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martedì, 22 Giugno 2021

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Come si sta… uniti? Pratovecchio Stia dopo quattro anni

di Sara Trapani – L’Unione di due o più comuni è sicuramente un tema delicato che in questi ultimi anni ha diviso politici e semplici cittadini, ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi che una fusione può portare? I benefici di un unione sono sicuramente di natura economica, con la nascita del Comune unico infatti,  si ha la possibilità  di accedere a contributi ed incentivi attualmente in vigore per i Comuni che concludono il percorso di fusione. Mentre per quanto riguarda gli svantaggi uno su tutti e sicuramente il fatto che unendo due o più comuni si possa perdere l’identità dei paesi più piccoli, le tipicità.
Anche in Casentino c’è stato un caso di unione, Il 1° gennaio 2014 infatti è stato istituito il comune di Pratovecchio Stia,  mediante la fusione dei comuni contigui di Pratovecchio e di Stia.
Pratovecchio Stia è una delle sette fusioni di comuni approvate nel 2014 in Toscana, insieme ai comuni di Casciana Terme Lari, Castelfranco Piandiscò, Crespina Lorenzana, Fabbriche di Vergemoli, Figline e Incisa Valdarno e Scarperia e San Piero. Successivamente a questa unione nel nostro territorio sono state fatte altre proposte di fusione,  prima tra i comuni di Subbiano e Capolona e poi tra Chiusi della Verna, Ortignano Raggiolo e Bibbiena e tra Chiusi della Verna, Chitignano e Castel Focognano.
Tutti i referendum hanno dato però esito negativo e i comuni hanno mantenuto le proprie autonomie. ll referendum consultivo regionale per la fusione dei comuni di Pratovecchio e di Stia che si è svolto il 6 e 7 ottobre 2013 ha invece dato esito positivo; a Pratovecchio ha risposto Sì il 77,27% dei votanti con un’affluenza alle urne del 49,84% degli aventi diritto. Anche a Stia ha  prevalso il Sì con l’81,20% ed un  affluenza del 52,39%.
Sono passati ormai quattro anni dalla fusione ma cosa sarà cambiato all’interno del nuovo comune casentinese? I due comuni saranno diventati veramente una cosa sola o ancora tra i due paesi è rimasta una po’ di “rivalità”?
Siamo andati in giro per il comune a chiedere direttamente alla gente cosa è cambiato in questi anni con l’arrivo del comune unico di Pratovecchio Stia.
«Io al referendum ho votato SI e sono convinta di aver fatto la scelta giusta, la rifarei – ci dice Chiara.- Secondo me l’amministrazione, nonostante si sia trovata a gestire qualcosa di nuovo sta lavorando bene, soprattutto su turismo e promozione del territorio. Le agevolazioni economiche hanno permesso investimenti e ristrutturazioni altrimenti impensabili. Capitolo a parte per l’associazionismo, ancora nessun segnale di unione da parte di bande musicali, misericordia, donatori di sangue e squadre di calcio, anzi ne è  stata fatta addirittura una nuova.  In questo senso un plauso speciale va fatto sicuramente all’Associazione Pratoveteri , Naturalmente Pianoforte,  e alla Biennale del Ferro Battuto perché sono le uniche due  associazioni che hanno mostrato segni di collaborazione reciproca nell’unico interesse del paese».
«Io  ho votato contro – racconta Beatrice – perché purtroppo convinta del fatto che alcune cose non sarebbero mai cambiate tipo svolgere in contemporanea le varie sagre estive, nei due paesi si fanno le feste nelle stesse date continuando a mantenerle divise come lo sono sempre stati fin dalla preistoria. Non dando la possibilità di partecipare noi alle loro e viceversa; sicuramente il comune è unico ma non si sentono tali le due popolazioni».
«Penso che sicuramente sotto tanti aspetti, in particolare quello economico, l’Unione sia stata abbastanza necessaria  – commenta Alice. – Penso cioè che si sia deciso per l’Unione sopratutto per questo aspetto e non tanto per unire effettivamente due comuni e quindi i rispettivi abitanti anche perché molte cose continuano ad essere gestite separatamente ed organizzate separatamente. L’Unione più significativa e da cui forse in futuro si vedranno davvero due paesi uniti, mentalità unite, volontà che mirano al raggiungimento degli stessi obiettivi tramite mezzi comuni, è l’istruzione, cioè l’Unione delle scuole».
«Le mie abitudini, come quelle degli altri abitanti, non sono cambiate, – ci dice Michela. – Sono state fatte delle migliorie a livello urbanistico, la nuova piazza stazione a Pratovecchio o i giardini dei giochini sia a Stia che a Pratovecchio ma di fatto credo che i due paesi siano rimasti “uguali” e “divisi”».
«Io credo che l’unione  fosse cosa da farsi – prosegue Claudia – credo che i finanziamenti avuti dal comune unico siano stati per ora ben impiegati, rimango tuttavia sorpresa di come, da un’analisi strettamente sociale, venga fuori un acuirsi dei vecchi campanilismi che credevo ormai morti e sepolti: i Pratovecchini guardano cosa viene fatto a Stia, gli Stiani invece a Pratovecchio, e ci si lamenta da una parte e dall’altra per pseudo-ingiustizie da parte dell’amministrazione comunale in modo del tutto anacronistico. Insomma, l’Unione dei comuni c’è stata e funziona amministrativamente parlando, l’Unione dei due paesi e dei loro cittadini è altra cosa».
«Secondo me  non ci sono stati grandi cambiamenti o tanti miglioramenti di servizi ai cittadini. – ci dice Elena – Sicuramente più lavori pubblici grazie ai contributi ma per il resto mi sembra che bene o male sia rimasto uguale a prima».
«Io sono stata favorevole fin dall’inizio – ci spiega Barbara – hanno migliorato strade, giardini pubblici e tanto altro, sicuramente grazie all’unione i soldi da investire sono aumentati e quindi  a mio parere è sicuramente positivo».
«Io devo dire che sono contenta sono stati fatti un sacco di interventi che secondo me hanno migliorato il paese – prosegue Sara – grazie ai contributi si sono potuti fare tanti interventi, miglioramenti che magari se fossimo rimasti ancora divisi non avremmo realizzato proprio per mancanza di fondi».
«Io non sono stata a favore dell’Unione dei comuni, ho votato contro. – ci dice Letizia – Ma per il momento non posso dire di essermi trovata bene o male. Ho notato la differenza solo nella burocrazia degli uffici del comune che ovviamente sono peggiorate ulteriormente, vediamo come proseguirà».
«Al referendum ho votato SI pensando che questa fosse la scelta giusta per il bene dei comuni, ma poi in questi anni purtroppo mi sono ricreduta – si sfoga Anna. – Se potessi tornare indietro voterei No, certo i contributi dovuti alla fusione hanno sicuramente portato a miglioramenti dal punto di vista dei lavori pubblici, ristrutturazioni, giardini e scuole nuove, che forse restando separati non sarebbero stati fatti. La cosa che più mi dispiace però è che nonostante l’unione su carta poi però nella realtà i due paesi siano ancora divisi e parlo a livello delle associazioni, della gente stessa, ci si sente ancora divisi tra pratovecchini e stiani e non ci sentiamo cittadini dello stesso comune».
«Io sono stato contrario fin dall’inizio – ci dice Francesco – se avessi potuto sarei rimasto separato come hanno fatto a Subbiano e Capolona, anche loro sono due comuni vicini ma che hanno scelto di continuare a portare avanti la propria autonomia. Si,a livello di lavori pubblici ci sono stati miglioramenti, questo non lo metto in dubbio, ma a parte questo a noi cosa è cambiato realmente? Ci si sente sempre abitanti di due paesi vicini ma diversi. Il campanilismo c’é sempre stato e sempre ci sarà».
«Per me la fusione è stata la scelta giusta – commenta Lorenzo – Io guardo al bene del paese e fino ad oggi ci sono stati tanti miglioramenti, magari a livello di uffici pubblici non sempre va tutto per il meglio, però credo che invece Pratovecchio e Stia abbiano sicuramente beneficiato di questa opportunità».
«Noi in Casentino siamo stati i primi a dare fiducia ad un unione dei comuni – spiega Elena – però con il passare degli anni e vedendo un po’ anche le scelte fatte negli altri comuni del nostro territorio io non sono poi cosi convinta che questa fosse la scelta da fare. Forse avrei aspettato ancora un po’ e tenuti separati Stia e Pratovecchio, in fondo anche prima  dell’ arrivo dell’ unione non è  che si stava poi cosi male».
Pareri opposti, c’è chi e stato favorevole fin dall’inizio alla fusione, chi contrario e chi invece ha cambiato idea nel corso degli anni. In Casentino ci sono stati comuni che hanno aderito all’Unione e altri che invece hanno deciso di continuare a rimanere vicini ma separati, quale è stata la decisone giusta?
Magari fra qualche anno in Casentino si proverà a fare altre fusioni o invece i comuni continueranno a portare avanti le proprie autonomie, l’importante è  che su tutto vinca sempre il bene del paese e dei propri cittadini.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 292 | Marzo 2018)

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