Telefonata in farmacia. “Pronto, scusi, posso prenotare il vaccino antinfluenzale?” Risposta: “Guardi, la posso segnare, ho un elenco lungo due pagine, ma non sappiamo quando e quanti ne arriveranno. Provi a ritelefonare tra una decina di giorni.”

Telefonata al medico di famiglia. “Pronto, dottore, vorrei fare il vaccino antinfluenzale?” Risposta: “Forse me ne mandano altri… mi dispiace, provi a ritelefonare tra una decina i giorni.”

Questa è la situazione di oggi in Casentino.

Su “La Nazione” del 30 agosto si leggeva: «Il governatore Enrico Rossi vara la strategia del vaccino. Dall’autunno, con il trend di casi in aumento, e le scuole riaperte, diventa fondamentale poter fare diagnosi differenziale per non confondere i sintomi del Covid con quelli dell’influenza. Lo sarà vieppiù negli ospedali, nei pronto soccorso, dove se non si isolano prontamente i probabili casi positivi al coronavirus, si rischia che il contagio faccia danni enormi. Per questo nel corso dell’ultima giunta Rossi ha chiesto che il numero di vaccini da acquistare salga almeno a 2 milioni di dosi, più del doppio di quelle ordinate a Estar negli ultimi anni. La strategia infatti prevede che non siano somministrate solo alle fasce più fragili dei pazienti cronici e degli anziani, ma anche a tutti gli studenti e alle persone che lavorano a contatto con il pubblico. Il bando partirà nei prossimi giorni, ma verosimilmente la campagna di vaccinazione non potrà prendere il via prima di metà ottobre, ovvero due settimane prima rispetto agli altri anni, e in ogni caso quando il ministero darà l’ok. Poi sarà una corsa contro il tempo per vaccinare quante più persone possibile nel minor tempo, proprio per evitare che le sindromi influenzali con i sintomi simili a quelli del Covid possano confondere le diagnosi.»

Certo, il 30 agosto eravamo in piena campagna elettorale e qui ci si preoccupava soprattutto per il posto da assessore del Ceccarelli, ma oggi dove sono finiti i 2 milioni di vaccini annunciati da Rossi?

Perché, in questa situazione, ancora siamo in queste condizioni e tantissimi casentinesi (e toscani) non possono fare il vaccino contro l’influenza? Nei sei mesi persi in cui si è fatto poco e nulla, e il poco è stato fatto quando ormai era troppo tardi, rientra anche questo ritardo, davvero ingiustificabile. Lo avevamo già scritto il 9 ottobre, lo ripetiamo oggi: attendiamo fiduciosi (?!?) e consigliamo a tutti di vaccinarsi contro l’influenza… appena i vaccini saranno disponibili.