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lunedì, 28 Novembre 2022

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Conticini, Misericordia: «Si sta chiedendo troppo al volontariato»

di Mauro Meschini – Sollecitato dal nostro articolo sulle novità che dovrebbero riguardare il servizio di automedica in Casentino, il Governatore della Misericordia di Bibbiena, Gabriele Conticini ci ha contattato per puntualizzare alcuni aspetti che lì erano stati esposti e per proporre il suo punto di vista in merito ai temi trattati e anche oltre. «Nell’articolo non c’erano inesattezze o altro, mi dispiace solo che spesso le associazioni di volontariato siano prese di mira. O dalla ASL, o dall’opinione pubblica… siamo indicati come responsabili di quello che non va…».

Le garantisco che l’obiettivo di quanto abbiamo scritto era tutt’altro, siamo infatti consapevoli che siete chiamati a fare qualcosa che è deciso altrove, anche questa volta, la scelta di prevedere un volontario che guida l’automedica, è stata fatta da altri…». «Vorrei fare una premessa io sono uno di quelli non del tutto favorevole alla decisione e al momento non c’è la Misericordia di Bibbiena nel calendario dei volontari perché non ne condivido la modalità. Se ci deve essere il volontario in più di supporto al medico e all’infermiere che sono presenti, possiamo parlarne. Ma non si può inserire il volontario perché non ci sono medici da assumere… Poi nell’articolo una nota un po’ stonata era anche dire che qualcuno aderiva per ripianare i bilanci dell’associazione…».

Però l’opportunità di ottenere dei rimborsi è il vantaggio che viene offerto dalla ASL a chi aderisce… «Capisco e mi rendo conto che può anche essere un’affermazione poco criticabile, perché qualcuno lo fa per quel motivo lì, ma non la Misericordia di Bibbiena. Certo è difficile trovare nelle convenzioni con la ASL dei vantaggi economici…».

Passando ad altro. Mi può confermare che già da un po’ di tempo si deve affrontare il problema di alcuni turni dell’automedica in cui il medico non c’è? «Sembrava dovessero essere solo sei giorni in un mese di mancanza del medico, sempre di giorno, ma questo non è stato possibile e le assenze sono state molte di più. Anche alle Conferenze dei Sindaci erano state promesse alcune cose dalla ASL e dagli stessi sindaci che però non si sono concretizzate e abbiamo molte più volte dovuto registrare la mancanza del medico. Siamo arrivati ad ottobre perché doveva esserci il concorso, lo stiamo aspettando… ma nel frattempo è stato proposta l’automedica guidata dal volontario».

Rispetto a questa proposta, sono stati definite le modalità e specificato il quadro in cui sarebbe inserita questa presenza, soprattutto per quanto riguarda le tutele del volontario? «Sarà stipulata una convenzione con le associazioni come avviene per il servizio delle ambulanze. La tutela è garantita da questa convenzione, quindi anche le responsabilità saranno gestite direttamente dalla ASL. Non si parla assolutamente di assunzione di personale perché il rimborso è erogato all’associazione di appartenenza… che non pagherà comunque il volontario… almeno nella Misericordia che rappresento, se dovessimo aderire…».

Quindi per chi svolge il servizio rimane un’attività di volontario? «È un’attività di volontariato, le cifre previste per le associazioni sono quelle indicate nell’articolo. Nelle altre realtà dove questo servizio è già attivo mi risulta che “c’è sempre un medico e un’infermiere” però…».

Quindi è indicato espressamente che c’è sempre il medico e l’infermiere? «Questo è quello che è stato proposto inizialmente, anche perché la legge regionale prevede questo, un’automedica in cui si viaggia in tre: il volontario alla guida, più medico e infermiere…».

Ma come è possibile ipotizzare queste modalità operative se già adesso i turni dell’automedica vedono la carenza dei medici? «Infatti dal mio punto di vista non si può ipotizzare. Sarei favorevole a quello che prevede la legge, non a soluzioni che puntano ad avere comunque l’automedica ma con assenza del medico. Qualche associazione può accettare questa eventualità, come Misericordia di Bibbiena abbiamo fatto una scelta diversa, garantendo una postazione H24 per il servizio ambulanza. Dovremo ricordarci sempre che noi stiamo offrendo la nostra attività di volontariato per svolgere un servizio pubblico, dove spesso però ci sostituiamo a quello che dovrebbe garantire la Regione. Questo non è quello che dovrebbe accadere, anche se visto nell’ottica di una vallata che rischierebbe di avere difficoltà dal punto di vista sanitario cerchiamo di fare il più possibile. Per questo abbiamo inserito anche personale specializzato regolarmente assunto…».

Questa è una vostra scelta? «Solo della Misericordia di Bibbiena. Era necessario fare uno sforzo importante per garantire un servizio alla cittadinanza… Tra l’altro proprio questi operatori, che escono in due con l’ambulanza, erano perplessi da quanto affermato nell’articolo rispetto alla possibilità di essere in due e non in tre come previsto in precedenza… c’era la sensazione di non essere considerati all’altezza… ma posso garantire che la qualità del servizio e della assistenza fornita è pressoché identica… adesso mi dilungherei troppo nello specificare il perché, ma non mancherò di farlo se necessario… io l’avevo considerata una provocazione… però avevo la necessità di puntualizzare che il servizio è comunque garantito e in pieno rispetto delle normative vigenti».

Più che altro il nostro era un modo per sottolineare come la previsione di un equipaggio a tre fosse in grado di dare più garanzie di sicurezza e qualità, certamente senza mettere in dubbio la preparazione e la professionalità degli operatori. Tra l’altro rispetto a questo mi sembra di capire che anche lei considera che un servizio importante come il soccorso in ambulanza e automedica dovrebbe essere integralmente parte del Pronto Soccorso, gestito dal pubblico, e garantito da professionisti? «La qualità e la sicurezza sono date dalla preparazione dei soggetti che operano, e non dal numero… Sicuramente si sta chiedendo troppo al volontariato, che non nasce per sopperire ad un servizio pubblico che dovrebbe essere garantito da una Regione come la nostra. Soprattutto se poi questo servizio viene svolto sottocosto, considerato che il volontario offre la sua opera gratuitamente. In altre regioni come Emilia Romagna, Umbria, Lombardia il servizio è già svolto da professionisti, in Toscana abbiamo questa tradizione del volontariato che però adesso inizia ad essere troppo utilizzata. Oltretutto si richiedono tanti requisiti ai volontari per svolgere il servizio e spesso il loro lavoro è il primo ad essere screditato, mentre non si guardano i limiti e le mancanze dell’organizzazione sanitaria nel suo complesso. Le associazioni di volontariato hanno già fatto presente alla Regione che non è più possibile pensare di gestire così l’emergenza in Toscana…».

Tra l’altro si tratta di un servizio delicato che richiede formazione ma che comporta anche responsabilità… «Sono previsti percorsi formativi molto impegnativi, un volontario come può avere il tempo per rispondere a queste richieste? Anche per le associazioni diventa oneroso investire sulle persone che poi per esigenze personali e familiari possono lasciare o non garantire più la stessa continuità di impegno…».

Forse a questo punto si deve davvero decidere che valore e che importanza si vuole attribuire alla sanità, se la si considera importante sarà necessario investirci e prevedere figure professionali a tempo pieno… «Esatto. Se lo schema per il Casentino prevede l’automedica con medico e infermiere, un’ambulanza infermierizzata più altre due ambulanze BLSD, tutto questo ci deve essere!!! Il volontariato Casentinese si è organizzato perché questo fosse mantenuto… poi volendo si possono fare ulteriori integrazioni, come il volontario nell’automedica, ma non può il volontario sostituire figure professionali specifiche. Non si deve nemmeno accettare il fatto che possa essere cancellata l’automedica perché non ci sono medici, no, ripeto, deve rimanere tutto! Ma non possono essere le organizzazioni del volontariato a dire come deve essere organizzato il territorio e la sanità, non ne hanno le competenze né tantomeno il diritto…. Chi deve discutere con la ASL sono i sindaci, sono loro che devono battersi per non arrivare, per assurdo, anche alla chiusura del Pronto Soccorso di Bibbiena».

Per concludere la vorrei ringraziare per aver voluto contribuire a tenere viva l’attenzione su questo tema. Anche in questa intervista mi sembra siano emersi aspetti che anche il nostro articolo proponeva… «È bene criticare e discutere in merito alle decisioni dei sindaci, della ASL e dei dirigenti delle associazioni, l’unica cosa che mi preme è salvaguardare i nostri volontari. Decisioni sbagliate è giusto che siano criticate, il lavoro dei volontari che offrono ogni giorno il loro tempo per gli altri si deve tutelare. Bisogna sempre sottolineare che chi svolge un qualsiasi servizio è formato appositamente per farlo ed è in grado di svolgerlo al meglio».

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