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mercoledì, 30 Novembre 2022

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Hai voluto la bicicletta…

di Francesca Maggini – Nico Mugnai pedala da tempo in sella alla sua bici. Venti anni, volontà da vendere, tanta passione per lo sport e per il ciclismo, in particolare. Nei suoi occhi sorridenti, si leggono la grinta e la tenacia che lo contraddistinguono. Dal suo fisico tonico e forte traspaiono i sacrifici di tanto duro e continuo allenamento. Tutto è cominciato quasi per scherzo diventando, però, nel tempo una vera e propria ragione di vita.

«Ho iniziato a praticare con costanza il ciclismo circa 5 anni fa, direi grazie ad una serie di coincidenze. Ho sempre giocato a pallone ed avevo poco più di 15 anni, quando fui notato in campo e fui chiamato ad un provino per l’Atalanta, ma il destino aveva in serbo qualcosa di ben diverso per me. Un incidente con il motorino e quel provino, non l’ho mai fatto! Da li, ho dovuto affrontare e superare un problema al ginocchio; i medici mi consigliarono di praticare la bicicletta per tutto il periodo della riabilitazione.

Così è stato e da un aiuto fisico per ristabilire in fretta il ginocchio è diventata la mia passione. In realtà ero sempre stato interessato alla bici, grazie anche a mio zio che è appassionato di mountain bike a livello amatoriale. In poco tempo, questo sport è diventato motivo di grandi sacrifici soprattutto a livello personale. La mia vita indubbiamente è molto cambiata e oggi il ciclismo viene prima di tutto. Da 2 anni faccio parte di una squadra dilettantistica la Futura Team Rosini una squadra di Pian di Scò, con direttore sportivo, Franco Chioccioli ex ciclista professionista e vincitore del Giro d’Italia nel 1991. La mia giornata è scandita dai ritmi degli allenamenti così come la mia alimentazione, nel senso che è fatta di tanti riguardi, è adeguata ad ogni periodo dell’anno soprattutto diviene fondamentale da febbraio a ottobre. Nella stagione di gare, infatti, (si svolgono dalle 60 alle 70 corse), diviene basilare che cosa mangiare, il riposo e la concentrazione.

Questo periodo è, ovviamente, quello più impegnativo a livello fisico e mentale; così al termine di questo visto l’alto stress, è previsto il riposo per almeno due settimane, poi si ricomincia con palestra, bici e con tabelle per la preparazione effettiva dove ogni giorno si fanno anche 200 km dietro la macchina per agilizzare le gambe. Da un anno riesco a fare allenamenti doppi nel senso che avendo terminato le scuole superiori posso dedicare molto tempo agli allenamenti e alla mia squadra con cui, soprattutto durante i ritiri, condivido le gioie e i dolori di questo sport. Sto imparando a dosare razionalmente le energie a conoscere il mio fisico, le mie potenzialità e anche i miei limiti, del resto il ciclismo è uno sport di grande resistenza che aiuta a sviluppa volontà e autodisciplina.

Mi alleno con costanza e caparbietà e ogni volta, che dopo una gara o un allenamento scendo dalla bici, cerco di valutare in maniera obiettiva i risultati ottenuti e cresce la voglia di spostare il mio limite, cresce la competitività, il desiderio di fare sempre meglio mettendosi alla prova di fronte ai propri compagni di squadra e soprattutto di fronte a se stessi. Non è così semplice da spiegare; è la grinta, l’orgoglio, la voglia di riuscire che ti muove anche quando la fatica dopo tanti km in sella sembra prendere il sopravvento. Arrivi ad un punto che quando non puoi andare in bici ne senti quasi la mancanza. Vorrei poter raccogliere i frutti di tanto impegno e vorrei aver modo di ripagare anche i miei genitori di tutti questi sacrifici, ho un piccolo rimborso spese ma non ho ancora quell’indipendenza economica che tanto si sogna a 20 anni. So che in questo sport ci vuole tanta preparazione, costanza e spesso ci vuole del tempo per costruire delle solide basi necessarie a realizzarti e perché no ad avverare il mio sogno più grande: fare del ciclismo il mio lavoro.»

Del resto, come diceva il grande Pietro Mennea, lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita! La storia del ciclismo agonistico ci insegna che questo sport è fatto di pagine eroiche, di cavalcate sulle cime delle montagne più ardue e di atleti resistenti anche alle fatiche più dure…

Auguriamo a Nico e a tutti i giovani ragazzi di poter fare la loro volata nello sport come e soprattutto nella vita!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 287 | Ottobre 2017)

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