«Il territorio di Chitignano è stato ipotecato dalla Giunta Biagini: la costruzione dell’impianto a biomasse oltre a un grave rischio ambientale costituisce un episodio di anti-democrazia». È il commento di Loreno Lazzeri e Daniela Boldrini, consiglieri comunali del Pdl per Chitignano a margine del Consiglio comunale aperto del 24 settembre durante il quale l’intero gruppo di opposizione ha presentato le dimissioni per protestare contro la costruzione della centrale a biomasse nella frazione di Poggiolino.

«Si tratta di un gesto estremo – sottolineano – per tentare di evitare le conseguenze estreme che l’installazione dell’impianto a biomasse porterà per tutta Chitignano. Ma anche una denuncia per l’iter amministrativo politicamente illegittimo portato avanti per 6 mesi dal primo cittadino a colpi di PAS (Procedure Abilitativa Semplificata), che ha scavalcato il Consiglio comunale e il suo ruolo di strumento di confronto con i cittadini. Invitiamo alle dimissioni – concludono – anche assessore e consiglieri di maggioranza, visto che ormai sedere in Consiglio comunale significa semplicemente legittimare con una patina di finta democrazia le scelte di Biagini. Da parte del quale ci auguriamo un passo indietro sulla centrale in vista del 4 ottobre, data della conferenza dei servizi».

Sulla dimissioni di massa dell’opposizione chitignanina interviene anche il consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione Sanità nonché casentinese, Gian Luca Lazzeri, che a luglio aveva presentato un’interrogazione in Consiglio regionale sulla GMP Bioenergy.

«Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza ai consiglieri comunali – commenta –. Quello che è avvenuto rappresenta un grave strappo democratico senza precedenti in nessun comune toscano. L’abbandono compatto dei consiglieri dalle postazioni comunali è un forte gesto di denuncia che non deve per nessuna ragione restare inascoltato. È incredibile che su insediamenti industriali così delicati si operi con Procedura Abilitativa Semplificata, mentre su queste cose non deve essere semplificato un bel niente. Esiste un evidente vuoto normativo e la Regione Toscana è colpevole di non averlo colmato. Ci auguriamo che il primo cittadino risponda in maniera positiva all’invito dei consiglieri ripristinando a Chitignano l’equilibrio garantito dal rispetto delle regole democratiche”.

L’importanza nel gesto risiede anche nel fatto che in questo paese nessuna lascia nemmeno lo sgabello e il ruolo di consigliere è sicuramente uno sgabello di prestigio.

Difendere gli interessi della Toscana è la ragione della nascita del gruppo consigliere Più toscana e questa rappresenta una battaglia non solo per Chitignano ma per tutta la regione. Non siamo a priori contro questo tipo di impianti, ma deve essere trovato la più idonea collocazione in un processo condiviso tra tutte le forze politiche e soprattutto la cittadinanza».