Se i fiumi di inchiostro utilizzati per scrivere articoli e dichiarazioni usciti sui giornali “amici” per propagandare la fantomatica ciclopista dell’Arno fossero stati camion di ghiaia e terra, oggi ne avremmo già costruite 10 di ciclopiste, con tanto di palizzata in legno, illuminazione e anche tettoia in caso di pioggia… ma, lo sappiamo, di qualcosa si dovrà pur parlare. È meglio catalizzare l’attenzione su questo perché a qualcuno potrebbe venire in mente di interessarsi della situazione della sanità in Casentino, dell’ospedale che perde pezzi, dell’economia che non funziona, dei paesi che vedono diminuire il numero degli abitanti in modo preoccupante… Allora vuoi mettere una bella e “costosa” ciclopista con cui guardare con serenità ad un radioso futuro!

Ma oltre all’opera di “distrazione di massa” c’è da portare avanti anche un minimo di promozione della “grande opera”, soprattutto adesso che si è messo mano ai lavori all’altezza dei paesi di Pratovecchio e Stia che, come presto i cittadini si accorgeranno, saranno molto “ingombranti” e, come ci è stato detto, probabilmente incidono sui costi totali dell’opera in modo non trascurabile visto gli interventi che sono previsti. Ci sono infatti come minimo muri e massicciate da realizzare e protezioni da posizionare lungo la strada principale considerato che la maggior parte del percorso non passa “sull’Arno”, ma nelle strade dei paesi e, soprattutto a Pratovecchio, per un lungo tratto va a incidere pesantemente sulla viabilità principale e l’accesso alle abitazioni. Quando si vedranno cordoli e protezioni posizionate forse si comincerà a capire quanto sia stata superficiale la progettazione di questo intervento, di cui poi resta da chiarire come sarà gestita la manutenzione, perché il rischio di vedere tutto andare in malora in poco tempo, è sempre dietro l’angolo.

In attesa della prossima “giornalata” promozionale non ci resta che ribadire una nostra radicata convinzione: “meglio un Punto Nascita che 10 ciclopiste!

Il Badalischio

P.S. Tanto per ricordare che non è da adesso che noi ci siamo accorti di quanto sia assurdo questo progetto e di come sia pensato con “superficialità”, riproponiamo un mio intervento pubblicato su CASENTINO2000 nel febbraio 2017…