di Mauro Meschini – Torniamo a parlare della ciclopedonale dell’Arno e della sua realizzazione in Casentino. Per farlo questa volta abbiamo preso carta, penna e mappa del territorio e provato a immaginare di scendere idealmente da Stia fino a Ponte Buriano seguendo con lo sguardo la punta della matita che abbiamo fatto scorrere lungo il corso del fiume.
Così è un percorso facile e senza intoppi, ma nella realtà come sta andando?
Siamo andati in qualche caso a verificare di persona la situazione e abbiamo anche provato a raccogliere un po’ di informazioni, cercando di visualizzarle anche nello schema che trovate in queste pagine.
Partendo da considerazioni più generali abbiamo avuto conferma che il movimento legato alle due ruote è notevolmente cresciuto, soprattutto negli ultimi anni, ricevendo una forte spinta anche dalla diffusione dell’epidemia da Covid-19 che, almeno per quello che veniva detto nei momenti di più drastica chiusura, sembrava un ulteriore motivo in più per rivedere abitudini e modelli di vita ormai incompatibili con la tutela dell’ambiente.
Anche lo sviluppo della tecnologia ha però avuto un ruolo importante con la nascita delle biciclette elettriche. I prezzi di questi mezzi iniziano ad essere accessibili a molti e le e-bike permettono di avere prestazioni molto simili ad un motorino, in più, il Governo ha previsto un bonus per il loro acquisto e anche nella nostra provincia ci sono già state molte richieste.
Insomma c’è tanta gente che si muove in bicicletta ed è una cosa che sta davvero prendendo.
La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) cinque anni fa aveva circa 150.000 iscritti, oggi sono arrivati a essere 1.250.000. Anche in Casentino ci sono associazioni sportive legate alla bicicletta distribuite su tutto il territorio che raccolgono circa 800 iscritti agonistici: G.S. Poppi, G.S.C. Casentinese e B.P. Motion a Bibbiena, M.T.B. Casentino a Soci, G.S. AVIS Pratovecchio. Si tratta in concreto di un movimento che coinvolge tante persone… e anche tanti potenziali elettori. Probabilmente anche i politici, oggi sempre pronti a seguire i sondaggi e a cavalcare i temi che possono creare facile consenso, hanno capito che questo può essere un bacino più che interessante. Vista così, si capisce un po’ meglio come mai negli ultimi anni si siano versati fiumi di inchiostro per il progetto della ciclopedonale dell’Arno, resta però da capire, al di là della propaganda e degli spot promozionali, come stiano realmente le cose.
Proviamo allora a raccontarlo questo viaggio ricordando subito che nelle varie presentazioni del progetto si era ipotizzato che il tratto dell’alto Casentino avrebbe dovuto essere concluso entro il 2020 mentre la realizzazione dell’intero percorso fino a Ponte Buriano avrebbe dovuto vedere il taglio del nastro entro il 2022. In realtà, come vedremo, ci sono varie criticità anche nel tratto più a nord e in questi anni, mentre non si sono fatti mancare i comunicati stampa e gli annunci, si è forse “dormito” nel portare avanti i lavori. Questo, mentre già lungo il percorso, dove è possibile, ci sono persone che si spostano su due ruote e c’è chi noleggia le bici elettriche. In più ci sono già le ipotesi di allargare il campo, per esempio di arrivare a Romena grazie sempre alle e-bike, oppure già a Bibbiena si punta a prolungare la pista ciclabile di Partina fino a Serravalle, per arrivare poi a Camaldoli.
Le idee non mancano, e per una valle come questa puntare sul turismo verde, sulla bicicletta, sarebbe importante; ma se avremo il percorso completo solo tra qualche anno non sarà proprio il massimo, soprattutto in questo momento in cui qualsiasi opportunità in più potrebbe essere necessaria per costruire un’adeguata risposta complessiva di sviluppo, visto la mazzata che la convivenza con il Covid-19 probabilmente rappresenterà per l’economia del territorio.
Ma torniamo alla nostra cartina e al percorso verso sud che vogliamo affrontare.

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Partendo dal Canto alla Rana a Stia già dopo poche decine di metri nei fatti la ciclopedonale scompare in corrispondenza di un tratto del paese in cui realizzare il percorso non sarà semplice visto i limiti di spazio e la presenza dell’abitato. Fino ad ora non si hanno chiare informazioni su come si pensa di proseguire, a meno che alla fine la scelta non si limiti a qualche linea tracciata sull’asfalto con la vernice gialla. All’altezza delle scuole medie si rientra nel percorso per un altro tratto che porta poi al collegamento con Pratovecchio che si deve fare con bici a mano percorrendo il marciapiede. Questa soluzione, possibile visto la denominazione di “ciclopedonale” attribuita al progetto, aiuta a risolvere situazioni di “imbuto”, ma rende di fatto non pienamente usufruibile il percorso da chi va in bicicletta che, infatti, già adesso spesso decide di spostarsi sulla strada per continuare a pedalare, creando però disagi e possibili situazioni di pericolo. Comunque, a parte il tratto di Stia e uno breve a Pratovecchio ancora mancanti, la ciclopedonale continua già adesso dopo Pratovecchio quasi fino all’altezza di Porrena.
Da qui dovrebbe esserci anche un collegamento con il percorso realizzato verso Castel San Niccolò, adesso però non percorribile per il crollo di un ponte.
In questo tratto del percorso fino a Bibbiena sono previsti tre lotti per la realizzazione della ciclopedonale. Il tratto da Poppi a Bibbiena il 3 agosto 2020 è stato finalmente definitivamente aperto, dopo interventi di ripristino e manutenzione di alcuni danni provocati dal maltempo già nel periodo di realizzazione. Un altro lotto prevede di tracciare una pista lungo l’Arno che parte dalla zona nei pressi del River Piper verso Poppi. In località Strumi la piena ha però portato via 450 metri di argine all’altezza del fiume Roille. In questa situazione seguire il progetto presentato e depositato in Regione e Unione Europea diventa più complicato. Questo ha portato a pensare anche di realizzare un nuovo progetto, che però allungherebbe ancora di più i tempi, sembra quindi che sarà comunque realizzato l’intervento previsto con lavori che partiranno dal mese di aprile del prossimo anno visto che si pensa che durante l’inverno il fronte dell’erosione sarà ulteriormente ampliato. C’è poi un altro lotto, il terzo, sempre tra Poppi e Bibbiena che prevede la realizzazione di ponti e passerelle di collegamento, compresa la passerella sul fiume Corsalone alla confluenza con l’Arno. Quell’attraversamento in questi anni è stato rifatto più volte ma il fiume, nel periodo di piena, ha portato via quanto realizzato, è quindi necessario collocare un ponte vero e proprio, come gli altri già presenti in alcuni punti del percorso. A questi interventi si deve poi aggiungere il percorso da realizzare per l’attraversamento dell’abitato di Poppi, per il quale si potrebbero prevedere soluzioni, magari temporanee, come quella realizzata a Stia con il tratto in cui si devono portare le bici a mano. Anche per Poppi non si hanno ancora notizie definitive sul percorso interno all’abitato, per quello che si vede adesso, l’accesso alla ciclopedonale all’altezza della sede dell’Unione dei Comuni a Ponte a Poppi sembra presentare non pochi disagi e anche elementi di oggettivo pericolo e ci auguriamo che vengano presto trovate soluzioni adeguate per consentire di raggiungere in sicurezza il centro del paese.
Da Bibbiena verso Rassina ormai da un po’ di tempo è possibile utilizzare il percorso in bicicletta, successivamente è previsto di raggiungere Arezzo Ponte Buriano fino alla Chiusa Monaci, dove è già stato realizzato un tratto. In quel punto ci sarà anche il raccordo con la pista ciclabile del sentiero della bonifica. Le due piste si incontreranno proprio a Ponte Buriano dove è già stato collocato un ponte per attraversare il canale della Chiana. Per questa parte del percorso verso sud dopo Rassina siamo però in parte ancora alla fase degli espropri, mentre in alcuni punti non è chiaro da che parte dell’Arno passerà il percorso e quindi c’è anche la possibilità che si possa far riportare in qualche caso la ciclopedonale dentro la SR71. Ricordiamo che proprio questo tratto, anche per quanto riguarda la viabilità ordinaria, sarà interessato da più di un intervento (la seconda variante di Santa Mama e il tratto di collegamento tra Calbenzano e Subbiano), poteva forse essere opportuno integrare i progetti in modo da procedere congiuntamente e non avere possibili situazioni in cui le diverse realizzazioni si trovino in conflitto.
Concludendo e facendo un po’ di conti sembra che ancora sarà necessario del tempo per vedere la conclusione dell’intero tratto Stia – Ponte Buriano, le notizie che abbiamo raccolto, e anche alcune dichiarazioni ufficiali che confermano che solo a primavera del 2021 partiranno i lavori nel tratto vicino a Poppi, ci portano a pensare che, sommando tutti i tempi necessari per realizzare i vari interventi e sperando che non ci siano intoppi, vedremo la ciclopedonale pronta probabilmente non prima del 2023, forse addirittura del 2024.
Questo nonostante che ormai da tempo sia stata fatta una inaugurazione (il tratto Poppi-Bibbiena, aperto “di nuovo” il 3 agosto 2020, sempre alla presenza dell’Assessore Ceccarelli, era già stato incluso nella inaugurazione del 22 settembre 2019 che aveva visto la larga partecipazione degli amministratori casentinesi) e che sia stato pubblicato un libro dedicato al collegamento tra sorgente e foce dell’Arno con tanto di presentazione pubblica.
Vedremo come si evolverà la cosa e, sinceramente, saremo lieti di vedere smentite le nostre previsioni sulla data del vero taglio del nastro. Come abbiamo detto più volte non siamo contro, cosa che non avrebbe davvero senso, un progetto che può rappresentare un “di più” per il Casentino, a noi, e speriamo a molti, sembra eccessivo e fuori luogo il carosello mediatico e pubblicitario, tra l’altro smentito sui tempi, che è stato creato. Resteremo vigili e seguiremo la vicenda nell’interesse dei lettori e di tutti i cittadini, casentinesi e non.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 322 | Settembre 2020)