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giovedì, 30 Giugno 2022

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Fusione Bibbiena Ortignano: chi ha paura di Bernardini?

E’ nostra abitudine dare spazio a tutti e di far sentire anche le voci che non avrebbero spazio. Ci stiamo avvicinando alle elezioni e il momento si fa più delicato. Gradiremmo sapere (noi, ma pensiamo soprattutto i tanti lettori di questo sito) chi è e cosa rappresenta il “Movimento Arturo Casentino” visto che non è un movimento politico riconoscibile e che si parla di “Noi ci impegneremo a combatterlo politicamente…” e “La nostra posizione sul referendum non sarà certo condizionata…” Di chi e cosa stiamo parlando?
L’ipotizzata fusione dei comuni di Bibbiena e Ortignano è diventata una delle polemichette locali dell’estate. E sta prendendo una piega che a noi non piace. Non si discute più della utilità o meno della fusione tra i due comuni, ma di Bernardini e della sua probabile ricandidatura.Abbiamo visto richieste di singoli politici e forze politiche chiedere a Bernardini di dichiarare fin da ora che, comunque, lui non si ricandiderà. E perché dovrebbe farlo? Noi abbiamo più volte espresso la nostra opinione sulla vicenda. Ribadiamo ancora una volta che la debolezza del Casentino è la diretta conseguenza del suo frazionamento istituzionale. E di una mentalità della maggior parte dei nostri sindaci tutti schierati a difesa delle singole identità locali, manco fossimo ancora nel medioevo. Come si vede, dal “prima gli italiani”, al prima i bibbienesi o i poppesi, o i chiusini o altri, il passo è breve. E’ un tipo di “cultura” di gretta chiusura verso tutti gli altri, lo straniero a livello nazionale, quello dell’altro comune a livello locale. E’ la diffusione di questa mentalità che ci preoccupa. Per questo ogni processo di aggregazione per noi è positivo. Certo la fusione di Bibbiena con Ortignano non cambia niente nella debolezza istituzionale del Casentino. Non si capiscono bene gli obbiettivi dell’operazione. E chi la sostiene avrebbe il dovere di chiarirlo. Serve al Comune di Ortignano, come qualcuno fa intuire, per uscire da delle difficoltà? Se fosse così andrebbe detto con chiarezza e Bibbiena potrebbe avere la giusta generosità di venire incontro a una comunità del nostro territorio e salvare un piccolo comune. Se così non fosse, quali sono gli interessi in gioco? Ed effettivamente sembra una operazione tutta da inciucio politico, fatta proprio per permettere a Bernardini di ricandidarsi a sindaco. E su questo si è scatenata la polemica, con richieste allo stesso di rinunciare pubblicamente fin da ora alla eventuale ricandidatura. Ma questa è una dimostrazione di debolezza politica. Chi ha paura della candidatura di Bernardini? Poniamoci un problema. Se si ha paura della sua candidatura significa che lo riteniamo forte e popolare, quindi in grado di vincere le elezioni. Ma questa è una evidente dichiarazione di impotenza e di debolezza politica. Se si è convinti, come lo siamo noi, che Bernardini ha fatto scelte sbagliate, non trasparenti, con evidenti conflitti di interesse, che ha privatizzato la gestione urbanistica del territorio, va sconfitto politicamente, contrapponendo a lui altre persone, con un altro progetto di comune, un’altra visione della politica comunale. Pensare di eliminare l’avversario con mezzucci formali da legulei o burocrati, significa rinunciare a fare politica. Se la fusione si farà, Bernardini si ricandidi pure. Noi ci impegneremo a combatterlo politicamente costruendo una alternativa. E i cittadini decideranno. La nostra posizione sul referendum non sarà certo condizionata dalla candidatura o meno di Bernardini.

Movimento Arturo, Circolo Bibbiena e Poppi

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