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martedì, 9 Giugno 2026

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Ex Ferrel: un nodo urbano da ripensare

di Francesco Meola – Negli ultimi mesi a Strada in Casentino si è tornati a discutere con insistenza dell’area ex Ferrel, uno spazio dismesso da anni e collocato in una posizione strategica all’ingresso del paese. La discussione pubblica si è riaccesa dopo che l’Amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di portare avanti un progetto di recupero che trasformerebbe la zona in un nuovo parcheggio pubblico, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire la pressione della sosta e migliorare la fruibilità dei servizi.

Secondo le prime ipotesi, l’intervento consisterebbe nella demolizione delle strutture residue ormai irrecuperabili, nella realizzazione di un parcheggio di superficie in grado di servire residenti e utenti dei servizi, nell’inserimento di alberature e fasce verdi per mitigare l’impatto visivo e in un riordino della viabilità circostante, con percorsi pedonali più sicuri e un accesso carrabile più funzionale. Un progetto essenziale, pensato per restituire ordine e utilità a un’area da tempo abbandonata.

Come spesso accade quando si parla di trasformazioni urbane, il dibattito si è subito polarizzato. Da una parte c’è chi sostiene che un parcheggio rappresenti una risposta concreta a un’esigenza reale, oltre che un modo per recuperare finalmente uno spazio lasciato per anni a sé stesso. Dall’altra, molti cittadini ritengono che destinare un’area così centrale a una semplice zona di sosta sia una scelta riduttiva, incapace di valorizzare davvero il potenziale del luogo. In tanti avrebbero preferito un piccolo parco, un’area polifunzionale o uno spazio dedicato ad attività sociali e culturali. Tra le voci critiche figura anche quella del consigliere di minoranza Daniele Fabiani, che ha scelto la nostra testata per esprimere le sue perplessità.

Com’è la situazione dell’area su cui si sta intervenendo? «L’area è degradata da tantissimi anni. Parliamo di un’ex zona produttiva abbandonata, lasciata andare completamente, ormai diventata brutta da vedere e anche poco sicura. Era evidente che servisse un intervento serio di bonifica e sistemazione, perché così non poteva più rimanere».

A quanto ammonta il finanziamento e come verrà utilizzato? «La Regione ha stanziato circa 540.000 euro. Può sembrare una cifra importante, ma in realtà – tra bonifica, asfaltatura, sistemazione generale e la realizzazione di qualche gradone o di uno spazio tipo anfiteatro – quei soldi bastano appena. Non ci sono margini per fare opere più ambiziose, come coperture o strutture permanenti. Il budget copre solo l’essenziale».

Il Comune ha dovuto investire risorse proprie? «No, il finanziamento è arrivato a costo zero per il Comune. Il sindaco ha semplicemente colto un’opportunità regionale già disponibile. Non ha mai enfatizzato troppo l’importanza del contributo, ha sempre detto che era una possibilità da sfruttare e così ha fatto».

Che cosa prevede concretamente il progetto? «Il progetto è molto semplice: un parcheggio, una fila di alberi e uno spazio ribassato con un gradone che potrà essere usato per piccole attività, come ballo, giochi o eventi informali. È prevista anche una piccola struttura di servizio che potrà essere utile per cene, pranzi o piccoli spettacoli. Non ci saranno punti di ristoro veri e propri né edifici aggiuntivi, perché alcune idee iniziali sono state scartate per mancanza di fondi».

È previsto un collegamento con la pista ciclabile? «Sì, la pista ciclabile già esistente confinerà con l’area riqualificata. Il collegamento è minimo, parliamo di pochi metri, quindi non rappresenta un intervento particolarmente complesso».

Qual è la vostra posizione, come minoranza, su questo intervento? «Partiamo dal presupposto che qualcosa andava pur fatta: l’area era davvero in condizioni pessime e la bonifica rappresenta ovviamente un miglioramento evidente. Per quanto concerne i costi, anche se alti, sono giustificati da sicurezza, IVA, progettazione e oneri tecnici. Detto questo, secondo noi lo spazio ha molto più potenziale rispetto a un semplice parcheggio; ad esempio, potrebbe diventare un luogo di aggregazione, uno spazio sociale fruibile tutto l’anno, un punto per attività culturali o ricreative».

A che punto sono i lavori? «I lavori stanno andando avanti molto velocemente. Da quello che vedo, dovrebbero concludersi nel giro di pochi mesi. Il cantiere procede senza particolari intoppi».

Cosa pensate di fare una volta terminati i lavori? «Una volta conclusa la riqualificazione, vogliamo tornare sul tema. L’idea è capire come l’area verrà effettivamente utilizzata e, se necessario, proporre sviluppi ulteriori. Solo a lavori ultimati potremo prendere una posizione più netta e valutare se ci sono margini per trasformare lo spazio in qualcosa di più di un parcheggio».

Siete disponibili a riaprire il confronto in futuro? «Assolutamente sì. Siamo disponibili a parlarne di nuovo nei prossimi mesi. Una volta sistemata, l’area potrebbe offrire opportunità molto più interessanti rispetto a quelle previste oggi, e sarà importante capire come valorizzarla davvero».

L’area ex Ferrel è oggi un vuoto urbano che attende di essere riempito di senso. Il progetto del parcheggio ha il merito di riportare attenzione su uno spazio dimenticato, ma apre anche una riflessione più ampia sul modo in cui Strada in Casentino immagina il proprio futuro. La sfida sarà non accontentarsi della soluzione più semplice, ma trovare un equilibrio tra funzionalità, qualità urbana e identità del territorio. Perché un paese cresce davvero solo quando sceglie di investire non solo negli spazi che usa, ma negli spazi in cui crede.

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