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venerdì, 2 Dicembre 2022

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Fusioni: 1 2 X, a Chiusi si giocherà la tripla

di Mauro Meschini – Non deve essere stato facile il lavoro per i componenti del Collegio di garanzia della Regione Toscana, chiamati dal Consiglio regionale a dare un parere sulla spinosa situazione che si è venuta a creare, in particolare a Chiusi della Verna, sulle ipotesi di fusioni che sono in discussione.

Tornando con la mente indietro di un paio di anni, e ripensando a quello che è accaduto, si potrebbe senza indugio affermare che, come spesso accade, le complicazioni sono state create ad arte dalla politica per rispondere a interessi particolari, di parte e di partito che niente hanno a che fare con gli interessi del Casentino e dei suoi abitanti.

Due Consigli comunali (Bibbiena e Ortignano Raggiolo) avevano già votato per la fusione a due, i cittadini di Chiusi della Verna (1000 su 1700) avevano sostenuto una raccolta di firme per aggiungere anche il loro Comune. Risultato: la nascita del primo comune con più di 15.000 abitanti in Casentino, una rivoluzione che avrebbe spinto anche il resto della vallata a optare per la nascita di almeno due grandi comuni (Alto e basso Casentino) e a cancellare per sempre l’Unione dei Comuni.

Quello che è accaduto dopo non ha permesso un cammino rapido verso questa soluzione, condivisa dalla maggioranza dei cittadini, portando ad una sospensione di una partita che sembrava avere il risultato già deciso. In più, a tempo quasi scaduto, ecco arrivare altri team che hanno preteso di giocare, imponendo nuove regole e complicando la vicenda.

Questa metafora calcistica ci sembra appropriata per ricordare lo “Sgambetto istituzionale”, partorito probabilmente nei piani alti della Regione e messo in pratica dai sempre pronti a fare quello che gli viene detto sindaci di casa nostra, rappresentato dalla rabberciata proposta di fusione presentata dai Consigli comunali di Castel Focognano, Chiusi della Verna e Chitignano, che ha creato la situazione di caos sulla quale si è appunto espresso il Collegio di Garanzia.

Nel parere si indica opportuno concentrare in un solo giorno le consultazioni, quindi, nello stesso giorno, non solo si terranno due referendum per la fusione tra comuni, ma in un Comune, Chiusi della Verna, si dovrà decidere su entrambi.

Sarà una tripla: o con Bibbiena e Ortignano Raggiolo (1); o con Castel Focognano e Chitignano (2); o con nessuno (X). Forse è il male minore anche se, considerati i numeri, avere tre opzione porta ad un rischio molto alto: quello di decidere ai rigori e di vedere vincere, per pochi voti, una minoranza. Situazione non nuova, già vista in Casentino, con la vittoria di minoranze alle elezioni comunali sia nella precedente amministrazione di Ortignano Raggiolo sia, in maniera più eclatante, nell’attuale del Comune di Pratovecchio Stia. Non è il risultato auspicabile su una decisione così importante e non vorremmo che, alla fine del salmo, fosse comunque quello che spera chi, da sempre, ha messo i bastoni tra le ruote a questa importante opportunità rappresentata dalla fusione Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo. Infatti una vittoria sul filo di lana offrirebbe argomenti al Consiglio regionale, a cui comunque spetta l’ultima parola, di annullare la partita lasciando tutto nella situazione attuale e facendo perdere l’ennesima opportunità a questa vallata.

Per quanto riguarda i cittadini degli altri comuni coinvolti, questi si troveranno un quesito più semplice, SI o NO ad una sola possibilità di fusione. A questo proposito forse un po’ criptica la formula utilizzata nel parere, secondo la quale ai cittadini degli altri Comuni interessati dalle due proposte di fusione (e cioè Chitignano e Castel Focognano da una parte e Bibbiena e Ortignano Raggiolo dall’altra), potrà essere sottoposto un quesito che consenta al cittadino di esprimere la propria volontà di fondersi o meno tra loro e con il Comune di Chiusi della Verna.”, potrebbe sembrare infatti che non tutto sia comunque scritto e che, in qualche modo, i gironi e le partite in programma potrebbero cambiare ancora, anche perché la conclusione del parere contiene altre ipotesi e puntualizzazioni non di poco conto.

Il Collegio di Garanzia, infatti, pur non giudicandola “pienamente conforme“, ipotizza anche l’indizione di una prima consultazione per Chiusi della Verna, prevedendo sempre le tre opzioni di scelta, con una partita di ritorno che, acquisito il risultato dell’andata porti a formulare, per Chiusi, un quesito conseguente.

Infine, a sottolineare come sia comunque il Consiglio regionale ad avere il “potere di indirizzo politico” nel parere si ricorda che un eventuale quesito potrebbe essere anche diverso dalle proposte di legge presentate e prevedere la “fusione di un numero minore di comuni.

Insomma, se dovessimo scommettere su questo campionato saremmo convinti del risultato positivo e sul fatto che i cittadini non si faranno sfuggire un’altra volta l’opportunità di dare un chiaro segnale verso la creazione di un Casentino più unito e, per andare in questa direzione, la nascita del grande comune Bibbiena, Chiusi della Verna, Ortignano Raggiolo è assolutamente necessaria.

Il problema è se e come si giocheranno le partite di questo campionato.

Un referendum a dicembre ha già dato grossi dispiaceri al PD, avranno il coraggio di permettere ai cittadini di esprimersi liberamente e “democraticamente“?

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