di Melissa Frulloni – Ne abbiamo già parlato e più di una volta. Già in precedenti articoli avevamo cercato di fare chiarezza su un punto preciso: i 32 milioni di euro indicati per la Variante del Corsalone non erano fondi realmente disponibili, ma una previsione inserita nel bilancio della Regione Toscana attraverso il cosiddetto DANC, cioè Debito Autorizzato e Non Contratto. In sostanza, una cifra teorica, non coperta da risorse reali e quindi tutta da trovare. Avevamo spiegato come quella voce di bilancio non rappresentasse un finanziamento certo, ma solo una possibilità.
Non soldi stanziati, non soldi impegnati, ma una cifra che poteva esserci come non esserci e che soprattutto non garantiva in alcun modo la concreta realizzazione dell’opera. Oggi possiamo aggiungere un elemento ulteriore e importante a questa vicenda: abbiamo raccolto delle indiscrezioni che quei 32 milioni non sono più previsti nel bilancio regionale per la Variante di Corsalone! La “bufala” si è rivelata tale nei fatti e allora viene da chiedersi: perché si è continuato a parlare di un’opera come se fosse già finanziata? Perché si è alimentata l’idea che quei soldi esistessero davvero, quando in realtà erano solo una previsione, peraltro incerta? Forse perché basare diverse campagne elettorali su tutto questo portava voti e consenso? Mentre qualcuno veniva eletto, gli anni sono passati tra polemiche, discussioni, promesse e annunci, senza che nulla si muovesse davvero. Una storia già vista troppe volte in Casentino che, come sapete, coinvolge anche la Sacci, monumento all’immobilismo per eccellenza.
E oggi che sappiamo che i 32 milioni non ci sono più (non ci sono mai stati realmente), si ripartirà da qui senza ambiguità e in trasparenza o sarà un ulteriore motivo di scontro e campagna elettorale, magari addossando colpe sul privato e sul Comune di Bibbiena? Per questo e per fare davvero chiarezza sulla “scomparsa” dei 32 milioni, abbiamo inviato delle precise domande all’assessore alle infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti della Regione Toscana Filippo Boni, ma ancora siamo in attesa delle risposte, che per ora non sono arrivate. Attendiamo fiduciosi… Forse i casentinesi una risposta certa la meritano.
Questo preambolo era d’obbligo per spiegare a tutti i nostri lettori la copertina di questo mese: come un instancabile Sherlock Holmes, il sindaco di Chiusi della Verna, Giampaolo Tellini, cerca nei dintorni della Sacci i fantomatici 32 milioni per la Variante del Corsalone; da sempre grande sostenitore dell’opera, che cosa dirà davanti a questa scelta della Regione? Di sicuro la colpa sarà di qualcun altro. E mentre i “nostri” continueranno a parlare di numeri che non esistono, in questo stesso numero del giornale trovano spazio storie molto diverse.
Storie vere, concrete, fatte di persone che si confrontano con la disabilità, con difficoltà reali, ma anche con percorsi di forza, determinazione e rinascita. Da una parte promesse, cifre annunciate e mai concretizzate; dall’altra la realtà, fatta di bisogni concreti, di servizi che servono davvero, di persone e famiglie che hanno bisogno di risposte vere, ogni giorno. Parliamo di “Mecanum 2026”, la particolare sedia a rotelle progettata dai ragazzi dell’Itis di Bibbiena, ma anche del programma di “Casentino senza Frontiere” che, insieme ad alcune associazioni sportive, permette ai bambini disabili di fare sport. Poi c’è “Ce l’ha Chia”, il libro di Ilaria Borgnioli sulla celiachia che spiega la patologia nelle scuole della vallata e la storia di Morgana che ha corso la Mezza Maratona del Casentino nonostante la sua disabilità…
E Certomondo in cui (oltre alla piscina di cui vi diamo aggiornamento a pagina 23 del giornale in edicola) ci sono importanti percorsi riabilitativi e di sostegno all’età evolutiva. Anche le piante di cui ci racconta Marco Roselli sono “campioni di adattamento”! Insomma, tutto in questo numero parla di resilienza e riscatto. Questo è anche il mese delle celebrazioni del 25 aprile; lo ricordiamo con un articolo dedicato al diritto di voto alle donne…
Ed è qui che il collegamento con quanto raccontavamo all’inizio diventa inevitabile. Perché un territorio come il nostro non può vivere di annunci, di cifre dichiarate, ma ha bisogno di risorse reali. Per questo i 32 milioni dichiarati per la Variante del Corsalone – e in fondo mai realmente esistiti – diventano qualcosa di più di una semplice vicenda amministrativa: diventano il simbolo di una politica che troppo spesso dice, promette, ma poi non fa.
E forse è proprio questo il senso più attuale del 25 aprile: ricordarci che la libertà e i diritti non stanno nelle parole, ma nei fatti.


