Siamo delusi ed indignati dalle nomine che i Sindaci dei comuni che fanno parte di Nuove Acque hanno fatto per il nuovo Cda della società medesima. Dopo che nei referendum di un anno fa i cittadini, praticamente all’unanimità, si espressero per una gestione pubblica e senza profitto dell’acqua (cioè l’esatto contrario di quello che dal 1999 avviene con Nuove Acque), ci si aspettava dai Sindaci un cambio radicale di strategia e di uomini.

Nulla di tutto ciò. Infatti le recenti nomine vanno nel solco della più straordinaria e incredibile continuità: i referendum e il volere di 160.000 aretini è come se non esistessero.

Paolo Nannini, nuovo Presidente di Nuove Acque, è stato uno dei privatizzatori dell’acqua aretina della prima ora, mai pentito. Succede, in perfetta continuità di strategia e dispregio del volere dei cittadini, a Paolo Ricci e Romeo Segoni, anch’essi protagonisti di primo piano nella privatizzazione del servizio idrico aretino.

Degli altri quattro membri di parte pubblica, due (Giancarlo Cateni e Nicola Giannotti), tanto per rimarcare in modo sfacciato la continuità con il passato, già facevano parte del vecchio CDA di Nuove Acque. E, ricordiamo che la parte pubblica del vecchio CDA di Nuove Acque ha avuto sempre occasione di distinguersi per una sistematica accondiscendenza con il soggetto privato (come da stessa ammissione del vecchio Presidente Paolo Ricci).

Il Partito Democratico, unico protagonista delle scelte, conferma quello che da tempo era già chiaro a tutti: l’appoggio di un anno fa ai referendum per l’acqua pubblica e senza profitto era solo ed unicamente strumentale. Strumentale per cavalcare la marea popolare contraria alla privatizzazione del servizio idrico e strumentale per dare un colpo e far fina di opporsi all’allora Governo Berlusconi. Ma in realtà il Partito Democratico ritiene tutt’oggi giusto privatizzare il servizio idrico (la scelta del 1999 è stata addirittura esaltata in un recente comunicato stampa del PD provinciale) e la conseguente esigenza di assicurare profitti ai soggetti privati. In sostanza il PD se ne frega del volere dei cittadini e tira avanti per la sua strada, indifferente a tutto, come se vivesse in un altro pianeta.

Quanto al Partito dei Comunisti italiani e al suo segretario aretino Giancarlo Cateni rileviamo che fare parte del Comitato sostenitore dei Referendum, evidentemente per fare bella figura agli occhi dei cittadini, e poi comportarsi in modo esattamente opposto nelle stanze di potere è semplicemente indecente e vergognoso.

Se c’era ancora qualcuno che voleva sapere perché la politica e i politici sono così invisi alla generalità dei cittadini la nomina del CDA di Nuove Acque dà la risposta, purtroppo l’ennesima di questi tempi.

E se qualche sindaco (tipo il Vignini di Cortona) crede che dichiarazioni diplomatiche e furbe possano abbindolare i cittadini, presto vedrà in quale errore è caduto. Da oggi infatti niente più scuse: la cattiva gestione di Nuove Acque, gli aumenti di tariffe, etc. saranno direttamente imputabili ai Sindaci che con questo passaggio hanno segnato la strategia futura di Nuove Acque: continuare a fare come nel passato.

Infine, per quanto riguarda noi del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, l’indignazione provocata da questa vicenda supera la delusione. Da domani ricomincerà la lotta, sempre più determinata anche per la consapevolezza di avere il consenso della stragrande parte dei cittadini, per una gestione pubblica, partecipata e senza profitto dell’acqua aretina.

Comitato Acqua Pubblica