Cambiano i nomi, si annunciano inaugurazioni in grande stile ma per i lavoratori la vita in Agorà rimane sempre la stessa: si riscuote quando capita”. Alessandra Ricciarini, responsabile del settore cooperazione sociale in FP Cgil, sottolinea che gli stipendi di molti addetti continuano ad essere arretrati: in alcuni casi devono essere ancora pagati quelli di settembre.

Non comprendiamo la strategia di questa cooperativa. O meglio: abbiamo il fondato sospetto che tra i suoi elementi fondanti ci sia il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori. Non ci sono soltanto gli stipendi – commenta Ricciarini. C’è un clima interno che sembra far leva sulla crisi occupazionale generale e quindi sul tentativo di affermare una logica che un lavoro qualsiasi è meglio di niente. In questo clima è difficile affermare i diritti dei lavoratori e si concretizzano accordi separati con una solo sigla sindacale, la Fisascat Cisl, poi sostanzialmente smentiti da una sentenza dalla sezione lavoro del tribunale di Arezzo dell’ottobre scorso che ha ritenuto illegittimo l’”accordo di prossimità”. Come Fp Cgil riteniamo che questa situazione non sia utile a nessuno: né ai lavoratori, né agli utenti dei servizi e nemmeno alla stessa cooperativa”.

Il sindacato non ha chiara nemmeno la ragione della trasformazione del nome: “sembra che adesso ci siano due distinte cooperative sociali. La “Residenze per anziani” si occuperebbe appunto della terza età mentre “Residenze riabilitative” del disabili. Per quali ragioni sono state attuate queste modifiche? Sono in funzione delle gare d’appalto? E, soprattutto, qual è il futuro dei lavoratori?”. La Fp Cgil evidenzia una contraddizione: “sembra che nei prossimi giorni verrà inaugurata in grande stile la nuova struttura per anziani in Corso Italia ad Arezzo. Si tratta di un investimento consistente: come si concilia con quella che sembra essere una cronica difficoltà ad erogare in modo normale gli stipendi?”

Alessandra Ricciarini sintetizza le richieste della Fp Cgil: “la cooperativa Agorà o le due nuove annunciate, devono rispettare i contratti e i diritti dei lavoratori. Se gli enti pubblici pagano in ritardo, la cooperativa deve essere in grado di avere una sua autonomia finanziaria per coprire gli eventuali ritardi. Gli enti pubblici, da parte loro, devono rispettare gli obblighi sui tempi di pagamento ma devono anche accertarsi che chi vince le gare rispetti, a sua volta, i contratti e le scadenze salariali. Quindi i diritti, sia dei lavoratori che, conseguentemente, degli utenti”.