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giovedì, 20 Giugno 2024

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Emergenza Fentanyl?

di Gemma Bui – Lo chiamano “la droga degli zombie”: è il Fentanyl, una sostanza che trasforma chi la consuma in “un morto che cammina”. Scopriamo di più su una droga – nata come farmaco – che negli ultimi anni ha generato una vera e propria emergenza sanitaria negli Stati Uniti, e che adesso sta iniziando a diffondersi anche in Europa.

Composizione, Utilizzo Clinico e Psicotropo La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, definisce «il Fentanyl un analgesico che agisce principalmente sul recettore μ-oppiaceo, e che con i suoi derivati viene utilizzato come anestetico e analgesico sia in medicina che in veterinaria. I suoi sali compaiono in forma di polveri bianche granulari o cristalline. Le formulazioni farmaceutiche si presentano come soluzioni ad uso iniettivo, cerotti transdermici, o ancora pasticche per uso transmucoso orale. Oltre l’uso clinico, il Fentanyl può presentarsi in formato illegale come polvere impalpabile di colore giallo, chiamata in gergo “Persiano Bianco”, e a volte “trip di carta” (oltre a molti altri soprannomi, quali “Dragon’s Breath”, “White Girl”, “Dance Fever”, “Tango & Cash”). La polvere di Fentanyl viene anche fumata o assunta per via intranasale. Il Fentanyl provoca stordimento ed euforia; tra i suoi effetti collaterali più comuni figurano nausea, capogiri, vomito, affaticamento, mal di testa, costipazione, anemia ed edema periferico. L’uso ripetuto sviluppa rapidamente – nel giro di pochi giorni – tolleranza e dipendenza. Non appena si interrompono le somministrazioni, subentrano i sintomi tipici dell’astinenza (sudorazione, ansia, diarrea, dolore alle ossa, crampi addominali, brividi o “pelle d’oca”). Interazioni gravi si sviluppano quando si mischia il Fentanyl con eroina, cocaina, alcool ed altri depressori del sistema nervoso centrale, come le benzodiazepine. L’overdose comporta una depressione respiratoria; può anche subentrare una morte improvvisa per arresto cardiaco o grave reazione anafilattica. Negli esseri umani sono sufficienti 2 mg di Fentanyl per causare la morte. In Europa e negli Stati Uniti si è registrato un numero significativo di morti a seguito dell’ingestione di fentanili sintetizzati o “creati” illecitamente. Per quanto riguarda tali fentanili non farmaceutici, molti decessi sono stati legati all’uso di eroina combinata con il Fentanyl o con uno dei suoi vari potenti analoghi. Test sugli animali condotti dal gruppo di ricerca della Janssen Pharnaceutical hanno dimostrato che la potenza analgesica del Fentanyl è fino a 470 volte superiore a quella della morfina. Il Fentanyl, insieme ad altri 13 fentanili, è contemplato dall’Allegato I della Convenzione Unica sugli Stupefacenti del 1961. In Italia, insieme a circa altri trenta analoghi, è inoltre annotato nella Tabella I delle Sostanze Stupefacenti, di cui al D.P.R. n. 309/1990».

La Crisi Americana Secondo l’analisi dell’Istituto Mario Negri, «la crisi degli oppioidi negli Stati Uniti rappresenta la più grave emergenza sanitaria pubblica dal secondo dopoguerra. Alla base di questa crisi le ragioni del mercato, che hanno avuto la meglio su quelle della salute pubblica: le aziende produttrici, a partire dagli anni ’90, hanno infatti incentivato i medici a prescrivere oppiacei ad alti dosaggi, creando una dipendenza che è andata ben oltre la prescrizione medica. In questo modo sono aumentati anche i profitti del mercato illegale. Nella prima metà del 2010 il Fentanyl si è sostituito all’eroina, in quanto sostanza molto più economica dal punto di vista del volume, più facile da produrre e da trasportare. A differenza di altre droghe, inoltre, è vendibile anche online, nel dark e deep web. Dal 2015 in poi l’overdose di Fentanyl è diventata overdose di Fentanyl associato ad altro, ossia stimolanti come metanfetamina, cocaina, crystal meth. Il numero dei decessi che coinvolgono sia il Fentanyl che gli stimolanti aumenta di anno in anno: “Di oltre 50 volte tra il 2010 e il 2021”, secondo una delle ultime ricerche sul tema, condotta dall’Università della California e pubblicata sulla rivista Addiction».

«La diffusione di Fentanyl ha provocato negli Stati Uniti una vera e propria emergenza, con circa 100.000 morti nel 2022 – si legge su Il Sole 24 Ore –  i sequestri di Fentanyl e analoghi effettuati dalla Drug Enforcement Administration hanno raggiunto livelli record, per un totale di oltre 6 tonnellate in polvere e 59.6 milioni di compresse contraffatte, in quantità equivalenti a oltre 398 milioni di dosi letali». Per Il Tascabile «secondo i calcoli dei Centers for Disease Control and Prevention, di Fentanyl e altri oppioidi muoiono già oltre 80.000 cittadini americani ogni anno: più di 200 decessi al giorno, 9 all’ora». Il Fentanyl è un fenomeno così dilagante da essere entrato rapidamente anche nella cultura di massa, specie attraverso serie TV e documentari prodotti e distribuiti dalle principali piattaforme di streaming, con titoli come “Ten Dollar Death Trip”, “Dope», “Painkiller” e “Dopesick”.

L’Interesse della Criminalità «La Cina è in assoluto il maggior produttore di oppioidi sintetici al mondo – afferma il criminologo Vincenzo Musacchio sulle pagine di RaiNews. – Seguono a ruota il Messico, l’Afghanistan e il Canada. Il Fentanyl, ovviamente, è prodotto per uso medico legalmente in molti Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Olanda, Belgio, Italia e Svizzera. La maggior parte del Fentanyl illegale proviene naturalmente da laboratori clandestini». Per Il Sole24Ore, a livello europeo, essi sono collocati «principalmente in Portogallo e Gran Bretagna. Nel 2021, gli Stati membri dell’UE hanno riportato 137 morti correlate a Fentanyl». La sostanza – che secondo l’intelligence italiana avrebbe già colpito l’attenzione e l’interesse della ‘Ndrangheta – “fa gola” alla criminalità, in quanto particolarmente “produttiva”. «Da un kilogrammo di polvere di Fentanyl al costo di 10.000 euro – continua Musacchio – è possibile produrre un milione di mini pasticche, che vendute a 20 euro l’una fruttano sul mercato 20.000.000 di euro».

Il Piano del Governo Italiano e la Situazione Locale Come si legge su nurse24.it, in occasione della conferenza stampa di presentazione del “Piano Nazionale di Prevenzione Contro l’Uso Improprio di Fentanyl” nel Marzo scorso, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha «scongiurato un’attuale emergenza Fentanyl nel nostro Paese. Obiettivo del piano di intervento è scongiurare la diffusione del Fentanyl sul territorio nazionale e sensibilizzare i cittadini, soprattutto giovani, sulla pericolosità della sostanza, che ha effetti devastanti se assunta per scopi diversi da quelli sanitari. Il Piano è stato elaborato dal Dipartimento Politiche Antidroga, dopo l’allarme lanciato a Febbraio dalla direzione della Prevenzione del Ministero della Salute alle Regioni e ai NAS. Condiviso con il supporto di diversi Ministeri (della Salute, dell’Istruzione e del Merito, dello Sport e i Giovani), il Piano definisce dettagliatamente le attività di prevenzione per intercettare ed impedire l’accesso e la diffusione illegale in Italia del Fentanyl e dei suoi analoghi, la sua diversione per usi non sanitari, nonché la gestione di una ipotetica emergenza. Il Piano del Governo prevede un efficace scambio di informazioni attraverso un’alleanza tra Ministeri, Dipartimento Nazionale Antidroga, Polizia ed Intelligence, Agenzia delle Dogane. Secondo la Società Italiana di Farmacologia (SIF) il sistema di prescrizione di oppioidi italiano è regolamentato in maniera stringente (Legge n. 38 del 15 Marzo 2010), pertanto si ritiene che un abuso di oppioidi come negli Stati Uniti sia davvero improbabile, tuttavia non escluso. È quindi necessario monitorare con attenzione il fenomeno.

“L’attivazione di questo Piano Nazionale di prevenzione è assolutamente prioritario perché anticipa un problema che altrove è già una emergenza conclamata”, ha dichiarato il presidente della SIF Giuseppe Cirino». È notizia di poche settimane fa il reperimento di una dose composta al 50% di eroina, 30% di codeina, 15% di Diazepam e 5% di Fentanyl sequestrata a Perugia, a seguito del quale la Procura ha aperto un’indagine contro ignoti. Scrive l’ANSA: «il Sistema Nazionale di allerta rapida coordinato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga si è attivato, e dal Ministero della Salute è partita una nota agli Assessorati alla Sanità di tutte le Regioni affinché sollecitino le strutture che si occupano di dipendenze ad «informare le persone che fanno uso di sostanze dei gravissimi rischi per la salute”».

Dice il responsabile terapeutico e medico infettivologo della Comunità di San Patrignano, Antonio Boschini, «il problema del Fentanyl che si sta verificando in America, secondo il nostro punto di osservazione, non è ancora presente in Italia. L’America al momento sta assistendo alla terza ondata di un’epidemia iniziata in realtà 20 – 30 anni fa col consumo di oppioidi, che al tempo venivano prescritti con ampia liberalità; oggi ovviamente si sta facendo invece marcia indietro. Alla prima ondata è seguita una crisi di overdosi da eroina, poi da Fentanyl, e adesso in realtà è già in corso una quarta ondata, in cui esso viene mischiato a mentanfetamine e stimolanti. A San Patrignano comunque ad oggi non risultano utenti consumatori di Fentanyl».

A livello locale, la Dott.ssa Serenella Sassoli, responsabile Ser.D. Zona Casentino, afferma che «in Casentino ufficialmente ad oggi non risultano pazienti in uso o in cura, e che i dati a cui fare riferimento rimangono quelli del Ministero della Salute».

Fonti: Dipartimento Politiche Antidroga, Ministero della Salute, Food and Drug Administration, Drug Enforcement Administration, Istituto Mario Negri, Il Sole 24 Ore, RaiNews, Nurse24.it, Il Tascabile, ANSA

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