Lettera di Simone Bertelli – Nel corso degli incontri di presentazione del programma della Lista Galastri ai cittadini del Comune di Bibbiena l’emozione è sempre alta: avere la possibilità di condividere i propri ideali, il sogno di una società migliore, le proprie speranze con i nostri concittadini è un’esperienza unica.

Il 10 maggio scorso ad ascoltare i nostri propositi per il governo del Comune c’era un personaggio che racchiude in sé la storia dell’ultimo secolo di Bibbiena e che rappresenta meglio di chiunque altro quel legame fondamentale che unisce in modo inscindibile il tempo andato con il futuro del Nostro Territorio. Sto parlando di Angelo Checcacci, da tutti conosciuto come “Stecche(in una vecchia foto in Comune a Bibbiena).

L’intervento di Angelo è stato breve e preciso: il contributo di un uomo lucido e presente, il quale ha riconosciuto che siamo animati da una onestà e da una professionalità indiscutibili, che presentiamo una lista di persone competenti e capaci con idee valide per il bene della collettività.

E di questo riconoscimento siamo grati.

Eppure ciò che maggiormente mi ha colpito è stato il monito che Angelo ha sentito di doverci rivolgere, come un padre nei confronti dei suoi figlioli, a rifuggire la tentazione di fare ciò che fanno gli aspiranti amministratori: ovvero promettere tanto per poi mantenere poco.

Ho quindi deciso di scrivere queste poche righe di ringraziamento ad Angelo cogliendo l’occasione per ribadire un concetto che è il fondamento della Lista Galastri: non siamo politici di professione; siamo un gruppo coeso di professionisti che hanno lavorato e lavorano nella società civile, dando ogni giorno con impegno e fatica il proprio piccolo contributo affinché tutti sul nostro territorio possano vivere meglio. Nessuno di noi è disposto a venir meno ai propri principi per ottenere un vantaggio dall’amministrazione della cosa pubblica.

L’intervento di Angelo ci dice un’altra cosa importante: troppo spesso ci si pone nei confronti degli anziani con sciocca superbia. I vecchi sono considerati superati, antiquati, con idee stantie e un po’ muffite. Finiscono per essere dimenticati e lasciati soli o, nelle migliori delle circostanze, trattati con condiscendenza. Credo invece che gli anziani siano un tassello fondamentale per la crescita equilibrata di un territorio. La loro saggezza, l’esperienza, la fatica del loro vissuto rappresenta un valore di cui non possiamo privarci noi ma soprattutto le giovani generazioni che troppo spesso perdono il riferimento dei valori tradizionali alla ricerca delle chimere spacciate per verità dai media.

Per questo ribadisco con fermezza: ritengo fondamentale la realizzazione dei nostri progetti sociali e sanitari che non solo riguardano i cittadini di tutte le età con l’implementazione della piastra delle urgenze e del comparto di rianimazione, ma che prevedono quell’attenzione e quel riguardo verso le generazioni più anziane con la creazione di un centro diurno per anziani e di un hospice che abbia come obiettivo la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza sia fisica che psicologica, che permetta l’intimità del malato con le persone amate anche in un momento difficile come quello dell’estremo saluto. Perché gli anziani sono la nostra Storia. Perché gli anziani sono il tessuto su cui costruire il nostro futuro e meritano la nostra attenzione e il nostro rispetto.