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venerdì, 2 Dicembre 2022

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Fusioni, la versione “dall’alto” del PD aretino

Anche il segretario provinciale del PD aretino, Massimiliano Dindalini, ha voluto prendere posizione sulle varie proposte di fusione tra comuni che stanno interessando il Casentino.
Lo ha fatto sposando in pieno il progetto del sindaco Tellini che si è inventato la “fusione dell’ultimo minuto” del suo Comune con Chitignano e Castel Focognano.
Meglio le proposte che nascono nei Consigli comunali che quelle che nascono “dal basso”, dice in pratica Dindalini. Con buona pace dei 1.000 cittadini di Chiusi della Verna, cioè la stragrande maggioranza dei potenziali elettori, che già nella scorsa estate si erano dichiarati favorevoli alla fusione con Bibbiena e Ortignano. Ma anche con buona pace dei cittadini dei tre comuni che in brevissimo tempo, anche durante il periodo natalizio, hanno firmato la proposta ufficiale di Referendum presentata in Regione Toscana.
Una posizione che è completamente in contrasto con quanto sostenuto dal PD di Bibbiena che, con il suo segretario Niccolò Boncompagni, ha definito quella di Tellini un’iniziativa presa “…senza la minima condivisione con le popolazioni interessate, al solo scopo di interferire con una proposta nata dal basso e ampiamente condivisa dagli abitanti dei paesi interessati”.
Non sappiamo quale dobbiamo considerare la vera anima del PD ma, da quello che vediamo anche in altre situazioni, non è che questo partito veda con molto favore le iniziative dei cittadini. Quello che stanno inventando per impedire ai toscani di esprimersi sul referendum per la sanità pubblica regionale può essere un esempio per tutti. Anche in quel caso 55.000 firme, raccolte in due mesi, si vorrebbero archiviare e dimenticare.
In quanto poi ai Consigli comunali e alla necessità di “utilizzare approcci istituzionali“, si ricordano del loro ruolo solo quando fa comodo, dimenticando tutte le volte che altri Enti, guidati da fidati nominati, prevaricano le assemblee elettive senza che nessuno apra bocca: è così nella gestione del servizio idrico o della raccolta dei rifiuti; è così nella definizione delle politiche sanitarie; è così nelle Unioni dei Comuni che spogliano i Consigli comunali di molte loro prerogative.

Dichiarazione del Segretario provinciale Pd, Massimiliano Dindalini

Bene la vivacità, male la confusione politica. Il tema delle fusioni appassiona, almeno da 4 anni, il Casentino. E questo da quando fu proposto il Comune Unico di vallata e il Pd rispose con una proposta alternativa basata su quattro realtà: Bibbiena e tre nuovi comuni frutto delle aggregazioni in alto, medio e basso Casentino.
Da allora si sono alternati atti istituzionali, petizioni, raccolte firme. Con accelerazioni improvvise e bruschi dietrofront. Tra i protagonisti anche un consigliere regionale che fa indossare agli altri i suoi vestiti politici: lui, che sostiene o contrasta le fusioni in relazione agli input del Comune di Bibbiena, accusa il Pd di piegare ai suoi interessi elettorali le scelte istituzionali.
In realtà e al di là delle polemiche strumentali, oggi abbiamo sul tavolo due opzioni. Un gruppo di cittadini ha raccolto firme e portato all’ordine del giorno della Giunta regionale la fusione tra Bibbiena, Ortignano e Chiusi della Verna. Ci sono poi i Consigli comunali di Castel Focognano, Chiusi della Verna e Chitignano che hanno approvato, senza un voto contrario, la loro fusione.
Due opzioni, molte polemiche. Qualcuno dice che vanno portate in fondo le “fusioni dal basso”. Qualcuno aggiunge che vince “chi arriva prima”. Personalmente penso che quando si fanno scelte istituzionali, è necessario utilizzare approcci istituzionali. Un criterio va adottato. Può essere quello della democrazia diretta? Può essere quello della competizione temporale? Legittimi, senza dubbio. Ma se li applichiamo, allora diciamo anche (per conseguenza e per coerenza) che i Consigli comunali, eletti dai cittadini e base della nostra (dell’Italia e non del Pd) democrazia rappresentativa sono delegittimati. Non contano tutti i cittadini dei tre comuni che hanno eletto i loro rappresentanti ma una quota assolutamente minoritaria che ha sottoscritto una richiesta. Se poi questa richiesta arriva a Firenze, contemporaneamente alle tre delibere istituzionali, il gioco è fatto.
Non penso che sia così. Sarà naturalmente la Regione Toscana a decidere e lo affermo di nuovo in base al rispetto della logica istituzionale. Comunque il pensiero del Pd provinciale è chiaro e mette i Comuni e le loro decisioni al primo posto. Se poi verrà deciso che nulla contano, allora nessuno si lamenti della disaffezione al voto e della crisi del rapporto tra cittadini e istituzioni

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