Da 6 anni non vedono un euro di aumento di stipendio. Sono tutti i lavoratori delle aziende che applicano il Contratto Nazionale conosciuto come quello delle “pulizie” – ricorda Marco Pesci della Filcams CGIL di Arezzo. – In questo modo hanno accumulato una perdita di potere di acquisto per ogni dipendente che si traduce in migliaia di euro”.

La contrattazione tra sindacati e imprese dei settori pulizie, servizi integrati/multiservizi è sostanzialmente ferma. “Le richieste che le imprese fanno per rinnovare il Contratto sono insostenibili e fortemente peggiorative e dopo anni di inutili trattative siamo nuovamente giunti ad una mobilitazione generale”.

Domani, venerdì 31 maggio, sarà quindi sciopero generale del settore e una manifestazione si terrà a Roma. Molti i lavoratori aretini interessati. Ricorda Pesci: “le attività in appalto nelle quali si fa ricorso a questo contratto sono in scuole, ospedali, uffici pubblici di Enti Locali, mense ed in molte altre realtà. Mi riferisco ad aziende private nel settore industriale ma anche agli alberghi dove la figura della cameriera, fatto salvo rari casi, non è dipendente dell’albergo ma in appalto con imprese di pulizie. Persone che per lo più lavorano part time con redditi che a volte non superano i 400 euro mensili”.

L’esempio che la Filcams Cgil giudica più clamoroso è quello dello sportello CUP dell’ASL di Arezzo. “Dopo la dichiarazione di stato di agitazione proclamata ormai molti mesi fa – sottolinea Marco Pesci –  non siamo riusciti a fare concreti passi in avanti. Se da un lato abbiamo la positiva esperienza dei tavoli regionali che stanno producendo garanzie per la qualità del lavoro e del servizio in appalto, dall’altro in provincia di Arezzo si continua a scaricare sull’appalto CUP una massa enorme di attività tecnico amministrative senza nessun confronto con le organizzazioni sindacali, badando solo al massimo risparmio e senza verificare la reale sostenibilità della cosa da parte dei lavoratori in appalto”.

Le lavoratrici ed i lavoratori del CUP di Arezzo aderiranno così allo sciopero e alla manifestazione del 31 maggio, in sostegno del loro Contratto Nazionale di Lavoro e “con la ferma intenzione di contrastare una prassi per la quale si scaricano sugli appalti tutte le contraddizioni di un sistema che non riesce a dare risposte adeguate ai cittadini. Non è possibile – conclude Pesci – che siano sempre i lavoratori più deboli a pagare. Le imprese hanno forti responsabilità in tutto ciò ed è urgente una riflessione sul sistema dei servizi in appalto ed un impegno maggiore anche sul fronte delle istituzioni, le quali sono spesso le committenze degli appalti”.