano il Centro, sollevando in parte i care giver dal carico di cura. L’onere di trovare soluzioni alternative è ricaduto infatti interamente sugli operatori, non essendoci stata da parte del Comune nemmeno la disponibilità a stanziare fondi aggiuntivi per velocizzare i lavori presso la nuova sede o trovare dei locali temporanei da poter utilizzare in questi mesi.

Nell’ultima interrogazione, tra le tante in merito, che abbiamo presentato in Consiglio, ci è stato ricordato che quello del Centro Diurno “non è un servizio obbligatorio”. Ma proprio qui sta il punto, per quello che ci riguarda: è nella gestione di ciò che non è obbligatorio che si misura la volontà politica, la cura, la scelta di chi tutelare.

Non bastano certamente poche parole da parte dell’Assessore per poter rimediare a quello che è stato un anno molto difficile per tutti, famiglie e operatori, e che ci auguriamo possa terminare al più presto con l’apertura della nuova sede.

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