di Marco Roselli – La vitivinicoltura in Toscana e non solo non sta attraversando un buon periodo. Le campagne salutistiche contro il vino (magari a favore delle bibite gassate), le limitazioni imposte dal codice della strada e la riduzione dei mercati, hanno messo in grave crisi soprattutto le cantine sociali, i piccoli produttori all’ingrosso, ma anche la vendita dell’imbottigliato. Il risultato è che il vigneto Toscana è in crisi, con delle fortunate eccezioni costituite da nuovi territori, come quello casentinese, che hanno le potenzialità per diventare veri e propri “brand”.
Al momento le nuove zone vitate hanno piccole superfici e conseguentemente l’incidenza delle malattie del vigneto è ancora modesta, tuttavia, non tutti i patogeni sono uguali, alcuni sono più temibili di altri, tanto da essere sottoposti a “Lotta Obbligatoria”. Uno dei più pericolosi è la Flavescenza dorata, un giallume della vite causato da un organismo microscopico ma potenzialmente letale per la pianta. Il guaio è che la malattia, una volta insediata nel vigneto, si propaga facilmente da pianta a pianta a causa dell’insetto che la trasporta, lo Scafoideo.
Flavescenza dorata è una malattia molto pericolosa per la viticoltura e per questo motivo l’organismo nocivo ad essa associato (Grapevine flavescence dorée phytoplasma – EPPO: PHYP64) è definito organismo da quarantena rilevante per l’Unione Europea.
La diffusione di questo fitoplasma è prevalentemente legata al suo principale insetto vettore, Scaphoideus titanus (Hemiptera Cicadellidae), originario del Nord America e da tempo diffuso anche in molte zone della regione. Le misure di lotta obbligatoria contro Flavescenza dorata (di seguito FD) ed il suo vettore si applicano a tutti i soggetti che coltivano la vite (Vitis vinifera L. e Vitis spp.) a qualunque scopo sul territorio della regione Toscana. Si applicano inoltre alle aree non agricole o con presenza di viti inselvatichite e ai vigneti abbandonati posseduti o condotti a qualunque titolo da operatori professionali e non professionali.
Flavescenza dorata La flavescenza dorata è una fitoplasmosi appartenente al gruppo dei giallumi della vite. Il nome viene attributo dalla colorazione giallo – dorata che assumono le foglie, i tralci ed i grappoli di vitigni a bacca bianca, una volta colpiti dal patogeno. L’agente che causa la malattia è un fitoplasma, ossia un organismo riconducibile a un batterio appartenente alla classe dei Mollicutes, la cui sopravvivenza è possibile solo all’interno della pianta ospite e dell’insetto vettore. I fitoplasmi si insediano nei tessuti dell’ospite provocando il blocco della linfa elaborata e inducendo uno squilibrio delle attività fisiologiche dalla pianta stessa. I sintomi sono variegati a seconda dei vitigni e degli organi interessati, tuttavia, quello che è necessario sapere è che se non controllata la malattia porta alla distruzione dell’intero vigneto. La malattia è talmente pericolosa da essere sottoposta a quarantena e lotta obbligatoria secondo il decreto ministeriale nº 32442. Le uniche attività possibili contro questa malattia consistono in azioni di prevenzione. In primo luogo è necessario acquistare barbatelle certificate; successivamente, in caso di sintomi, anche solo con poche foglie alterate, è fondamentale contattare i servizi fitosanitari regionali e adottare i protocolli di difesa.
Cosa dice il nuovo decreto regionale 8810 del 24/04/2026 Il Servizio Fitosanitario della Regione Toscana (SFR), nell’ambito delle azioni per contrastare questo organismo nocivo, con il decreto 8810 del 24 aprile 2026 ha approvato l’aggiornamento del Piano di azione per la Flavescenza dorata della vite nel quale si indicano, come di consueto, le modalità tecniche operative e le misure di lotta fitosanitaria obbligatoria necessarie per impedire o comunque limitare l’ulteriore diffusione della malattia e del suo vettore.
Le misure fitosanitarie di lotta obbligatoria alla Flavescenza dorata della vite sono descritte nell’Allegato 1 del decreto indicato, mentre nell’ Allegato 2 sono riportati in dettaglio l’elenco delle zone delimitate e le elaborazioni cartografiche (zone infestate, zone cuscinetto e zone contenimento) insieme alla lista dei principi attivi autorizzati per il contenimento del vettore.
In pratica Il nuovo decreto si applica a tutte le superfici vitate senza distinzione. Il territorio regionale è stato mappato in base alla diffusione della malattia e del suo vettore.
Le zone sono così definite:
Zona indenne senza presenza accertata di S. titanus Le zone indenni in cui non è stata accertata la presenza di S. titanus sono assoggettate ad attività di indagine per la ricerca della malattia e del vettore da parte del SFR e in via volontaria dai conduttori delle superfici vitate.
Zona indenne con presenza accertata di S. titanus Le zone indenni in cui è stata accertata la presenza di S. titanus sono soggette ad un maggior rischio di diffusione epidemica da parte di FD e dunque vengono sottoposte a misure di controllo obbligatorio dell’insetto vettore e ad attività di indagine sulle piante, al fine di prevenire l’introduzione del fitoplasma associato alla malattia. Qui ritroviamo i comuni di Bibbiena, Castel San Niccolò, Ortignano Raggiolo, Poppi, Pratovecchio – Stia, Talla, Subbiano, Capolona, Arezzo ma anche altri in Valdarno, Valdichiana e Valtiberina.
Zona infestata in eradicazione È dichiarata “zona infestata in eradicazione” ogni superficie con presenza di vite in cui sia stata accertata ufficialmente la presenza di FD. In queste zone si punta alla bonifica dei vigneti.
Zona infestata in contenimento Si definisce “zona infestata in contenimento” un’area in cui è stata comprovata la presenza di FD e dove la malattia ha raggiunto una diffusione tale da non far ritenere possibile la sua eradicazione.
La cartografia, in aggiornamento in base all’evoluzione del patogeno, è consultabile presso questo sito internet: https://fitosirt.regione.toscana.it/mod_fitosirt_cartopublic_new#/avversita/425/piano/0.
Nella nostra provincia abbiamo il territorio del Valdarno fino a Castiglion Fibocchi con zone delimitate “in eradicazione” il che significa che, se i viticoltori osserveranno le misure di contenimento, la malattia sarà potenzialmente estinguibile. A titolo informativo diremo che la zona dell’alta Toscana, indicativamente da Altopascio fino al confine con la Liguria, è in contenimento e significa che quei territori viticoli non spurgheranno mai la malattia.
Monitoraggio della malattia Il monitoraggio del vigneto è finalizzato a rilevare precocemente i sintomi della malattia ed ha intensità e frequenza diverse a seconda che il vigneto si collochi in una zona infestata oppure in una zona indenne.
Nelle zone indenni, il monitoraggio di detti sintomi può essere effettuato mediante controllo visivo a campione sulle superfici vitate, al fine di individuare tempestivamente l’eventuale presenza della malattia.
Ogni qualvolta vengano rilevati sintomi attribuibili a FD, in zone cuscinetto o in zone indenni, i proprietari\conduttori di tali superfici sono obbligati a segnalare al SFR la presenza di piante sintomatiche tramite posta elettronica all’indirizzo email flavescenzadorata@regione.toscana.it , inviando la scheda di segnalazione.
Monitoraggio del vettore Scaphoideus titanus Le attività di monitoraggio di S. titanus hanno lo scopo di rilevare e stimare, tramite l’esame visivo della vegetazione e l’impiego di apposite trappole, la presenza e la consistenza della popolazione dell’insetto.
Trattamenti insetticidiI trattamenti previsti dal protocollo riportato di seguito sono applicabili dal 15 maggio al 30 giugno tuttavia, in caso di rilevamento di un elevato numero di adulti attraverso le trappole cromotropiche, è possibile intervenire anche oltre la suddetta data.
Per l’effettuazione dei trattamenti insetticidi contro S. titanus è ammesso l’utilizzo delle sole molecole elencate nella SCHEDA C dell’allegato 2 al decreto, “Delimitazione del territorio regionale per Flavescenza dorata e definizione dei principi attivi per l’attuazione della lotta obbligatoria contro il suo vettore – anno 2026”.
Conclusioni La Flavescenza dorata è una malattia molto pericolosa per i vigneti in quanto può arrivare a uccidere le piante in breve tempo ed è propagabile da una pianta all’altra, visto che il suo vettore, l’insetto Scaphoideus tinanus è un cicadellide con apparato boccale pungente, che si sposta con facilità ed è piuttosto tenace. Pur compiendo una sola generazione all’anno si diffonde rapidamente ed è prolifico dato che una femmina può deporre fino a 24 uova.
E’ utile ricordare che le piante deboli perché vecchie o con una cattiva regimazione delle acque (soggette a ristagno idrico), sono più soggette ad essere colpite dalla FD. Tuttavia anche quelle giovani possono averla “in pancia” fin dal vivaio (per questo le barbatelle devono essere certificate). C’è anche da ricordare che questo tipo di insetto non gradisce la luce solare diretta (per quello bisogna guardare la superficie inferiore delle foglie) pertanto, le attività di gestione della chioma quali la sfogliatura, la cimatura e la spollonatura gli peggiorano l’esistenza.
Se la Peronospora della vite può compromettere il raccolto, la Flavescenza può arrivare a compromettere un intero vigneto e comportare l’estirpazione coatta. E’ quindi bene prendere coscienza del problema in modo da riconoscere precocemente eventuali sintomi, soprattutto in quelle zone in cui si stanno facendo consistenti investimenti.

Bibliografia SFR (Servizio Fitosanitario Regione Toscana) – Opuscolo Flavescenza dorata Entomologia applicata – Edagricole.


