La crisi economica si fa sempre più dura; i licenziamenti aumentano, la disoccupazione aumenta, la cassa integrazione aumenta, le tasse aumentano,il costo della vita aumenta, il reddito disponibile delle famiglie diminuisce, il Governo opera tagli in tutti i servizi pubblici, gli enti locali fanno altrettanto, le attività imprenditoriali sono sempre più in difficoltà dovendo fronteggiare il calo della domanda e la concorrenza di paesi esteri emergenti.

Tutti in Italia e naturalmente anche in provincia di Arezzo subiscono le conseguenze della pesante crisi economica.
Tutti meno un soggetto.
Questo soggetto si chiama Nuove Acque spa, la società privata, guidata dalla multinazionale francese Suez, che gestisce il servizio idrico in regime di monopolio in 32 comuni della provincia di Arezzo e in 5 comuni della provincia di Siena.

Per loro la crisi non esiste. E quindi, allo scopo di garantirsi lauti profitti, come tutti gli anni, anche il prossimo Capodanno opereranno l’ennesimo aumento del 6,5% delle tariffe del servizio idrico, il massimo annuo consentito per legge. E così le tariffe del servizio idrico aretino che, come evidenzia un recentissimo studio di Altroconsumo sono le più care d’Italia dopo quelle di Firenze, aumenteranno ancora una volta nella misura massima consentita dalla legge.
Sembrerà incredibile ma, come si evidenzia nella tabella sotto riportata, nei tredici anni di gestione privata le tariffe sono cresciute del 201% rispetto alla gestione comunale. Se le tariffe fossero aumentate come è aumentato mediamente il costo della vita oggi dovremmo pagare meno della metà. Ma evidentemente era necessario questo enorme aumento per garantire utili ai gestori privati, che hanno continuato anche in questo ultimo anno e mezzo ad applicare il profitto nelle bollette, nonostante il referendum del giugno del 2011 avesse chiaramente abrogato questa componente.

Gestione Anno Costo effettivo per una famiglia con consumo 200 MC Aumento rispetto alla gestione pubblica Aumento medio del costo della vita Costo teorico con aumento pari al costo della vita Quanto si paga in più
Comune di Arezzo 1999 186,63 186,63
Nuove Acque 2000 259,31 + 39% +1,7% 189,80
Nuove Acque 2012 526,53 + 182% +48% 276,21
Nuove Acque 2013 570,76 + 201% +52% 283,68 287,08

E del resto gli utenti sono impotenti: Nuove Acque gestisce in regime di monopolio e non ci si può rivolgere ad altri soggetti.
Sono aumenti totalmente ingiustificati sia perché gli stipendi del personale sono ormai fermi da anni sia perché alle altissime tariffe fanno riscontro dei modesti investimenti, considerati dal Ministero dell’Ambiente fra i più bassi d’Italia. Peraltro nel 2012 questi investimenti – se si escludono quelli finanziati con risorse degli enti pubblici – si sono praticamente azzerati.

Sono aumenti sui quali i Sindaci e i componenti di parte pubblica del nuovo CDA di Nuove Acque, a partire da Cateni e Valentini, non possono più nascondersi: se è vero che hanno il compito di rispettare l’esito referendario e di non aumentare le tariffe del servizio idrico allora cancellino immediatamente l’aumento e tolgano l’illegittima componente del profitto dalle bollette. Se non lo faranno sarà l’ennesima prova del ruolo subalterno ed irrilevante della politica locale rispetto al soggetto privato sulla gestione del servizio idrico. Ricordiamo infatti che fino ad oggi, all’interno del CdA di Nuove Acque (5 componenti della parte pubblica e 4 della parte privata) le decisioni sono state sempre prese all’unanimità, come se gli interessi dei cittadini e quelli della multinazionale fossero sempre e sistematicamente uguali.